I mille volti del diflubenzuron

Arriva la Carpocapsa. Meleti e pereti italiani possono sempre contare sul veterano tra gli inibitori della sintesi della chitina

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

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Il diflubenzuron e il frutto dei frutti: la mela

Quando i pioppi iniziano a lanciare nel vento i propri "piumini" vuol dire che i voli di Carpocapsa sono ormai partiti. Zona per zona i tempi di intervento sono differenti, ma le strategie sono più o meno basate sui medesimi capisaldi. La prima generazione prevede spesso l'applicazione di un Igr, seguito poi da uno o due prodotti larvicidi. Prodotti che poi in seconda generazione tolgono quasi completamente la scena agli Igr. Fra questi, diflubenzuron è l'indiscusso veterano. Sono passati oltre trent'anni da quando Duphar partorì questo prezioso insetticida che cambiò il volto della difesa fitosanitaria, consentendo l'apertura a quei nuovi criteri di lotta integrata che oggi tutti invece padroneggiano. O, per lo meno, che affermano di saperlo fare.
Registrato in Italia nel 1977 con lo storico nome commerciale Dimilin, questo prodotto per l'epoca rivoluzionario ha mandato negli anni in pensione prodotti nati dopo di lui, ma che prima di lui sono caduti in disgrazia. Grazie al buon profilo tossicologico e ambientale diflubenzuron continua infatti a mostrarsi oggi un prodotto che non smette mai di essere moderno. Dimilin, distribuito da DuPont, è come detto il capofila dei cinque formulati a base di diflubenzuron che risultano al momento in commercio nello Stivale. Dimilin è un WP non classificato al 5% di sostanza attiva. Con il medesimo tenore di sostanza attiva troviamo poi altre due formulazioni: Du-Dim 5 PB, distribuita da Makhteshim Agan Italia/Kollant, e Indipendent 5 PB, distribuito da Certis Europe. Si sale di concentrazione con Dimilin SC-15 di Gowan Italia per arrivare infine a Dimilin 25 PB a marchio Agrimport. Il primo è anche la registrazione più recente in circolazione, essendo del dicembre 2010. E' una SC a 150 g/L non classificata che riporta in etichetta solo il mais e il suo fitofago principe, l'Ostrinia nubilalis alias piralide, sulla quale va impiegato a dosi comprese fra 1,2 e 1,5 litri ettaro. Il secondo riporta invece in etichetta le colture e i fitofagi tradizionali di diflubenzuron: melo, pero, Carpocapsa e fillominatori, sui quali va impiegato a dosi comprese fra 60 e 80 grammi ettolitro. Le tre rimanenti formulazioni, al 5% di sostanza attiva, vanno applicate invece a dosi comprese fra i 200 e i 400 grammi ettolitro (preferibile spesso fidarsi della dose più alta) e riportano in etichetta, oltre a Carpocapsa e minatori, anche Orgia e Psilla. A questi fitofagi Du-Dim 5 PB e Indipendent 5 PB affiancano pure Capua e Archips. Gli unici parametri che rendono uguali i quattro differenti formulati in polvere sono il tempo di carenza, che è di 45 giorni, e la classificazione tossicologica: essendo tutti Non classificati possono essere acquistati senza il possesso del patentino. Unica voce fuori dal coro è quindi Dimilin SC-15, che su mais ha 15 di tempo di carenza e non è applicabile proprio su quelle colture frutticole che hanno reso grande il diflubenzuron a cavallo di due millenni.
 

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Fonte: Agronotizie

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