Maracuja, fichi, mini kiwi, luppolo, pomodori, aglio, avocado, gelso pakistano, lamponi, more, giuggiole, cetrioli, kiwano, zucche, carosello, banano di montagna, feijoa, senape, melagrane e chi più ne ha più ne metta.
Da Poli Hops, azienda agricola di San Martino dei Mulini, nel comune di Santarcangelo di Romagna (Rimini), le varietà coltivate non mancano, ma tra tutte ce n'è una che ha una lunga storia e che dopo il rischio di essere dimenticata, oggi ha trovato una nuova rinascita diventando anche Presidio Slow Food dell'Emilia Romagna. È la cipolla precoce di Romagna, meglio conosciuta come cipolla dell'acqua, o zvòla da aqua in dialetto.
"Già nella prima metà del Novecento nella zona di Santarcangelo di Romagna questa cipolla veniva coltivata intorno al fiume Marecchia e ai fossi che da esso si diramavano. È ancora un mistero l'origine del ceppo, se ci sia stata la mano di un contadino o di un agronomo in particolare. A me è arrivata tramite i miei zii che la coltivavano dagli Anni Cinquanta". Così Fabio Polidori, titolare dal 2015 di Poli Hops, ci racconta le origini della cipolla dell'acqua.

La cipolla dell'acqua si caratterizza per il bulbo a forma tonda e schiacciata
(Fonte foto: Poli Hops)
Cipolla dell'acqua, l'importanza di irrigare
La curiosità però va subito al nome, perché è conosciuta come cipolla dell'acqua? "È chiamata cipolla dell'acqua - ci spiega Polidori - perché storicamente veniva irrigata per scorrimento tra una baulatura e l'altra".
Praticamente si irrigava facendo scorrere l'acqua dei fossi che dipartivano dal fiume Marecchia e che erano usati alternativamente, cioè "a tempo" dai coltivatori e dai mugnai, i cui mulini in quella zona nel passato erano numerosi.
Un tempo l'acqua scorreva abbondante e l'abbondanza di acqua garantiva a queste cipolle una crescita importante, anche sopra al chilo, e un sapore delicato.
Oggi però quegli stessi fossi non sono più gli stessi, addirittura alcuni non esistono nemmeno più e la siccità è sempre più frequente, di conseguenza la pratica dell'irrigazione per scorrimento, pur rimanendo la migliore, ormai è sempre meno usata. "Ora - ci spiega Fabio - vengono utilizzate anche irrorazione con spruzzi o sistemi a goccia".
Il calendario della coltivazione della cipolla dell'acqua
Se il metodo di irrigazione è cambiato, gli agricoltori della zona in provincia di Rimini continuano a compiere tutte le varie operazioni colturali seguendo un calendario ben definito tramandato di anno in anno, anche se, come spiega Fabio Polidori, "gli andamenti meteorologici hanno segnato e segneranno variazioni in merito".
Storicamente la cipolla precoce di Romagna si semina da dicembre a gennaio e si trapianta da marzo a maggio; "qualcuno seguiva i cicli lunari e per i miei zii il trapianto avveniva quando iniziava il giro d'Italia". La raccolta avviene da metà luglio a fine agosto. A seguito del raccolto le cipolle devono stare al sole ad asciugarsi almeno un mese ed è proprio questa esposizione al sole che conferisce al velo esterno il colore biondo. Dopo quel primo mese vanno però conservate all'ombra e al fresco fino al mese di novembre legate in trecce, perché la tradizione vuole che vengano vendute anche intrecciate.
La zvòla da aqua è una cipolla longidiurna che si caratterizza per il bulbo a forma tonda e schiacciata, colore bianco e tenero all'interno e giallo chiaro dorato all'esterno, di media-grande pezzatura e dolce. "Predilige terreni sciolti e ovviamente ricchi, ma garantisce buoni risultati anche su terreni argillosi se ben lavorati. Una dose generosa di acqua e una buona concimazione organica ne esaltano le caratteristiche. Mezzi agricoli sono essenziali per il dissodamento e la fresatura del terreno ed eventualmente sono utili per la successiva pulizia interfilare. Ma - scherza Polidori - qua si predilige l'olio di gomito".
A differenza del passato gli agricoltori che oggi coltivano questa cipolla e che hanno evitato la sua estinzione si contano sulle dita di una mano, infatti le produzioni per ora sono molto contenute e "i prezzi variano a seconda della produttività: si aggirano tra i 2 e i 4 euro al chilogrammo" spiega il titolare di Poli Hops.

La cipolla precoce di Romagna si semina da dicembre a gennaio e si trapianta da marzo a maggio; la raccolta avviene invece da metà luglio a fine agosto
(Fonte foto: Poli Hops)
Cipolla dell'acqua: nuovo Presidio Slow Food
Nel 2024, grazie al lavoro di squadra tra agricoltori, associazioni di categoria, amministrazione comunale e ristoratori, la cipolla dell'acqua ha ottenuto un bel riconoscimento diventando un Presidio Slow Food dell'Emilia Romagna.
L'area di produzione comprende il comune di Santarcangelo di Romagna e porzioni dei comuni di Rimini, Verucchio e Poggio Torriana lungo il fiume Marecchia.
"Il suo disciplinare - conclude Fabio Polidori - è rigoroso: tutela il delicato processo tradizionale di riproduzione della semente e prevede l'adozione di pratiche colturali sostenibili come rotazioni biennali o triennali, l'uso esclusivo della concimazione organica e il divieto di diserbo chimico". La difesa fitosanitaria deve far ricorso preferibilmente alle tecniche di lotta biologica.
Accanto a Poli Hops sono altre tre le realtà romagnole che ad oggi coltivano questo Presidio Slow Food: la Società Agricola L'Arcangelo, l'Azienda Agricola D'Elia Cono e l'Azienda Agricola SC di Scarpellini Cesarino.
Racconti, esperienze e realtà di chi, nella propria azienda agricola, ha riscoperto la tradizione unendola all'innovazione.
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