Suini, chi guadagna e chi perde

Le analisi del Crefis registrano una flessione della redditività per allevamenti e stagionatori. Migliora, ma solo in parte, la situazione per i macelli

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Crisi in vista per gli allevamenti, stretti fra il calo dei prezzi dei suini pesanti e l'aumento dei costi per l'alimentazione
Fonte foto: © Stramyk Igor - Fotolia

Scende a febbraio la redditività dell'allevamento suinicolo. L'indice Crefis, il Centro di ricerche economiche dell'Università Cattolica di Piacenza diretto da Gabriele Canali, segna rispetto a gennaio una flessione del 2,6%.
Flessione che si aggiunge a quella già registrata in gennaio. Unica consolazione il segno positivo (+3,8%) per la variazione tendenziale, ovvero rispetto al febbraio 2017.

A determinare il dato congiunturale sfavorevole sono i costi alimentari in aumento (in particolare la soia) e i mercati dei suini al ribasso.
In febbraio il prezzo medio mensile dei capi pesanti da macello, sul mercato di Modena, è calato, rispetto a gennaio, del 3%, fermandosi a 1,529 euro/kg; anche la variazione tendenziale risulta negativa: -2,2%.

Ancora in ripresa le quotazioni dei suinetti da allevamento, che a febbraio sono stati scambiati a 3,416 euro/kg (Cun), per un +8% su base mensile e +6,2% su base tendenziale.
 

Macelli in parziale recupero

Per l'industria di macellazione, il calo dei prezzi dei suini da macello si è tradotto a febbraio in una riduzione dei costi, e questo ha determinato un aumento della redditività, con l'indice Crefis in salita dello 0,7% rispetto a gennaio e del 4,1% rispetto al febbraio 2017.

Mentre dal lato dei ricavi, sempre a febbraio, i dati per i macellatori non sono stati confortanti: il prezzo alla Cun della coscia fresca pesante per crudo tipico è sceso a 5,163 euro/kg e quello delle cosce destinate a prodotto generico è calato a 3,810 euro/kg.

Per entrambe le tipologie si tratta di una variazione del -0,5% a livello congiunturale; a livello tendenziale si registra invece stabilità per le cosce rivolte a prodotto Dop e -8,9% per quelle destinate a prosciutto generico.
Scendono a febbraio anche i prezzi del lombo taglio Modena, che arrivano a 2,713 euro/kg (piazza di Modena) per un -7% rispetto a gennaio (ma +6,9% su base tendenziale).
 

Flessione per i prosciutti

Redditività in calo a febbraio per la stagionatura dei prosciutti. L'indice Crefis mostra, su base mensile, un calo dell'1,8% per il Parma Dop pesante e del 5% per il prodotto generico.

Ma a balzare all'occhio, e a destare preoccupazione, è il crollo del 15,6% della remuneratività su base tendenziale del Prosciutto di Parma pesante; mentre lo stesso dato per il prosciutto non tutelato scende del 3,5%.
A febbraio cala, ma rimane positivo (+14,2%), il gap di redditività tra produzioni pesanti Dop e generiche. Al contrario, per i prosciutti leggeri il gap risulta del 10,2% negativo, cioè a sfavore dei Dop.

Chiudendo con i mercati dei prosciutti, a febbraio il prezzo del Parma stagionato è sceso rispetto a gennaio dell'1,1%, fermandosi e 10,281 euro/kg (-0,7% su base tendenziale).
Rimane stabile a 13,700 euro/kg il prezzo del prosciutto di San Daniele; un valore che risulta del 3,8% più elevato rispetto al febbraio 2017.

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