Il 2025 si è concluso da poco e per la robotica agricola è stato un anno di consolidamento, con una sostanziale stabilità dei finanziamenti che, da dati ancora preliminari, si stima abbiano raggiunto il tetto dei 744 milioni di dollari del precedente 2024 (dati AgFunders News).
Sebbene non siano ancora disponibili dati definitivi per il 2025, si possono già fare alcune considerazioni. Sicuramente l'andamento stazionario dei finanziamenti non è rappresentativo di una fase di stallo. I driver rimangono infatti solidi e le proiezioni parlano di una crescita del mercato dei robot agricoli a quota 18,65 miliardi di dollari nel 2026 (a fronte dei 15,51 miliardi nel 2025) e 40,2 miliardi entro il 2032 (dati Research and Markets).
Altro elemento da tenere in considerazione quando si osserva l'andamento stazionario dei finanziamenti è il generale momento di flessione - successivo al picco del 2021 - dell'intero comparto Agrifood Tech, di cui il settore "Farm Robotics, Mechanization & Farm Eq" rappresenta il 5%.
Meno affari, ma più grandi
Analizzando l'andamento del settore negli ultimi 5 anni di dati consolidati, si nota un picco nel 2021 con 905 milioni di dollari su 146 accordi, che segna il momento di massimo entusiasmo degli investitori verso il settore.

Andamento del settore "Farm Robotics, Mechanization & Farm Eq" dal 2020 al 2024
(Fonte foto: AgFundersNews)
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Negli anni successivi, si osserva una fase di apparente stabilità accompagnata da un lieve calo, ma su livelli nettamente superiori al 2020. L'ammontare dei finanziamenti rimane simile, mentre diminuisce il numero di accordi stipulati. Se nel 2022 i 136 accordi hanno totalizzato 790 milioni di dollari, nel 2024 sono solo 104 quelli stipulati, a fronte di un totale di 774 milioni.
Questo indica che, nonostante l'andamento dei finanziamenti appaia stazionario e le intese commerciali siano meno, gli accordi si chiudono per cifre più alte. Ne sono prova le due somme da record capitalizzate nel 2024 dalla statunitense Monarch Tractor (133 milioni di dollari) e nel 2025 dalla svizzera Ecorobotix (150 milioni di dollari, di cui però solo 105 contabilizzati nel 2025).

I 5 maggiori accordi siglati nel 2024 e nel 2025 comprendono circa il 40% del totale annuo degli investimenti
(Fonte foto: AgFundersNews, rielaborata da AgroNotizie)
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In altre parole, si chiudono meno operazioni ma di dimensioni sempre maggiori: nelle ultime due annate, circa il 40% del totale annuo degli investimenti è stato concentrato nei 5 deal più importanti.
L'ingresso nel mercato degli OEM, acceleratori di maturità
Parallelamente, negli ultimi anni il costellato panorama della robotica agricola, ricco di start up e piccole aziende portatrici di innovazione, ha visto l'ingresso dei big dell'agromeccanica (OEM). Tra percorsi di acquisizione e collaborazione, i costruttori tradizionali si sono affacciati al mondo dell'automazione, ponendosi come acceleratori nel percorso di maturazione e adozione della robotica agricola.
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Le collaborazioni tra startup e OEM rappresentano un possibile circolo virtuoso, in cui le startup apportano innovazione rapida e flessibilità, mentre gli OEM offrono accesso ai mercati, solidità e validazione industriale.
Inoltre, questo percorso agisce positivamente anche su due dei principali ostacoli all’adozione dell’automazione: l’affidabilità e il costo. Infatti, nonostante i progressi tecnologici, la diffusione della robotica agricola è ancora rallentata dalla scarsa fiducia verso marchi poco conosciuti e da limiti nella capacità produttiva, che determinano costi alti e un complesso ritorno di investimento (ROI).
Gli agricoltori difficilmente si affidano a startup, tendendo a preferire brand affermati in grado di garantire attendibilità, adeguati servizi di post vendita ed una disponibilità su larga scala.
Robot agricoli: l'offerta degli OEM
In questa seconda parte di articolo andiamo ad approfondire tre recenti modelli di robot agricoli, rappresentativi delle altrettante aree di sviluppo - orticoltura, agricoltura specializzata e campo aperto -, che concentrano i principali investimenti così come le aspettative del settore.
Il controllo meccanico delle infestanti e l’irrorazione rappresentano applicazioni chiave nel dibattito sull'automazione, soprattutto nelle colture ad alto reddito. Dall'altra parte, anche il settore del pieno campo mostra elementi di maturità, nella direzione dello sviluppo di macchine modulari e versatili, in grado di coprire le differenti operazioni del ciclo colturale, dalla lavorazione del terreno, alla semina, fino al diserbo meccanico.
L'elettrico fa spazio all'ibrido
Da un punto di vista tecnologico, i tre robot rappresentano anche un cambio di passo nella progettazione delle alimentazioni. Se fino a poco fa si parlava principalmente di elettrificazione, oggi è l'architettura ibrida ad emergere come la scelta più convincente.
In particolare, si fa sempre più spazio l’ibrido in serie, una configurazione in cui un motore endotermico alimenta un generatore di corrente che fornisce energia per trazione e servizi, con il supporto di batterie tampone ricaricabili esclusivamente in modo interno.
Xaver GT di Fendt: l'innovazione incontra la tradizione
Xaver GT è il nuovo concept di robot agricolo autonomo di Fendt, presentato in anteprima mondiale ad Agritechnica 2025. Il prototipo prende il nome dallo storico modello GT del 1957 - Geräte-Träger, porta attrezzi in tedesco, primo cosiddetto "sistema one man" - evolvendosi in un un concept "no man", quindi completamente autonomo ed in grado di combinare diverse fasi di lavoro.
Guarda il video di presentazione del nuovo porta attrezzi autonomo Fendt Xaver GT
Progettato per l'ambito orticolo e le colture a file, Xaver GT richiama lo storico modello anche nell'architettura, con un telaio a ponte che permette l'attacco delle attrezzature anche nella zona centrale, tra gli assi, oltre che posteriormente.
Caratteristiche tecniche di Xaver GT
Con un passo di 3,4 metri e un peso di 3 tonnellate - distribuito su 4 ruote indipendenti - Xaver GT si adatta a differenti colture orticole grazie all'altezza da terra di 50 centimetri e alla carreggiata regolabile (1,5 - 1,8 - 2,0 - 2,25 metri).
Visione frontale del muso aggressivo del robot autonomo Xaver GT di Fendt ad Agritechnica 2025
(Fonte foto: Leonardo Bonelli)
La propulsione è affidata ad un sistema ibrido in serie. Un motore diesel alimenta un generatore da 25 kilowatt (48 volt), abbinato ad un sistema tampone composto da due batterie da 9 kilowatt ora che forniscono potenza ausiliaria. Le quattro ruote sterzanti sono azionate da motori elettrici, per una velocità massima sul campo di 10 chilometri orari.
Entrambi gli attacchi a 3 punti, posteriore e interassiale - quest'ultimo particolarmente adatto alla sarchiatura in quanto riduce gli effetti dello sterzo sul movimento laterale dell'attrezzo - presentano ciascuno un sollevatore da 2 tonnellate di capacità, permettendo l'attacco di attrezzature standard.
Xaver GT di Fendt permette l'aggancio interassiale e posteriore delle attrezzature
(Fonte foto: Leonardo Bonelli)
Per quanto riguarda la modalità autonoma e la sicurezza, Xaver si affida a sensori Lidar e telecamere che sfruttano l'IA per riconoscere elementi quali piante, file e corsie, oltre a sistemi Gnss, bumpers e di geofence.
L'interfaccia utente si basa su FendtONE e consente anche l'accesso remoto alla macchina tramite cellulare, tablet o PC.
Infine, è d'impatto la modalità di trasporto su strada che prevede il traino frontale diretto di Xaver GT, senza la necessità di utilizzare un ulteriore rimorchio.
R4 di New Holland: elettrico e ibrido
Si chiama R4 ed è il nuovo prototipo di robot autonomo per l'agricoltura specializzata di New Holland, frutto della collaborazione tra il Centro di Ricerca e Sviluppo CNH di Modena, in Italia, e il Centro di Eccellenza New Holland per la Raccolta Specializzata di Coëx, in Francia.
Prototipo di veicolo autonomo R4 Hybrid Power di New Holland ad Agritechnica 2025
(Fonte foto: Lorenzo Quadri)
Il concept è stato presentato in due versioni: il modello full electric R4 Electric Power per vigneti stretti e il modello ibrido R4 Hybrid Power per vigneti larghi e frutteti. Entrambe le versioni sono dotate di cingoli in gomma sospesi, trasmissione elettrica intelligente a variazione continua e possono alimentare attrezzi elettricamente.
L'R4 Electric Power ha un design super compatto - 1,38 metri di altezza, 0,7 metri di larghezza e 1 tonnellata di massa - che ne permette l'utilizzo in filari larghi fino ad 1 metro. Come suggerisce il nome, l'alimentazione è garantita da un pacco batterie da 40 chilowatt ora, mentre uno speciale attacco ultracompatto permette il sollevamento posteriore fino a 500 chilogrammi.
Retro di R4 Hybrid Power allo stand di New Holland ad Agritechnica 2025
(Fonte foto: Lorenzo Quadri)
L'R4 Hybrid Power, fratello maggiore in dimensioni (1,2 metri di larghezza per 1400 chilogrammi), è progettato per distanze interfilari maggiori di 1,5 metri ed offre più autonomia e potenza. La propulsione è affidata ad un motore diesel da 59 cavalli che aziona un generatore elettrico per la trasmissione e l'alimentazione degli attrezzi. Grazie a due batterie ausiliarie da 4 kilowatt ora, il prototipo può funzionare in modalità completamente elettrica.
Una PTO meccanica a 540 giri al minuto con frizione progressiva intelligente, garantisce il funzionamento con attrezzi standard. Mentre una e-PTO da 48 volt e 12 kilowatt e un attacco Cat I/II alimentato elettricamente, permettono l'equipaggiamento di attrezzature elettrificate.
La tecnologia dell'R4 di New Holland
Il funzionamento autonomo è garantito da una combinazione di sensori Gnss, Lidar e sistemi di telecamere. Le funzioni di gestione intelligente degli attrezzi elettrici, includono il controllo automatizzato della portata di irrorazione, l'attivazione/disattivazione in base alla distanza dalla chioma per la gestione delle capezzagne e l'irrorazione automatizzata in base all'altezza della chioma. È in fase di sviluppo un sistema per l'irrorazione a spot in base al rilevamento delle malattie.

R4 nasce per l'automazione di lavori ripetitivi e a basso valore come la falciatura, la lavorazione interfilare e l'irrorazione
(Fonte foto: New Holland)
Per quanto riguarda i sistemi digitali, i due robot utilizzano la stessa tecnologia e gli stessi componenti sviluppati per le piattaforme di colture da reddito e a file di CNH, FieldOps incluso.
Karl di KUHN: più di un semplice robot
Karl è il concept di veicolo autonomo porta attrezzi di KUHN dedicato alle operazioni in campo aperto e pensato per l'utilizzo in flotte. Sebbene sia ancora un prototipo, ha già fatto tappa nelle principali fiere internazionali - Agritechnica 2023, Eima 2024 e Agritechnica 2025 - a suggerimento di un elevato grado di maturità tecnologica.
Guarda il video di Karl di KUHN in azione
Il robot si presenta come un porta attrezzi autonomo cingolato in grado di equipaggiare sia attrezzature standard che elettriche. Tuttavia, tale definizione risulta riduttiva per KUHN che con questo progetto intende superare il tradizionale rapporto tra trattrice e attrezzatura, ponendo l’implement al centro del sistema.
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Grazie alla distribuzione di strumenti sensoristici anche sugli attrezzi, Karl non solo guida, ma riceve costantemente dati di feedback dall’attrezzatura collegata, adattando in tempo reale il proprio comportamento operativo (velocità, avanzamento, gestione delle anomalie), per assicurare sempre le migliori condizioni di lavoro.
Le caratteristiche tecniche di Karl
Karl presenta una larghezza di 2,5 metri e un peso di circa 8 tonnellate. La propulsione è affidata ad un motore diesel da 175 cavalli, che alimenta un generatore elettrico per la trazione dei cingoli e l’alimentazione degli attrezzi collegati.

Karl di KUHN ad Agritechnica 2025
(Fonte foto: Serena Pala)
La completa autonomia operativa è assicurata da sistemi Gnss, sensori Lidar e telecamere, mentre un sistema certificato di geofencing vincola la sua attività entro i limiti digitali dell’appezzamento. Una volta impostata la missione dall'applicazione, Karl è in grado di eseguire lavorazioni in condizioni variabili, regolando autonomamente profondità, avanzamento, risposta agli ostacoli e gestione della flotta.

Coltivatore Prolander 400 R sensorizzato ad Agritechncia 2025: in viola i sensori per la rilevazione del posizionamento delle ancore, in verde i sensori ottici per la rilevazioni degli intasamenti
(Fonte foto: Serena Pala)
Gli smart equipment presentati da KUHN in grado di dialogare con Karl e modularne i parametri di lavoro, ad oggi sono:
- coltivatore Prolander 400 R e Cultimer 300 L: il primo visto ad Agritechnica 2025, il secondo ancora mai presentato dal vivo. Entrambi sono accessoriati di sensori per il corretto posizionamento delle ancore e per il rilevamento degli intasamenti delle ancore e del rullo.
- erpice rotante elettrico Hr 2520e: presentato all'esordio di Karl ad Agritechnica 2023, equipaggia sensori per il rilevamento di corpi estranei nei rotori in modo da attivare l'inversione del movimento per liberare l'attrezzo.























