L'avviso per la selezione dei progetti da finanziare nell'ambito del quarto Bando Agrisolare, il Facility Parco Agrisolare, è imminente e sarà emanato entro febbraio 2026. Ai primi di marzo si aprirà la procedura operativa, con la possibilità di presentare i progetti per l'installazione di impianti fotovoltaici sulle strutture agricole sul portale del Gestore dei Servizi Energetici (Gse).

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Alla recente edizione di Fieragricola (4-7 febbraio 2026) a Verona, durante un convegno dello scorso 6 febbraio organizzato da Cia - Agricoltori Italiani e intitolato "Il nuovo bando parchi agrisolari a sostegno delle imprese agricole per una transizione ecologica efficace e sostenibile", il Gse e il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) hanno chiarito alcuni punti fondamentali da tenere a mente per chi vuole partecipare al bando e tentare di aggiudicarsi parte dei 789 milioni stanziati a favore di imprenditori agricoli, singoli o in forma aggregata e imprese agroindustriali.

 

Anche se si prevede che ci saranno circa trenta giorni di tempo per caricare la documentazione, come già è successo, in realtà i giochi saranno probabilmente fatti in una decina di giorni, l'interesse infatti è altissimo. Si parla di un finanziamento in conto capitale a fondo perduto fino all'80%, in base alla tipologia di soggetto beneficiario, alla dimensione dell'impresa e alla localizzazione geografica.

 

"Bisogna prepararsi e arrivare pronti al momento in cui il portale sarà attivo, con la documentazione in ordine. Il Gse ha poco tempo per esaminarla, dobbiamo essere perfetti", ha esortato durante la conferenza Massimo Bagnoli, responsabile dell'Area Tecnico-Normativa di Cia - Agricoltori Italiani e consigliere delegato di ESCo Agroenergetica, società partecipata da Cia - Agricoltori Italiani e Associazione Italiana Energie Agroforestali (Aiel) che opera nel settore delle rinnovabili. Si potrebbe tradurre con: bisogna fare presto e bene per avere speranza di essere finanziati. Nella sostanza i progetti completi e ben strutturati, che non hanno bisogno di integrazione documentale, avranno maggiore probabilità.

 

I finanziamenti sono nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), Missione 2 "Rivoluzione verde e transizione ecologica", Componente 1, Investimento 4 Facility Parco Agrisolare. Il presupposto per l'emanazione di questo nuovo bando è che il 27 novembre 2025 l'Unione Europea ha approvato la revisione del Pnrr italiano e ciò ha dato la possibilità all'Italia di rimodulare l'assetto della Misura Agrisolare. Il Gse, come si è capito, gestirà la selezione dei progetti.

 

Come si può però arrivare pronti al momento fatidico, con le carte in regola? "Il bando che sarà emesso per il Facility Parco Agrisolare è gemello dei tre emessi dal 2022. Non cambia niente" ha detto Mario Vella, direttore Unità di Missione Attuazione Pnrr del Masaf. "Quello che conoscete e che è stato fatto per il Parco Agrisolare verrà replicato sul Facility, in termini di cosa viene agevolato, chi viene agevolato e quanto si viene agevolati. Quello che è successo per il Parco Agrisolare, succederà pari pari per il Facility", ha messo in chiaro Vella. L'obiettivo è "incrementare la produzione di energia elettrica da rinnovabili, abbattere i costi per l'energia che devono sostenere le imprese agricole ed evitare nel modo più assoluto il consumo di suolo".

 

La bontà di un investimento nel fotovoltaico è stata spiegata da Luca Barberis, direttore della Divisione Fonti Rinnovabili Gse. "Il fotovoltaico - ha detto Barberis - ha un costo del combustibile nullo, installare un impianto permette di approvvigionarsi a un costo variabile zero. I tempi di recupero dell'investimento variano: dieci anni vendendo sul mercato, cinque anni per lo scambio sul posto e solo tre con l'autoconsumo fisico diffuso. Se aggiungiamo un contributo in conto capitale, come è con l'agrisolare, i tempi si abbattono ulteriormente. Questo investimento si finanzia con la riduzione della bolletta. I soldi risparmiati finanziano l'investimento".

 

Sono ammessi a finanziamento per questo nuovo Bando Facility impianti fotovoltaici con potenza compresa fra 6 kWp e mille kWp, inclusivi di moduli, inverter, sistemi di monitoraggio, componenti di impianto, fornitura e posa in opera dei materiali e costi di connessione alla rete. Sono compresi anche i sistemi di accumulo associati e i dispositivi di ricarica per la mobilità elettrica e per le macchine agricole. È poi possibile, come in passato, fare rientrare anche la realizzazione di interventi complementari sulle strutture dove avviene l'installazione, come: rimozione e smaltimento dell'amianto, realizzazione o miglioramento dell'isolamento termico dei tetti e realizzazione di sistemi di aerazione connessi alla sostituzione delle coperture.

 

Sono stati ammessi a finanziamento, con i bandi precedenti, 23mila impianti di dimensioni molto diverse e con una capacità produttiva totale di 1.735 MW. A gennaio 2026 ne sono stati realizzati 14mila. A fronte di 2.350 milioni di euro assegnati, i contributi già pagati o in pagamento imminente sono di 1.050 milioni.

 

Tornando al Bando Facility Parco Agrisolare di imminente emanazione, la decisione sulla selezione dei progetti che saranno finanziati è a giugno 2026 e su questo punto Mario Vella del Masaf è stato perentorio. "Il 30 giugno è una data fatidica - ha detto Vella - noi dovremo raccontare alla Commissione Europea che abbiamo individuato imprese per 789 milioni di euro. Non ci sono alternative e noi siamo i primi a dire che vogliamo finanziare, chiaramente nel rispetto della normativa. Se sono presentati buoni progetti di istruttoria è più facile. Va evitato il ping-pong burocratico. Vi garantisco - ha continuato rivolto alla platea di imprenditori presenti a Fieragricola 2026 - che guardando ai precedenti bandi potete settare la proposta di investimento. Basatevi su quei criteri perché quelle sono le caratteristiche dei progetti che potranno essere finanziati, iniziate già a lavorarci".

 

Le regole sono già scritte e collaudate e sono quelle conosciute. Una volta che il progetto sarà stato formalmente finanziato, ci sono poi diciotto mesi di tempo per portare a compimento l'impianto.

 

Un momento dell'incontro a Fieragricola 2026

Un momento dell'incontro a Fieragricola 2026

(Fonte foto: Barbara Righini - AgroNotizie®)

 

Il convegno Cia - Agricoltori Italiani a Fieragricola 2026 è stato decisamente affollato ed è stato l'occasione per gli agricoltori presenti di dissipare alcuni dubbi con rappresentanti del Masaf e del Gse presenti.

 

Per esempio, avendo già ottenuto l'ok per un progetto nell'ambito di bandi precedenti, si può abbandonare per partecipare al quarto Bando Facility? Su questo punto la chiarezza è stata massima. "È possibile rinunciare - ha detto Mario Vella - ma solo se i lavori non sono stati avviati. In altre parole, davanti alla comunicazione che il progetto è stato finanziato e nulla è ancora stato toccato, in gergo calcistico, non è stata toccata palla, allora posso rinunciare per partecipare al nuovo bando. Va però tenuto presente che verranno esaminate prima le nuove domande e poi, se avanzano fondi, arriveremo all'azienda che ha rinunciato al finanziamento precedente. Si va in fondo alla lista. Io non lascerei il certo per l'incerto", è stato il consiglio del rappresentante del Masaf.

 

Si ricorda infatti che si va a esaurimento fondi, una volta assegnati non c'è più possibilità di essere finanziati.

 

Un altro chiarimento ha riguardato le serre, se è cioè possibile prevedere l'impianto fotovoltaico sopra le serre ed accedere con questo progetto al finanziamento. "Il dogma è - ha detto ancora Vella - che non deve essere consumato suolo agricolo, quindi l'installazione è ammessa e incentivata. Non vogliamo che i pannelli siano messi a terra, quindi se la serra fa parte dell'azienda agricola si può fare". Anche se le serre non sono iscritte al catasto fabbricati, quindi, l'importante è che facciano parte dell'azienda agricola ed esistano formalmente, con legittimità edilizia. Naturalmente dovranno essere idonee a reggere l'impianto fotovoltaico.

 

Infine, durante lo svolgimento dei bandi Agrisolari precedenti, spesso un ostacolo è stato l'accesso ai finanziamenti per poter realizzare gli impianti. È vero infatti che si ottiene il finanziamento a fondo perduto da Pnrr, ma prima l'azienda agricola deve anticipare quanto serve e potrebbe non avere risorse economiche sufficienti. Su questo punto il Masaf ha ricordato che è possibile richiedere un'anticipazione di contributo del 30%, con la presentazione di una fideiussione. In più, è possibile rendicontare l'intervento anche se l'allaccio fisico alla rete ancora non è avvenuto, causa ritardi indipendenti dalla volontà dell'azienda agricola. Per rendicontare è sufficiente che i lavori siano terminati, che l'impianto sia registrato sul portale Gaudì del Gse e che sia stata inviata formale richiesta di connessione alla rete al gestore.

 

E a proposito di problematiche di allaccio e di tempi, durante il convegno è stato chiarito che, per poter partecipare al bando presentato un progetto, non è necessario disporre già del preventivo di connessione. Una volta ottenuta comunicazione ufficiale che il progetto è stato finanziato, si hanno diciotto mesi di tempo per completare l'intervento. In questo arco temporale l'azienda agricola beneficiaria dovrà ottenere i titoli autorizzativi necessari e il preventivo di connessione.

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