Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, Antonio Costa, presidente del Consiglio Ue e il premier indiano Narendra Modi hanno siglato il 27 gennaio 2026 a Nuova Delhi un accordo di libero scambio tra l'India e i 27 Stati membri dell'Unione Europea.
Nelle previsioni di impatto della Commissione, l'intesa dovrebbe favorire l'export comunitario in un mercato di 1,4 miliardi di consumatori, raddoppiando le esportazioni di merci dell'Ue verso l'India entro il 2032, eliminando o riducendo i dazi doganali sul valore del 96,6% sulle esportazioni di beni dell'Ue verso l'India. Per quanto riguarda il settore agroalimentare sono attesi vantaggi per settori quali vino, olio di oliva, prodotti della trasformazione del grano, formaggi e succhi di frutta.
Cosa prevede l'accordo
Complessivamente, le riduzioni tariffarie comporteranno un risparmio di circa 4 miliardi di euro all'anno in dazi sui prodotti europei. Si tratta dell'apertura commerciale più ambiziosa che l'India abbia mai concesso a un partner commerciale. Per quanto riguarda l'agricoltura e l'agroalimentare, da quanto dato sapere - fino ad ora i testi del trattato non sono stati ancora pubblicati - l'accordo non consentirà l'importazione senza dazi in Europa di beni sensibili: carne bovina, la carne di pollo, il riso, il miele e lo zucchero nell'accordo sono esclusi dalla liberalizzazione, beni, questi, che invece sono stati liberalizzati nel trattato tra Ue e i Paesi latinoamericani aderenti al Mercosur.
Oggi le importazioni dell'Ue dall'India nel comparto agroalimentare sono per lo più composte da caffè, tè, spezie, pesce e molluschi congelati, riso e - mancando liberalizzazioni su questi fronti - nulla dovrebbe cambiare nella sostanza.
Ci sono invece i vantaggi per quanto riguarda l'export della Ue verso l'India: i dazi sul vino esportato che passeranno, in una prima fase, dall'attuale 150% al 75%, per poi scendere fino al 20%. Bene anche la cancellazione, entro cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo, delle tariffe sull'olio oggi fissate al 45%, mentre su tutti gli altri prodotti trasformati, come biscotti e formaggi, i dazi scenderanno dall'attuale 50% a zero.
Ma l'accordo prevederà anche dei protocolli aggiuntivi ancora da definire: l'Ue e l'India stanno negoziando un'intesa sulle Indicazioni Geografiche, che aiuterà a incrementare le vendite dei prodotti agricoli tradizionali dell'Unione Europea in India, eliminando la concorrenza sleale sotto forma di imitazioni, sulla base di un accordo sul riconoscimento della proprietà intellettuale, clausola questa già invece presente nel trattato di libero scambio Ue-Mercosur.
Il trattato, per poter diventare operativo, deve ora attraversare una lunga trafila: revisione legale e traduzione in tutte le lingue Ue, pubblicazione integrale dei testi e, infine, i voti di ratifica del Parlamento Europeo e del Parlamento Indiano.
Per ora le reazioni delle organizzazioni agricole sono positive, anche se cariche di attesa, se non altro perché fino ad oggi le informazioni sono molto frammentarie e su base fiduciaria, mancando del tutto la pubblicazione dei testi.
Coldiretti, attendiamo i testi giuridici
"Per esprimere una valutazione definitiva sull'accordo di libero scambio tra Unione Europea e India sarà necessario attendere la pubblicazione dei testi giuridici. Non si può tuttavia non evidenziare che molte delle richieste avanzate da mesi da Coldiretti e Filiera Italia siano state recepite nel corso dei negoziati". È questo il primo commento delle due organizzazioni alla stipula dell'intesa commerciale.
Confagricoltura, la riduzione dazi favorirà le imprese agricole
Confagricoltura ha accolto positivamente la notizia della chiusura dei negoziati per l'accordo di libero scambio tra Ue e India perché "La drastica riduzione, e in alcuni casi l'eliminazione, di gran parte delle tariffe oggi in vigore creerà un'importante occasione per le imprese agricole italiane ed europee". Per l'organizzazione agricola "le nuove regole sugli scambi tra Bruxelles e Nuova Delhi permetteranno un'importante crescita dell'export agroalimentare europeo, in particolare di vino, olio d'oliva e succhi di frutta".
Secondo Confagricoltura, inoltre "L'accordo con l'India promette di rispettare anche il principio di reciprocità negli standard di produzione e sicurezza alimentare, aspetto che Confagricoltura richiede da sempre in tema di accordi commerciali".
Cia, mercato da 3 miliardi di export italiano
Anche Cia - Agricoltori Italiani saluta con soddisfazione la conclusione dei negoziati per l'accordo di libero scambio tra Ue e India. In particolare, "l'accordo elimina gradualmente barriere proibitive su vini (dal 150% al 75% per arrivare fino al 20%), olio d'oliva (dal 45% allo 0% in cinque anni) e prodotti trasformati come pane e dolciumi (tariffe fino al 50% azzerate)" ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini. "Questi cambiamenti aprono un mercato da 1,4 miliardi di consumatori, con un potenziale export italiano di 2-3 miliardi di euro nei prossimi anni, valorizzando eccellenze come Prosecco, olio extravergine e Grana Padano".
In attesa di analizzare il testo nel dettaglio, "Cia continuerà a vigilare affinché l'accordo sia realmente vantaggioso per il nostro comparto e protegga la reputazione delle nostre eccellenze. Prioritaria sarà la definizione rapida di un'intesa separata sulle Indicazioni Geografiche, per scongiurare il rischio di imitazioni sleali e tutelare l'autenticità dei prodotti italiani".
Confeuro, attendiamo sviluppi in vigile attesa
Il clima di positiva attesa è confermato anche dalle parole di Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei: "Confidiamo che questo trattato non presenti le stesse basi dell'accordo Ue-Mercosur - rispetto al quale Confeuro ha sempre espresso la propria contrarietà - dove l'agricoltura è stata sacrificata a favore di altri comparti produttivi. Restiamo pertanto in attesa degli sviluppi, con un atteggiamento al tempo stesso ottimista e vigile".



















