Sardegna, via libera della Giunta ai prodotti di montagna

Disciplinata a livello regionale la modalità di utilizzo del marchio previsto dall'articolo 31 del Regolamento Ue 1151/2012 . Murgia, una grande opportunità per i nostri produttori

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il marchio è una marcia in più per i prodotti della filiera ovicaprina
Fonte foto: © Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna

Via libera in Sardegna al "Prodotto di montagna". Un marchio che potrà essere utilizzato dagli operatori del comparto agroalimentare per comunicare le particolari caratteristiche delle proprie produzioni; previsto dall'articolo 31 del Regolamento Ue 1151/2012 che istituisce l'indicazione facoltativa di qualità "Prodotto di montagna".
E che può rappresentare un ulteriore asso nella manica per il comparto ovicaprino sardo, per il rilancio dei suoi prodotti tipici: i pecorini.

Nel corso di una delle ultime sedute, la Giunta regionale della Sardegna ha approvato le direttive che disciplinano le attività di competenza della Regione Sardegna relative all'indicazione facoltativa di qualità che potrà identificare i prodotti destinati al consumo umano realizzati con materie prime che provengono essenzialmente da zone di montagna (così come i mangimi per gli animali) o trasformati in zone di montagna.


La dichiarazione dell'assessora Murgia

"È uno strumento istituito dall'Unione europea – spiega l'assessora regionale dell'Agricoltura, Gabriella Murgiavoluto per stimolare le attività imprenditoriali delle zone di montagna e rafforzare il legame tra il territorio montano e i suoi prodotti agroalimentari, offrendo all'agricoltore la possibilità di comunicare al consumatore le caratteristiche, le proprietà e il valore aggiunto di tali prodotti. È una grande opportunità per valorizzare tutte le produzioni del nostro comparto agroalimentare realizzate nel rispetto di determinate regole che sono garanzia di una maggiore qualità".


Le norme approvate

Gli operatori che vogliono utilizzare l'indicazione facoltativa "Prodotto di montagna" sono tenuti in particolare a garantire la rintracciabilità dei prodotti, delle materie prime e dei mangimi utilizzati nel ciclo di produzione, e a rendere disponibile, su richiesta, la relativa documentazione agli organi di controllo ufficiali.

Con l'approvazione delle specifiche direttive regionali si disciplina la modalità di presentazione della dichiarazione da parte degli operatori sardi, le modalità di controllo della Regione Sardegna, la tempistica prevista per l'attività di verifica e per l'informazione al ministero delle Politiche agricole.


I vantaggi per il settore ovino

Di tale marchio aggiuntivo si potrà doppiamente giovare la filiera ovicaprina della Sardegna. Intanto il Consorzio di tutela del Pecorino romano Dop ha recentemente deliberato le modifiche al disciplinare di produzione e tra queste ha inserito la denominazione aggiuntiva "Prodotto di montagna".

Inoltre, proprio ieri, AgroNotizie ha rilevato nel decreto ministeriale che regolamenta la ripartizione e assegnazione del Fondo nazionale per il latte ovino, come tra le priorità attribuibili in graduatoria ai contratti distretto o ai contratti di filiera, vi è quello di favorire le attività svolte in montagna.

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