A fine gennaio nei mercati internazionali del grano duro prevale una tendenza ribassista, anche legata alla ritrovata debolezza del dollaro Usa, mentre dal Canada pervengono informazioni contrastanti e con l'asta di ieri, 28 gennaio 2026, in Tunisia che ha orientato pesantemente al ribasso i valori di sbarco del grano duro nel bacino del Mediterraneo.
I listini canadesi vedono il prezzo Fob del Cwad di prima qualità sulla piazza di Toronto crescere di 6 euro alla tonnellata fino 244 euro alla tonnellata il 21 gennaio scorso sulla precedente rilevazione del 14 gennaio 2026. Ma il 26 gennaio scorso risulta in calo fino a 235,21 euro alla tonnellata, diminuito di 5,63 euro sulla settimana precedente, il prezzo Fob per i carichi in partenza da Vancouver via Oceano Pacifico, per effetto di una pari diminuzione dei costi di trasporto interni tra il Saskatchewan ed il porto canadese di Vancouver che si è sommato ad un prezzo all'ingrosso all'esportazione stabile.
Negli Usa il prezzo Fob del Northern Durum - in partenza dal golfo del Texas il 23 gennaio - è calato a 251,50 euro, perdendo quasi 5 euro alla tonnellata sul 16 gennaio e per il solo effetto del deprezzamento del dollaro Usa su euro. È stato invece rilevato a 259,88 euro alla tonnellata il prezzo Fob dello stesso prodotto in partenza dai porti dei grandi laghi il 26 gennaio scorso, in calo di oltre 5 euro sul 19 gennaio, anche in questo caso per la svalutazione del biglietto verde.
A Chicago, il Future Durum Wheat Index presenta un calo dell'1,55%. In diminuzione anche l'Indice europeo Sitagri, che il 28 gennaio 2026 ha perso il 4,07% sulla settimana scorsa, il tutto mentre i noli marittimi rialzano ulteriormente la testa, portando l'indice Dry Bulk a 1.999 punti.
Ieri i prezzi d'asta allo sbarco del grano duro in Tunisia sono stati compresi tra 271,53 e 274,94 euro alla tonnellata, decisamente bassi.
In Italia i prezzi del frumento duro fino nazionale nelle borse merci risultano tutti fermi così come restano stabili quelli dei grani duri esteri. Calma relativa anche per i prezzi all'origine rilevati da Ismea e monitorati settimanalmente da AgroNotizie® tra il 19 ed il 27 gennaio 2026, quando si segnala la diminuzione dei prezzi di 10 euro alla tonnellata sulle piazze di Perugia e Napoli oltre ad un ritocco al ribasso per Milano che perde 3 euro alla tonnellata.
Sommario:
- Noli, Dry Bulk +10,87% in una settimana
- Indice europeo Sitagri a -4,07%
- Chicago, Future Durum Wheat Index a -1,55%
- Prezzi Fob canadesi contrastati tra 244 e quasi 235 euro
- Prezzi Fob Usa calano tra 251 e meno di 260 euro
- Canada, export basis in diminuzione determinano il ribasso del prezzo Fob
- Tunisia, grano duro a meno di 275 euro alla tonnellata
- Usa, vendite di grano duro cresciute del 21%
- Canada, esportazioni in lenta ripresa
- Panoramica Italia
- Borsa Merci Foggia
- Borsa Merci Roma
- Associazione Granaria Meridionale di Napoli
- Borsa Merci Bari
- Associazione Granaria di Milano
- Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura
- Borsa Merci Bologna
- Prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie® il 28 gennaio 2026
Noli, Dry Bulk +10,87% in una settimana
L'Indice Dry Bulk del Baltic Exchange, che misura il costo delle spedizioni di merci in tutto il mondo ed è punto di riferimento per il mercato dei noli marittimi, il 27 gennaio 2026 è salito a 1.999 punti, con un rialzo del 12,30% rispetto al giorno precedente. Nell'ultimo mese, il prezzo di Baltic Dry è aumentato del 6,22% e del 167,96% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, secondo le negoziazioni su un contratto per differenza (Cfd) che replica il mercato di riferimento per questa materia prima.
Rispetto ai 1.803 punti del 21 gennaio scorso, l'indice risulta cresciuto di 196 punti (+10,87%).
Un'inversione di tendenza che si consolida e che fa seguito alla caduta intervenuta dal 3 dicembre scorso, che aveva visto l'indice colare a picco dai 2.845 punti raggiunti in quella data fino ai 1.566 dello scorso 14 gennaio, data rispetto alla quale l'indice ora ne guadagna 433 (+27,65%). Rispetto al 3 dicembre 2025, quando l'indice veleggiava sui massimi da dicembre 2023 a 2.845 punti, le perdite si sono ridotte a 846 punti (-29,74%).
Dal 18 giugno 2025, quando il Dry Bulk Index del Baltic Exchange era attestato a 1.874, si contano alla data del 27 gennaio 2026 guadagni per 125 punti (+6,67%). E solo rispetto ai 1.303 punti del 28 maggio 2025, l'indice ieri riporta un vantaggio di 696 punti (+53,41%).
Indice europeo Sitagri a -4,07%
L'Indice europeo dei prezzi del grano duro Sitagri il 28 gennaio 2026 ha chiuso a 254,04 euro alla tonnellata, in diminuzione di 7,66 euro sulla precedente seduta del 27 gennaio (-3,02%) e in calo di 10,78 euro alla tonnellata sui 264,82 euro alla tonnellata del 21 gennaio scorso (-4,07%), elementi che danno conto di un andamento negativo nell'ultima settimana.
L'Indice Sitagri del grano duro costituisce un benchmark sintetico quotidiano delle quotazioni del grano duro e rappresenta sei mercati regolamentati di riferimento importanti: tre in Italia (Bologna, Altamura e Foggia) e altrettanti in Francia (Port-La-Nouvelle, Rouen e La Pallice).
Chicago, Future Durum Wheat Index a -1,55%
Il Future Durum Wheat Index $Cdwi alla Borsa di Chicago sui contratti da regolare a pronti il 27 gennaio scorso risulta essere pervenuto a 570,79 punti, poco meno di 5,71 dollari Usa per bushel, in diminuzione di 8,98 punti sui 579,77 registrati solo lo scorso 20 gennaio (-1,55%), quando si era registrata una diminuzione di 1,14 punti sui 580,91 rilevati il 13 gennaio 2026 (-0,20%).
Dal 2 gennaio 2026, quando questo indice aveva toccato in fase rialzista ben 588,45 punti, si contano fino al 27 gennaio perdite per 17,66 punti (-3%), che potrebbe tracciare la nuova tendenza ribassista, che sicuramente si estende almeno su questo primo mese dell'anno.
Dai 550,41 punti messi a segno il 21 ottobre 2025, l'indice traccia ancora una tendenza positiva fino al 27 gennaio: 20,38 punti in più (+3,7%), anche se resta da notare che durante l'ultimo mese l'indice non ha fatto altro che alternare fasi brevi di stabilità a rapide cadute. Nel mentre appaiono ancora decisamente lontani i traguardi pure recenti di questo indice, come i 904,50 punti del 19 dicembre 2023 o il picco di 1.087,63 punti (quasi 10,88 dollari Usa per bushel) raggiunto il 9 agosto 2023.
Inoltre, la quotazione del 27 gennaio scorso, valorizzata al cambio di ieri, 28 gennaio 2026, è pari a 175,88 euro alla tonnellata, in diminuzione di 6,22 euro alla tonnellata sulla quotazione del 20 gennaio scorso, valorizzata al cambio del 21 gennaio in 182,10 euro alla tonnellata. Tale diminuzione è frutto del calo dell'indice in dollari Usa il cui effetto è stato di gran lunga amplificato dal deprezzamento della divisa americana, calata dagli 0,85 euro per un dollaro Usa del 21 gennaio a poco meno di 0,838 del fixing di ieri.
Prezzi Fob canadesi contrastati tra 244 e quasi 235 euro
Secondo il rapporto della Commissione Ue sul mercato internazionale dei cereali, aggiornato al 21 gennaio 2026, il prezzo Fob canadese rilevato per il grano Cwad di prima qualità al St. Lawrence Market di Toronto è stato di 285 dollari Usa alla tonnellata per i contratti stipulati in moneta americana e di 244 euro alla tonnellata per quelli conclusi in eurovaluta, registrandosi sul 14 gennaio scorso un incremento di 5 dollari per i contratti agganciati al biglietto verde e di 6 euro per quelli in eurovaluta.
Tale nuova situazione si palesa dopo la stabilità manifestatasi nella scorsa settimana rispettivamente a 280 dollari e a 238 euro alla tonnellata rispetto al 7 gennaio, quando si era manifestato un primo calo di 2 euro alla tonnellata sui 240 registrati il 17 dicembre 2025.
Più in generale, dal 9 aprile 2025 al 21 gennaio 2026, mentre i contratti in dollari Usa hanno perso 35 dollari rispetto ai 320 dollari di quotazione (-10,94%), quelli in moneta unionale, dopo aver raggiunto quota 290 euro alla tonnellata il 9 aprile, hanno perso fino al 21 gennaio scorso ben 46 euro di controvalore con la quotazione di 244 euro alla tonnellata (-15,86%).
In ogni caso, dal 5 dicembre 2023, quando il cereale pastificabile era quotato a 425 dollari alla tonnellata, al 21 gennaio 2026 il prezzo Fob del Cwad sulla piazza di Toronto ha perso 140 dollari. Dal 5 dicembre 2023, quando i contratti in euro a prezzo Fob dello stesso cereale erano quotati 393 euro alla tonnellata, al 21 gennaio 2026 perdono 149 euro alla tonnellata.
Il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 26 gennaio 2026 riporta il prezzo del grano Cwad di prima qualità e al 13% di proteine in partenza dal porto di Vancouver sull'Oceano Pacifico, fissato in 383,56 dollari canadesi alla tonnellata, in calo di 5,97 dollari sui 389,53 dollari canadesi alla tonnellata fissati il 19 gennaio scorso, quando si era rilevata una ripresa di 4,10 dollari sui 385,43 fissati il 12 gennaio scorso, quando si era verificato un pesante calo di 13,16 dollari canadesi sui 398,59 rilevati del 5 gennaio 2026.
Rispetto al 2 settembre 2025, quando le quotazioni del Cwad sulla piazza di Vancouver erano attestate a 420,31 dollari canadesi alla tonnellata, la perdita complessiva al 26 gennaio 2026 è comunque di 36,75 dollari canadesi alla tonnellata.
La quotazione del prezzo Fob del Cwad di prima qualità raggiunta il 26 gennaio scorso a Vancouver al cambio del 28 gennaio 2026 è pari a 235,21 euro alla tonnellata, in diminuzione di 5,63 euro sulla precedente quotazione del 19 gennaio scorso valorizzata al cambio del 21 gennaio 2026 in 240,84 euro alla tonnellata. Tale diminuzione è legata alla diminuzione del valore in dollari canadesi del prezzo Fob, amplificata dalla pur lieve svalutazione del dollaro canadese su euro, passato dai quasi 0,62 euro per un dollaro canadese del 21 gennaio scorso ai poco più di 0,61 euro di ieri.
Prezzi Fob Usa calano tra 251 e meno di 260 euro
Il rapporto settimanale dei prezzi Fob compilato dalla Us Wheat Associates il 23 gennaio 2026 contiene il prezzo Fob del Northern Durum in partenza dal golfo del Texas con consegna marzo-aprile 2026, fissato in 300 dollari alla tonnellata, stabile sulla quotazione del 16 gennaio scorso, quando si era verificato un calo di 10 dollari sulla precedente quotazione del 9 gennaio scorso di 310 dollari alla tonnellata, che si era tenuta stabile sin dal 12 dicembre 2025, quando si era verificato un aumento di 10 dollari alla tonnellata sulla ancor precedente quotazione del 5 dicembre 2025.
La quotazione del 23 gennaio scorso del prezzo Fob del Northern Durum in partenza dal golfo del Texas, valorizzata al cambio del 28 gennaio 2026 è pari a 251,50 euro alla tonnellata, in diminuzione di 4,85 euro alla tonnellata rispetto alla quotazione del 16 gennaio valorizzata al cambio 21 gennaio 2026 in 256,35 euro alla tonnellata. Stante la stabilità delle quotazioni in dollari Usa di questo prezzo Fob, la diminuzione di valore in euro è essenzialmente dovuta al deprezzamento della divisa americana, calata dagli 0,85 euro per un dollaro Usa del 21 gennaio scorso a poco meno di 0,84 euro di ieri.
Secondo il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 26 gennaio 2026, il prezzo Fob del Northern Durum in partenza dai porti della regione dei grandi laghi verso l'Atlantico è quotato a 310 dollari Usa alla tonnellata, stabile dalla quotazione del 5 gennaio scorso in avanti, quando si era registrato un aumento di 10 dollari rispetto alla quotazione del 15 dicembre scorso, giorno in cui era aumentata di altri 5 dollari sull'8 dicembre 2025.
La quotazione del prezzo Fob del Northern Durum in partenza dai porti della regione dei grandi laghi verso l'Atlantico del 26 gennaio al cambio del 28 gennaio 2026 è pertanto pari a 259,88 euro alla tonnellata, in calo di 5,02 sulla quotazione del 19 gennaio al cambio del 21 gennaio 2026, pari a 264,90 euro alla tonnellata. Anche in questo secondo caso, stante la stabilità delle quotazioni in dollari Usa di questo prezzo Fob, la diminuzione di valore in euro è dovuta solo alla svalutazione della divisa americana, calata dagli 0,85 euro per un dollaro Usa del 21 gennaio scorso a poco meno di 0,84 euro di ieri.
Canada, export basis in diminuzione determinano il ribasso del prezzo Fob
Il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 26 gennaio 2026 ha rilevato - dal silo principale del Nord Ovest - un prezzo di acquisto all'ingrosso per l'esportazione del Cwad numero 1 al 13% di proteine di 275,00 dollari canadesi alla tonnellata, stabile sulla quotazione del 19 gennaio scorso.
Il 26 gennaio gli export basis per il Cwad diretto dal Saskatchewan al porto di Vancouver sono stati pari a 108,56 dollari canadesi alla tonnellata, in diminuzione di 5,97 dollari canadesi sui 114,53 dollari rilevati il 19 gennaio scorso.
Pertanto la diminuzione del prezzo Fob del Cwad di prima qualità a Vancouver di 5,97 dollari canadesi del 26 gennaio rispetto al 19 gennaio 2026 è stata determinata dal ribasso di pari importo dei costi di trasporto interni, considerato che il prezzo di acquisto all'ingrosso per l'esportazione è nel frattempo rimasto stabile.
Tunisia, grano duro a meno di 275 euro alla tonnellata
La Tunisia ha definito ieri - 28 gennaio 2026 - un'asta internazionale per l'acquisto di 100mila tonnellate di grano duro, divise in quattro tender da 25mila tonnellate, con consegne da febbraio ad aprile 2026. I prezzi Cif esitati oscillano tra 323,89 dollari Usa a tonnellata e 327,96 dollari, ovvero al cambio di ieri a prezzi di sbarco equivalenti ad una forchetta di 271,53-274,94 euro alla tonnellata, valori decisamente bassi, anche per via del deprezzamento del dollaro Usa contro euro. Del resto, l'asta di inizio anno in Algeria, sempre prezzi Cif, si era attestata su valori ancora inferiori, da 315 a 325 dollari Usa a tonnellata (264,07-272,46 euro alla tonnellata).
Usa, vendite di grano duro cresciute del 21%
Secondo il report della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 26 gennaio 2026 "Le vendite di grano duro negli Stati Uniti sono aumentate del 21% su base annua, con 428mila tonnellate di grano duro ordinate rispetto alle 354mila tonnellate dello stesso periodo dell'anno scorso. L'Italia è il maggiore acquirente finora con 132mila tonnellate ordinate, sebbene l'anno scorso in questo periodo ne avesse acquistate già 143mila. L'Algeria ha registrato 74mila tonnellate contro le 49mila tonnellate dell'anno scorso. Le vendite del Messico sono state di 88mila tonnellate, quelle del Venezuela di 33mila tonnellate rispetto alle 18mila tonnellate dell'anno scorso".
Canada, esportazioni in lenta ripresa
Sempre secondo il report della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 26 gennaio 2026 "Il ritmo delle esportazioni di grano duro canadese è inferiore del 3% rispetto ai livelli dell'anno scorso (9% due settimane fa) e si attesta a circa 2,5 milioni di tonnellate, rispetto ai 2,6 milioni di tonnellate dello stesso periodo dell'anno scorso".
Inoltre gli analisti ritengono prevedibile "che il grano duro canadese rappresenterà una parte importante della fornitura della gara d'appalto algerina di grano duro (tenutasi ad inizio gennaio Ndr), che si aggira tra le 500mila e le 550mila tonnellate, contribuendo a spingere le esportazioni verso l'alto".
Alla fine della ventiquattresima settimana, il ritmo delle esportazioni di grano duro canadese è in linea con i 5,34 milioni di tonnellate. "Siamo ad una settimana dal giro di boa dell'anno di commercializzazione del raccolto in Canada, la settimana 25 di 52" ricordano gli analisti della Commissione.
La Commissione inoltre prevede che le esportazioni di grano duro dal Canada raggiungeranno un importo annuale di circa 5,4 milioni di tonnellate, pertanto altri 3 milioni di tonnellate dovranno essere esportati all'estero prima della fine dell'anno di commercializzazione del raccolto, alla fine di luglio 2026. Sarà necessario un ritmo costante.
Panoramica Italia
In questa tabella riassumiamo le quotazioni puntuali del grano duro fino di produzione nazionale nelle principali borse merci italiane con l'indicazione della variazione rispetto alla seduta della scorsa settimana. Questa tabella non ha la pretesa di essere esaustiva: per i dettagli completi e l'analisi per singola piazza, si veda la sezione dedicata più sotto.
|
Piazza |
Seduta |
Prezzo minimo/ massimo (€/T) |
Variaziono (€/t) |
| Foggia | 28 gennaio 2026 | 285-290 | Stabile |
| Roma | 28 gennaio 2026 | 253-256 | Stabile |
| Napoli | 27 gennaio 2026 | 315-320 | Stabile |
| Bari | 27 gennaio 2026 | 284-289 | Stabile |
| Milano Nord | 27 gennaio 2026 | 286-291 | Stabile |
| Milano Centro | 27 gennaio 2026 | 303-308 | Stabile |
| Altamura | 23 gennaio 2026 | 285-290 | Stabile |
| Bologna | 22 gennaio 2026 | 265-270 | Stabile |
Borsa Merci Foggia
Borsa Merci di Foggia ieri - 28 gennaio 2026 - ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025, peso specifico minimo 79,5-80 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime comprese tra il 12 ed il 12,50% a 285 euro alla tonnellata sui minimi e 290 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute dal 26 novembre scorso in avanti, quando invece si era manifestato un calo di 2 euro sulla ancor precedente seduta del 19 novembre 2025.
Con i valori ribaditi il 28 gennaio 2026, i prezzi risultano inferiori di 20 euro sull'ultima quotazione della mietitura 2024, che risale al 28 maggio 2025, quando il cereale pastificabile era attestato su una forchetta di 305-310 euro alla tonnellata.
Inoltre, le quotazioni del 28 gennaio 2026 del frumento duro fino a Foggia sono inferiori di 52 euro a quelle del 19 giugno 2024, data di esordio delle quotazioni della mietitura 2024, attestate sui valori di 337-342 euro alla tonnellata. Mentre si colloca a 65 euro alla tonnellata il deficit di valore sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate il 29 maggio 2024, quando il grano duro fino nazionale era stato fissato a 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi.
Dal 2 agosto 2023, quando il frumento duro mietitura 2023 aveva raggiunto quotazioni di 455-460 euro alla tonnellata, si sono registrate sulla piazza dauna al 28 gennaio 2026 perdite per 170 euro alla tonnellata.
Borsa Merci Roma
Borsa Merci di Roma ieri - 28 gennaio 2026 - ha quotato il grano duro fino nazionale, mietitura 2025, alle condizioni di franco partenza, provenienza Lazio, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi ogni 100 litri e proteine minime al 12% a 253 euro alla tonnellata sui minimi e a 256 euro sui massimi, stabile sui valori delle precedenti sedute dal 26 novembre scorso in avanti, quando invece si era verificato un calo di 2 euro alla tonnellata sulle quotazioni del 19 ottobre scorso, giorno in cui si era rivelato stabile sulle precedenti sedute a partire da quella del 22 ottobre 2025.
I valori del 28 gennaio risultano in perdita di 22 euro alla tonnellata sui minimi e di 24 euro sui massimi sugli ultimi prezzi noti della mietitura 2024, quelli della seduta del 28 maggio 2025: 275 euro alla tonnellata sui minimi e 280 euro sui massimi. I prezzi del 28 gennaio 2026 sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate nella seduta del 5 giugno 2024, riscontrano un ancor più pesante calo di 59 euro alla tonnellata sui minimi e di 66 euro sui massimi. Questi i prezzi che furono assegnati il 5 giugno 2024: 312 euro alla tonnellata sui minimi e 322 euro sui massimi.
Dal 2 agosto 2023, quando il frumento duro sulla piazza capitolina aveva raggiunto quotazioni di 405-415 euro alla tonnellata, si registrano al 28 gennaio 2026 perdite pari a 152 euro alla tonnellata sui minimi e a 159 euro sui massimi.
Associazione Granaria Meridionale di Napoli
Alla Borsa Merci Napoli la Commissione Prezzi, nella giornata di martedì 27 gennaio 2026, ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025, alle condizioni di franco arrivo, qualificato con proteine minime tra 14% e 15%, peso specifico 80-82 chilogrammi per 100 litri e umidità al 13%. Questi i prezzi fissati: 315 euro alla tonnellata sui minimi e 320 euro sui massimi, stabili sulla precedente seduta del 20 gennaio scorso, quando invece si era verificato un calo sulla ancor precedente seduta del 13 gennaio scorso di 5 euro sui minimi e di 15 euro sui massimi. Su questa piazza la quotazione di 320-335 aveva retto dall'11 novembre 2025 fino al 13 gennaio 2026.
Le quotazioni del 27 gennaio risultano inferiori di 8 euro sui minimi e di 5 euro sui massimi rispetto agli ultimi prezzi noti della mietitura 2024, ovvero 323 euro alla tonnellata sui minimi e 325 euro sui massimi, registrati il 27 maggio 2025. La quotazione del 27 gennaio 2026 risulta più bassa di 45 euro sia sui minimi che sui massimi rispetto a quella del 18 giugno 2024, data di esordio della campagna commerciale 2024-2025 del grano duro fino nazionale sulla piazza di Napoli, pari ad una forchetta di 360 euro alla tonnellata sui minimi e 365 euro sui massimi.
Rispetto all'ultima quotazione del grano duro fino nazionale - mietitura 2023 - dell'11 giugno 2024 si rilevano prezzi più bassi di 35 euro sia sui minimi che sui massimi, dato che i valori assegnati nella seduta dell'11 giugno 2024 furono di 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi.
Dal 1° agosto 2023, quando il frumento duro sulla piazza partenopea aveva raggiunto quotazioni di 465-480 euro alla tonnellata, si registrano al 27 gennaio 2026 perdite pari a 150 euro sui minimi e 160 euro sui massimi.
Borsa Merci Bari
La Commissione Cereali della Borsa Merci di Bari si è riunita il 27 gennaio 2026 e ha rilevato le quotazioni del grano duro fino nazionale, mietitura 2025, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania, con proteine minime 12,50%, peso specifico 80 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza arrivo e Iva esclusa.
Questi i prezzi assegnati: 284 euro alla tonnellata sui minimi e 289 euro sui massimi, stabili sulle precedenti sedute dal 18 novembre scorso in avanti, quando invece si era rilevato un calo di 1 euro sulla ancor precedente seduta dell'11 novembre scorso.
Le quotazioni del 27 gennaio scorso sugli ultimi valori noti della mietitura 2024, quelli della seduta del 3 giugno 2025, pari a 305 euro alla tonnellata sui minimi e 309 euro sui massimi, sono in perdita: sui minimi di 21 euro e sui massimi di 20 euro.
Dalla seduta di esordio della mietitura 2024 del 25 giugno 2024 - con quotazioni di 345-350 euro alla tonnellata - alla seduta del 27 gennaio 2026 - sono stati invece bruciati 61 euro alla tonnellata di valore. E sull'ultima quotazione della mietitura 2023 - quella del 28 maggio 2024 - quando furono assegnati valori di 349 euro alla tonnellata sui minimi e 354 euro sui massimi, si registra una riduzione di prezzo pari a 65 euro alla tonnellata.
Dal 1° agosto 2023, quando il frumento duro su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 445-450 euro alla tonnellata, si registrano al 27 gennaio 2026 perdite pari a 161 euro.
Il frumento duro canadese 2 - nazionalizzato franco camion partenza magazzino - è stato rilevato il 27 gennaio 2026 a 288 euro alla tonnellata sui minimi ed a 291 euro sui massimi, stabile sulle precedenti seduta del 20 e del 13 gennaio, quando invece si era verificato un calo di 4 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 16 dicembre 2025.
Associazione Granaria di Milano
L'Associazione Granaria di Milano il 27 gennaio 2026 ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025, alle condizioni escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento, così suddiviso per provenienze e qualificazioni:
- Nord Italia, peso specifico 78-80 chilogrammi ogni 100 litri, proteine 13,5%, 286 euro alla tonnellata sui minimi e 291 euro sui massimi, stabile sulla precedente seduta del 20 gennaio, quando invece si era verificato un calo di 3 euro sulla ancor precedente seduta del 13 gennaio scorso. Si tratta di quotazioni inferiori di 26 euro sui minimi e di 28 euro sui massimi rispetto alle ultime della campagna 2024-2025, pari a 312-319 euro, registrate nella seduta del 10 giugno 2025. Inoltre, i prezzi del 27 gennaio 2026 risultano in calo di 59 euro sui minimi e di 64 euro sui massimi sull'ultima quotazione della mietitura 2023, esitata il 4 giugno 2024 a 345-355 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando questo frumento su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 415-425 euro alla tonnellata, si registrano al 27 gennaio 2026 perdite pari a 129 euro alla tonnellata sui minimi e 134 euro sui massimi.
- Centro Italia, peso specifico e proteine non determinato, 303 euro alla tonnellata sui minimi e 308 euro sui massimi, stabile sulla precedente seduta del 20 gennaio scorso, quando invece si era rilevato un calo di 3 euro sulla ancor precedente seduta del 13 gennaio scorso. Si tratta di quotazioni inferiori di 18 euro sui minimi e di 23 euro nei massimi rispetto alle ultime della campagna commerciale 2024-2025 pari a 321-331 euro, esitate nella seduta del 10 giugno 2025. I prezzi del 27 gennaio 2026 risultano in calo di 59 euro sui minimi e di 64 euro sui massimi sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate il 4 giugno 2024 a 362-372 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando questo frumento su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 430-440 euro alla tonnellata, si registrano perdite al 27 gennaio 2026 pari a 127 euro alla tonnellata sui minimi e a 132 euro sui massimi.
Il 27 gennaio scorso sono stati quotati a Milano i frumenti duri esteri comunitari, mietitura 2025, a 285 euro alla tonnellata sui minimi e 290 euro sui massimi, stabili sulle precedenti sedute del 20 e del 13 gennaio scorso, quando invece si era verificato un calo di 3 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 30 dicembre 2025, data in cui si era registrata una prima flessione di 2 euro sulla seduta del 23 dicembre 2025.
Si tratta di valori inferiori di 20 euro sui minimi e di 24 sui massimi rispetto alle più recenti quotazioni della mietitura 2024, registrate nella seduta del 17 giugno 2025 e pari a 305-314 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando i frumenti esteri comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 400-420 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 115 euro alla tonnellata sui minimi e 130 euro sui massimi.
I frumenti duri esteri non comunitari sulla piazza di Milano - quotati il 27 gennaio 2026 a 313 euro alla tonnellata sui minimi e 323 euro sui massimi - risultano stabili sulle precedenti sedute del 20 e del 13 gennaio 2026 e del 30 dicembre 2025, quando i valori avevano accusato un calo di 2 euro sulle sedute dal 23 settembre al 23 dicembre, quando i prezzi si erano tenuti stabili sulla forchetta di 315-325 euro alla tonnellata.
Dai valori di 370-385 euro alla tonnellata, rimasti stabili tra il 17 settembre 2024 ed il 1° aprile 2025, questi frumenti al 27 gennaio 2026 hanno perso 57 euro alla tonnellata sui minimi e 62 euro sui massimi. Dal 1° agosto 2023, quando i frumenti esteri non comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 497-512 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 184 euro alla tonnellata sui minimi e 189 sui massimi.
Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura
Venerdì 23 gennaio 2026 è stato compilato l'ultimo listino a cura dall'Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura, quando è stato quotato il frumento duro fino di produzione nazionale mietitura 2025, qualificato con proteine minime del 12,50% e peso specifico di 79 chilogrammi ogni 100 litri, a 285 euro alla tonnellata sui minimi e 290 euro sui massimi, prezzi stabili sulle precedenti sedute dal 21 novembre scorso in avanti, quando si era verificato un calo di 2 euro sulla ancor precedente seduta del 14 novembre 2025.
Con queste quotazioni la nuova produzione risulta di valore inferiore di 18 euro alla tonnellata rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2024, esitata il 30 maggio 2025 a 305 euro alla tonnellata sui minimi e 310 euro sui massimi. La quotazione del 23 gennaio scorso della mietitura 2025 sui valori del 21 giugno 2024, data di inizio della campagna commerciale 2024-2025, quando il frumento duro fino nazionale era stato quotato a 347 euro alla tonnellata sui minimi e 352 euro sui massimi, risulta in calo di 60 euro alla tonnellata.
E si registra un deprezzamento di 63 euro alla tonnellata rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2023, fissata il 31 maggio 2024 in 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi. Infine, dal 28 luglio 2023, quando questo frumento aveva raggiunto quotazioni di 455-460 euro alla tonnellata, si registrano perdite al 23 gennaio 2026 pari a 168 euro alla tonnellata.
Il 23 gennaio 2026 il grano duro canadese di seconda qualità è stato quotato a 290 euro alla tonnellata sui minimi e 292 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute dal 21 novembre scorso in avanti, quando si era verificato un calo di 3 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 14 novembre 2025.
Borsa Merci Bologna
La Borsa Merci della Camera di Commercio di Bologna ha compilato l'ultimo listino il 22 gennaio 2026 quando ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025 - provenienza Nord - qualificato con proteine minime al 13% e un peso specifico di 81 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza Bologna e Iva esclusa. Prezzi esitati: 265 euro alla tonnellata sui minimi e 270 euro sui massimi, stabile sulla precedente seduta del 15 gennaio scorso, quando invece si era verificato un calo di 5 euro sulla ancor precedente seduta dell'8 gennaio scorso, giorno in cui si era invece registrata stabilità sul 2 gennaio 2026.
Rispetto agli ultimi prezzi della mietitura 2024 - quelli assegnati il 5 giugno 2025 e pari a 293 euro alla tonnellata sui minimi e 298 sui massimi - la mietitura 2025 perde 28 euro alla tonnellata. I valori del 22 gennaio 2026 risultano in calo di 70 euro sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate il 13 giugno 2024 e pari a 335 euro alla tonnellata sui minimi e 340 euro sui massimi. Dal 3 agosto 2023, quando questo frumento a Bologna aveva raggiunto quotazioni di 420-425 euro alla tonnellata, si registrano perdite al 22 gennaio 2026 pari a 155 euro alla tonnellata.
Prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie® il 28 gennaio 2026
I prezzi medi all'origine del frumento duro fino nazionale più recenti rilevati da Ismea tra il 19 ed il 27 gennaio 2026 e monitorati da AgroNotizie® ieri, 28 gennaio 2026, danno 10 piazze stabili su 13 monitorate e 3 in calo, mentre il 21 gennaio scorso risultavano 11 piazze stabili su 13 monitorate e 2 in calo.
In questa fase, i prezzi all'origine, pur rimanendo largamente stabili, risentono di alcune situazioni locali. A Perugia il 27 gennaio scorso, con un prezzo medio da produttore da 255 euro alla tonnellata, il frumento duro fino perde 10 euro di valore sulla rilevazione del 19 gennaio (-3,8%) scorso, quando si attestava a 265 euro alla tonnellata. Mentre a Milano il 20 gennaio scorso, il prezzo medio da produttore del frumento duro fino da 288,50 perde 3 euro sui 291,50 rilevati il 13 gennaio scorso (-1,0%).
Infine Napoli, che vede il 20 gennaio il prezzo medio del fino all'origine scendere a 317,50 euro alla tonnellata e di ben 10 euro sui 327,50 rilevati solo il 13 gennaio scorso (-3%).
Scarica la tabella dei prezzi medi all'origine del grano duro fino riportati da Ismea il 28 gennaio 2026
(Fonte Ismea)
Per quanto riguarda il mercato del territorio amministrativo della Regione Marche, l'ultimo listino del Gruppo di Lavoro per il Mercato Marchigiano dell'Associazione Granaria per l'Emilia Romagna è quello pubblicato lo scorso 21 gennaio 2026, nel quale risulta quotato il frumento duro fino nazionale con proteine minime al 13%, alle condizioni franco camion partenza magazzino della mietitura 2025 a 270 euro alla tonnellata sui minimi e 275 euro, in calo di 2 euro sulla precedente rilevazione del 14 gennaio scorso.
Per ogni altro confronto con i prezzi più recenti monitorati da AgroNotizie® è possibile leggere l'articolo del 22 gennaio 2026.
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