La formazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro è centrale nella gestione dell'attività lavorativa, per questo motivo il D.Lgs. 81/2008 prevede per il datore di lavoro l'obbligo di organizzare specifici corsi per tutte le categorie di lavoratori.
Leggi anche Corsi sulla sicurezza sui luoghi di lavoro: una guida pratica
In continuità con quanto descritto nello scorso articolo, ecco l'analisi di un caso recentemente deciso dalla Cassazione Penale, riguardante un datore di lavoro condannato a sei mesi di reclusione per il reato di lesioni personali gravi nei confronti di un lavoratore, per aver omesso di formare e informare adeguatamente questo ultimo sui rischi e sulle azioni da intraprendere nella movimentazione dei carichi manuali.
Il caso e la decisione della Cassazione Penale
Il lavoratore, mentre scaricava della merce (cementi, tubi, attrezzi) da un furgone da cantiere, si infortunava a causa di una caduta di un tubo di cemento per fognature, del peso di oltre 40 chilogrammi, sulle dita della mano, procurandogli una frattura scomposta dalla quale ne derivava poi una malattia di centoquaranta giorni.
La Cassazione Penale, confermando quanto sostenuto prima dal Tribunale e poi dalla Corte d'Appello, addebitava la colpa della lesione alla imprudenza, negligenza e imperizia del datore di lavoro per aver violato gli obblighi di formazione e sorveglianza.
Nello specifico, la Corte richiamava la violazione degli articoli 18 e 169 del D.Lgs. 81/2008 che prevedono l'obbligo del datore di lavoro, appunto, di assicurare l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme e delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e igiene del lavoro; nonché di fornire agli stessi informazioni adeguate in merito al carico movimentato (peso) e una formazione adeguata in relazione ai rischi lavorativi e alle modalità di corretta esecuzione delle attività.
Al riguardo, l'imputato non ricopriva la qualifica formale di legale rappresentante della società, ma era solo un prestanome. Tuttavia, la Cassazione ribadiva che il legale rappresentante di una società, anche qualora prestanome, sia destinatario degli obblighi di protezione antinfortunistica, al pari del datore di lavoro, su cui grava la posizione di garanzia nei confronti dei lavoratori.
L'obbligo di fornire adeguata formazione è uno dei principali compiti gravanti sul datore di lavoro e, in generale, sui soggetti preposti alla sicurezza del lavoro. Egli risponde dell'infortunio occorso al lavoratore, in caso di violazione degli obblighi di valutazione dei rischi presenti nel luogo di lavoro e di formazione sui rischi connessi alle mansioni, anche alla luce del luogo in cui sono svolti.
Come sopra descritto, la movimentazione manuale del carico aveva determinato la caduta del tubo, cagionando un danno al lavoratore. Dunque, era ragionevole ritenere che se il lavoratore fosse stato correttamente istruito sulle modalità di movimentazione manuale dei carichi l'infortunio non si sarebbe verificato.
La Corte sottolineava la prevedibilità dell'accaduto: dei tubi accatastati su un furgone assieme ad altro materiale possono scivolare e colpire i lavoratori che stanno scaricando quel materiale. Le regole relative a una corretta movimentazione dei carichi valgono proprio a prevenire il rischio di caduta disordinata degli stessi, con conseguente lesione del lavoratore.
Il datore di lavoro sarà chiamato a rispondere dell'infortunio laddove l'omessa formazione sia causa effetto dell'infortunio verificatosi, ovvero laddove sia accertato che l'evento lesivo non avrebbe avuto luogo se l'azione doverosa in tale situazione fosse stata messa in atto dal lavoratore.
Per concludere, chiunque ricopra, anche temporaneamente, una posizione di garanzia della sicurezza antinfortunistica è tenuto ad adempiere gli obblighi che fanno capo al datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Una mancata formazione può essere ritenuta causa di un incidente sul lavoro per la mancata consapevolezza da parte del lavoratore dei rischi connessi alla lavorazione e del modo in cui ovviare a tali rischi.
A cura di Matilde Testori dello Studio legale Landilex
Ogni lavoro presenta dei pericoli e conoscere le norme giuridiche dirette a gestirli o eliminarli è essenziale per salvaguardare la salute di tutti i lavoratori e per garantire all'azienda di operare in piena conformità alla legge. Il settore primario non è da meno e chi decide di svolgere un'attività agricola deve rimanere sempre aggiornato sulle principali novità riguardanti l'attività e soprattutto la tutela dei propri lavoratori.
A tal fine lo Studio legale Landilex fa il punto sulle norme da conoscere e da rispettare per garantire la tutela dei lavoratori agricoli, dando consigli pratici e analizzando la giurisprudenza in materia.
© AgroNotizie - riproduzione riservata
Fonte: Studio legale Landilex





















