Come una doccia fredda è arrivata il 23 gennaio 2026 una dura nota di Italmopa, l'Associazione degli Industriali Molitori di Confindustria, che ha espresso la sua "contrarietà nei riguardi della sospensione delle autonome rilevazioni dei prezzi del frumento duro effettuate dalle commissioni prezzi delle borse merci delle camere di commercio conseguente alla recente istituzione di una Commissione Unica Nazionale per il grano duro".
Il 16 gennaio scorso il Ministero dell'Agricoltura, con una nota ufficiale, aveva annunciato l'istituzione, di concerto con il Ministero delle Imprese del Made Italy della Commissione Unica Nazionale per il Grano duro, l'organismo che dovrà individuare il prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e le sue relative tendenze di mercato.
Ne erano immediatamente seguite le note di plauso delle organizzazioni agricole, che vedono nell'avvio della Cun, dopo anni di sperimentazioni e ripensamenti, l'inizio di una fase nuova, per ridare maggiore trasparenza al mercato, dopo che per anni i prezzi delle borse merci erano stati tacciati di essere spesso opachi, poco significativi della realtà del mercato che in Italia tratta in media 4 milioni di tonnellate di grano duro di produzione nazionale all'anno che provengono da circa 1-1,2 milioni di ettari di Superficie Agraria Utile.
La nota del Masaf del 16 gennaio 2026
Nella nota del Masaf del 16 gennaio scorso era stato annunciato che le rilevazioni della Cun "saranno svolte in modo regolamentato e trasparente e avranno l'obiettivo di individuare il prezzo di riferimento nazionale. La Commissione sarà il luogo di raccordo tra la parte produttiva e la parte industriale acquirente che saranno pariteticamente rappresentate al proprio interno".
E ancora, sempre secondo la nota del Masaf "La Cun sarà uno strumento per assicurare la trasparenza del mercato e il processo di formazione dei prezzi, rispondendo in modo tempestivo alle esigenze degli operatori di mercato per orientare il proprio operato".
Il ministro Francesco Lollobrigida aveva poi aggiunto del suo, sottolineando che si onoravano gli "impegni presi" e aveva inoltre affermato: "Con l'avvio della Cun vogliamo dare maggiore trasparenza e correttezza nei rapporti di filiera e certezze ai nostri agricoltori per rafforzare la competitività della filiera cerealicola italiana e l'individuazione di un prezzo equo. Crediamo nella concorrenza leale e per questo rafforzeremo il sistema di controlli alle frontiere, perché il grano importato rispetti tutti gli standard che i nostri agricoltori rispettano. Il grano fa parte della nostra identità e lo proteggiamo con questo utile strumento".
Italmopa, la nota del 23 gennaio 2026
Ma il 23 gennaio Italmopa, Associazione Industriali Mugnai d'Italia aderente a Confindustria, esce con una nota stampa dove "conferma, a nome di tutti gli operatori del settore, la sua contrarietà nei riguardi della sospensione delle autonome rilevazioni dei prezzi del frumento duro effettuate dalle commissioni prezzi delle borse merci delle camere di commercio conseguente alla recente istituzione di una Cun, Commissione Unica Nazionale".
Per l'associazione dei mugnai di Confindustria "Le attuali modalità di rilevazione delle quotazioni, da parte di una pluralità di commissioni prezzi garantiscono, infatti, la formazione, in modo democratico e in piena trasparenza, di listini che rispecchiano pienamente le peculiarità locali della produzione, della logistica e della commercializzazione del frumento duro".
"Italmopa ritiene che la Cun - la quale non sarà peraltro chiamata, contrariamente alle commissioni prezzi delle borse merci, a rilevare le quotazioni costatate sul mercato ma semplicemente a formulare dei prezzi indicativi del frumento duro - debba circoscrivere il suo perimetro di attività alla sola tipologia di frumento duro di alta qualità, ad alto tenore proteico e che debba al contempo essere confermata l'operatività delle commissioni prezzi sulle altre tipologie del prodotto. Proposta che si pone quale obiettivo di avviare un processo virtuoso volto all'indispensabile incremento della qualità media del frumento duro nazionale con una sua giusta e conseguente valorizzazione" aveva poi evidenziato Vincenzo Martinelli, presidente Italmopa.
"Deve essere in ogni modo chiaro che gli operatori devono poter continuare a operare e a competere in un libero mercato - aveva infine evidenziato la nota di Italmopa - e che il comparto si opporrà, nell'interesse dei consumatori e a tutela della competitività della filiera, alla fissazione di quotazioni artificiose e disallineate con la realtà".
Cia, nessuno boicotti la Cun
E pensare che poche ore dopo l'annuncio del ministro Lollobrigida, Gennaro Sicolo, vicepresidente Cia nazionale e presidente dell'organizzazione agricola in Puglia, aveva commentato: "la Commissione sarà il luogo di raccordo tra la parte produttiva e la parte industriale acquirente che saranno pariteticamente rappresentate al proprio interno. L'auspicio è che la parte industriale non si sottragga, che non boicotti la Cun e vi partecipi, accettando e legittimando uno strumento che nasce per assicurare la trasparenza del mercato, la tracciabilità e i dati reali anche e soprattutto sul grano duro straniero importato in Italia".
Sicolo, commentando la nota del ministro Lollobrigida che aveva auspicato la possibilità che la Cun concorra a forma un prezzo equo, aveva inoltre ricordato: "è quello che vogliamo per i nostri agricoltori. Il ministro ha posto l'accento sulla concorrenza leale con i Paesi terzi e di rafforzamento di controlli alle frontiere in modo che il grano importato rispetti tutti gli standard di produzione, qualità e sicurezza alimentare a cui i nostri agricoltori si attengono alla lettera e scrupolosamente. È esattamente quanto stiamo chiedendo da anni".
Coldiretti, rafforzare la Cun
Coldiretti, subito dopo l'annuncio del ministro Lollobrigida aveva tra l'altro commentato così l'istituzione della Cun Grano Duro: "Produrre un quintale di grano duro per la pasta costa in media agli agricoltori 31,8 euro al quintale al Sud e 30,3 al Centro Nord, secondo Ismea. Numeri che evidenziano l'effetto delle manovre dei trafficanti di grano, con le quotazioni pagate agli agricoltori calate negli ultimi quattro anni tra il 35% e il 40%. In questo modo i ricavi non coprono più le spese, mettendo a rischio le semina future e la tenuta economica delle aziende agricole".
"L'obiettivo è ora di rafforzare la Cun - aveva aggiunto l'organizzazione agricola - rispetto alle possibili manovre di chi vorrebbe non farla funzionare, ma anche puntare sui contratti di filiera, lo strumento più efficace per assicurare redditività e prospettive di lungo periodo agli agricoltori, tutelandoli dalle speculazioni attraverso la garanzia di un giusto prezzo, ma anche promuovere investimenti in innovazione ambientale, tecnologica e nella gestione dei dati. Proprio sull'onda della mobilitazione di Coldiretti il Governo ha assunto l'impegno a destinare 40 milioni di euro in tale direzione".
Nessuna replica
Alla dichiarazione di guerra da parte di Italmopa contro la Cun - giunta dopo l'annuncio del ministro e i commenti positivi delle organizzazioni agricole - non è seguita alcuna replica, né del Ministero né delle organizzazioni agricole. Intanto, ora tocca proprio alle organizzazioni agricole e dei mugnai individuare al proprio interno i rappresentati in seno alla Cun, in modo che possa presto darsi luogo alle quotazioni ufficiali della Commissione che, pur nata sotto i migliori auspici, viene ora apertamente osteggiata dall'associazione confindustriale dei mugnai.




















