Ciliegie Sweet: belle da vedere e buone da mangiare

L'Università di Bologna ha presentato in anteprima ad Interpoma la nuova "collezione". Per l’Ateneo è l’occasione per promuovere la moltiplicazione e la commercializzazione

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 7 anni fa

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Sweet, le nuove ciliegie targate Alma Mater Studiorum
Fonte foto: Agronotizie

Si chiamano Aryana, Lorenz, Gabriel, Saretta e Valina, i nomi dei figli dei costitutori, e di cognome Sweet, a testimonianza del loro tratto caratteristico: la dolcezza.

Sono le nuove varietà di ciliegio targate Alma Mater Studiorum (Dipartimento di Colture arboree dell'Università di Bologna) che sono state presentate ufficialmente al pubblico a Bolzano in occasione di Interpoma, la Fiera internazionale della mela.

“Queste ciliegie nascono dal progetto "30 e lode" dopo una gestazione durata appena 10 anni - spiega Stefano Lugli del Dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Bologna e "papà" di queste ciliegie assieme a Riccardo Corelli e Michelangelo Grandi -. Lo scopo di questa attività di ricerca era ottenere un elevato grado zuccherino accompagnato da una buona acidità per esaltarne l’aroma, colore rosso uniforme e brillante del frutto, grossa pezzatura e polpa consistente: sono queste le carattteristiche cercate e ottenute per le nuove varietà di ciliegie Sweet”.
 
Il programma da cui sono nate le Sweet è finanziato da Regione Emilia-Romagna, Università di Bologna e aziende private (New Plant e Fondazione Vignola), il tutto coordinato dal Crpv di Cesena. Un'indagine preliminare è stata condotta per identificare le aspettative di tutti i soggetti interessati all’innovazione varietale, invertendo però la priorità che normalmente si segue nei programmi di breeding: al primo posto le aspettative dei consumatori, seguite da quelle dell’industria e del commercio per terminare con quelle provenienti dalla produzione.
 
“La grande novità di questo progetto sta proprio nella possibilità di avere per un periodo di raccolta di circa 5 settimane un gruppo varietale omogeneo nelle sue caratteristiche organolettiche ed estetiche identificate sotto un unico brand facilmente distinguibili da parte del consumatore - continua Lugli - In questo modo crediamo di poter dare al mercato un prodotto che possa far affezionare il consumatore e invogliarlo al consumo.

Per farlo siamo partiti da alcune vecchie varietà autoctone, i famosi duroni di Vignola, portatori di caratteristiche di pregio come la dolcezza, la consistenza e l’aroma e le abbiamo combinate con le caratteristiche di alcune varietà californiane portatrici di eccellenti caratteristiche estetiche come il grosso calibro, l’aspetto e il colore brillante.

Siamo così arrivati a creare una serie di nuove varietà con eccellenti qualità, mature in tempi diversi e in grado di coprire un calendario di raccolta di 30-40 giorni (ovvero tutta la stagionalità cerasicola). Il risultato di questi 10 anni di ricerca sono oltre 3000 semenzali all’interno del quale sono state scelte 14 selezioni e di queste 5 sono diventate appunto nuove varietà, tutte con un massimo comune denominatore: l’alta qualità”.



Le nuove varietà di alta qualità

“Durante le operazioni di selezione - prosegue Lugli - abbiamo deciso di concentrarci su piante che avessero frutti con determinati parametri: calibro di 28-30 mm, durezza della polpa di 0,40 kg, colore di 4-5 (codice colore Ctfil), livello in zuccheri del 18% accompagnato da buona acidità ed aroma. Solo questa attenzione ci ha permesso di ottenere un ottimo risultato. Senza dimenticare la buona capacità produttiva delle piante: produzione media di 21,16 Kg/pianta e rese medie di 15,06 t/ha. Le cinque Sweet sono state quindi tutelate da marchi e brevetti comunitari

Ora le ciliegie Unibo sono pronte per conquistare il mondo. Sono già cinque le aziende vivaistiche che si sono impegntate a produrre e commercializzare le varietà in Italia (Salvi Vivai, Vivai Top Plant, Vivai Fortunato, Vivai Giannoccaro, Vivai Spinelli); le piante saranno disponibili dal prossimo anno. Manifestazioni d’interesse sono arrivate anche da Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Sudafrica, Cile oltre che numerosi Paesi europei".


Il materiale vivaistico sarà inserito all’interno del programma di certificazione nazionale volontario e le piante madri saranno custodite e controllate presso il Crsa - Centro di ricerca e sperimentazione in agricoltura ‘Basile Caramia’ di Locorotondo (Ba). Le analisi riguarderanno i 5 virus richiesti dalla Cac e per 3 virus rilevanti anche fuori dall’Europa.

Clicca qui per approfondire le caratteristiche pomologiche delle 5 varietà.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione varietale innovazione interpoma

Temi caldi: Interpoma 2012

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