L'Assemblea dei soci del Consorzio di tutela del Pecorino Romano tenutasi a Macomer il 12 gennaio scorso ha votato all'unanimità dei presenti, in rappresentanza del 90% dei produttori, le nuove regole del Disciplinare di Produzione che, tra le varie prescrizioni, prevedono la lista delle razze ammesse alla produzione del latte destinato alla Dop. I soci hanno deciso che gli allevatori che vorranno conferire latte da destinare alla Dop Pecorino Romano dovranno riconvertire entro i prossimi sette anni i propri allevamenti, nel caso siano presenti razze estranee a quelle indicate nel disciplinare.

Nei prossimi giorni sarà organizzata una riunione con l'Assessorato Regionale dell'Agricoltura e le Agenzie Laore e Agris per mettere a punto gli aspetti logistici, organizzare lo screening degli allevamenti e pianificare le procedure. Gli allevatori che decideranno di non riconvertire i propri allevamenti, alla scadenza dei sette anni dalla pubblicazione del Disciplinare non potranno più destinare il latte delle loro pecore alla produzione di Pecorino Romano Dop.

Le razze ovine ammesse, in base a quanto deciso dall'Assemblea consortile e inserite nel Disciplinare di Produzione, sono le seguenti sei:

  • Pecora Sarda, compresa la sub popolazione Nera di Arbus;
  • Pecora Vissana;
  • Pecora Sopravissana;
  • Pecora Comisana;
  • Pecora Massese;
  • Pecora dell'Amiata.

"L'Assemblea ha trovato una soluzione condivisa da tutti i presenti e che fa sintesi fra le diverse posizioni", sottolinea il presidente del Consorzio Gianni Maoddi. "I sette anni previsti per la riconversione assicurano a tutti gli operatori il tempo necessario per organizzarsi, in primo luogo agli allevatori".

La decisione dell'assemblea, che si è tenuta in teleconferenza a causa della recrudescenza della pandemia, sarà ora sottoposta al vaglio dei competenti uffici del ministero delle Politiche agricole, con i quali sarà immediatamente avviata l'interlocuzione e che dovrà dire l'ultima parola sul nuovo Disciplinare votato dai soci.

Come si ricorderà - a seguito di un ampio dibattito - tre erano le proposte già formalizzate e all'attenzione dell'Assemblea:

  • Inserimento del vincolo di razze autoctone con tolleranza zero per le razze non inserite nella lista ufficiale;
  • Inserimento del vincolo di razze autoctone con una percentuale di tolleranza da definire e approvare;
  • Disciplinare invariato, con possibilità di applicare un regolamento per una produzione cru ottenuta dall'utilizzo di solo latte proveniente da razze autoctone.

 

Confagricoltura Sardegna, una buona mediazione

"I sette anni di riconversione degli allevamenti, decisi dall'Assemblea dei soci del Consorzio del Pecorino Romano Dop con le nuove regole del Disciplinare di Produzione, sono una buona mediazione rispetto alle esigenze degli allevatori, dei trasformatori e quindi dei consumatori". Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Sardegna, Paolo Mele, che ha aggiunto: "Sono state definite le razze ovine storiche e autoctone degli areali di produzione del Romano (Sardegna, Lazio e provincia di Grosseto) e ora, definiti gli adempimenti burocratici con il Ministero delle Politiche Agricole, è bene che si formino e si definiscano i gruppi di lavoro per avviare quanto prima lo screening sulle razze allevate nelle circa 14mila aziende zootecniche sarde dove si trovano poco più di tre milioni di pecore".

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Confagricoltura Sardegna plaude alla buona mediazione del Consorzio di Tutela sulla questione (Foto di archivio) Fonte foto: © murasal - Adobe Stock