Il ciclone mediterraneo Harry tra il 20 ed il 21 gennaio 2026 ha duramente colpito Sicilia e Sardegna provocando molti danni all'agricoltura. E ora le due regioni fronteggiano come possono la situazione.

La Sicilia ha lanciato un bando per la segnalazione dei danni a colture permanenti e non permanenti oltre che alle strutture.

La Sardegna è invece alle prese anche con altri danni, causati negli ultimi giorni da piogge torrenziali, e attende risposte dal Governo: sulle risorse per gestire l'emergenza e su una richiesta di proroga dei termini per i contratti di filiera.

 

Sicilia, c'è un bando per i danni

L'Assessorato Regionale dell'Agricoltura della Regione Siciliana ha pubblicato un avviso per consentire alle imprese agricole siciliane colpite dal ciclone Harry di segnalare i danni subiti. E occorre affrettarsi: c'è tempo fino al 15 febbraio prossimo per inviare il modulo. Le aziende che intendono ripristinare con celerità le strutture danneggiate (come serre, impianti arborei e fabbricati), dovranno comunicarlo all'Ispettorato dell'Agricoltura competente per territorio, producendo anche una perizia asseverata da un libero professionista.

 

A ben vedere si tratta di una segnalazione danni per lo stato di calamità e finalizzata ad attingere al Fondo di Solidarietà Nazionale. I danni da alluvione possono essere invece segnalati anche al Fondo Mutualistico Nazionale AgriCat. L'avviso è pubblicato sul portale istituzionale della Regione Siciliana.

 

L'assessore regionale all'Agricoltura Luca Sammartino aveva incontrato i sindacati e le associazioni di categoria per fare il punto sui danni causati dal ciclone Harry il 28 gennaio scorso nella sede dell'Assessorato a Palermo. Obiettivo dell'incontro era valutare i danni e definire il metodo di lavoro per supportare le imprese agricole e le comunità colpite. "Abbiamo fatto il punto della situazione - aveva detto Sammartino - in modo da lavorare insieme per trovare soluzioni concrete. Nei prossimi giorni emaneremo un avviso con le linee guida su come effettuare le segnalazioni. Inoltre, di concerto con tutte le organizzazioni, effettueremo sopralluoghi sul territorio. Garantiremo risorse certe e tempi celeri, siamo già al lavoro".

 

Sardegna, campi allagati nell'oristanese

A Cagliari il 26 gennaio scorso si è tenuto un Tavolo Verde tra l'assessore all'Agricoltura della Regione Autonoma della Sardegna, Francesco Agus e le organizzazioni agricole per decidere il da farsi sui danni provocati dal ciclone Harry, ma il vertice era in attesa delle mosse del Governo, che sta cercando di reperire risorse per un decreto legge ad hoc,che però riguarderà tutti i settori.

 

"Il Tavolo è stato innanzitutto un momento di confronto per fare il punto sugli effetti degli eventi eccezionali che, nei giorni scorsi, hanno colpito duramente la Sardegna a seguito del passaggio del ciclone Harry - aveva spiegato l'assessore dell'Agricoltura Francesco Agus - Attendiamo di capire le misure che verranno messe in campo dall'Europa e dal Governo nazionale per valutare in che proporzione la Regione debba fare la sua parte. Resta prioritario l'impegno a intervenire con tempestività per sostenere le aziende agricole che hanno subito danni rilevanti durante l'emergenza".

 

Sardegna, chiesta la proroga per i contratti di filiera

Inoltre, il 30 gennaio scorso, l'assessore Agus ha inviato una nota al ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida per chiedere una proroga del termine per il deposito dei progetti esecutivi relativi ai programmi di filiera con enti capofila in Sardegna, ammessi dal V Bando dei contratti di filiera.

 

La richiesta riguarda lo slittamento della scadenza, attualmente fissata all'8 febbraio, alla luce delle straordinarie condizioni atmosferiche che hanno coinvolto la Sardegna e il comparto agricolo regionale nelle ultime settimane. Una situazione che ha determinato oggettive difficoltà per molte imprese, impegnate a fronteggiare i danni subiti e a garantire la continuità minima delle attività produttive, in un contesto che ha richiesto un forte senso di responsabilità e capacità di reazione da parte degli operatori del settore.

 

"I programmi di filiera - sottolinea Agus in una nota - coinvolgono circa 800 aziende agricole distribuite su tutto il territorio regionale e oltre 3mila operatori tra addetti diretti e indiretti: parliamo di una componente strategica del sistema agroalimentare sardo".

 

I programmi in questione prevedono investimenti complessivi per circa 250 milioni di euro, finalizzati al rafforzamento delle filiere produttive, all'innovazione dei processi, alla modernizzazione delle strutture aziendali e alla crescita sostenibile del comparto agricolo e agroalimentare regionale.

 

Sardegna, Confagricoltura segnala criticità per allagamenti

Ma il maltempo continua ad accanirsi sull'isola e se la pioggia di queste ultime settimane ha permesso il riempimento delle dighe in tutta la Sardegna, mettendo al sicuro la prossima stagione irrigua, nei territori dell'oristanese sta creando numerosi problemi di asfissia nelle colture in campo, soprattutto per le orticole, e il rischio di dover saltare definitivamente le semine in vista della primavera-estate, poiché superfici vastissime sono ancora inaccessibili e invase dall'acqua. L'allarme arriva dai vertici di Confagricoltura Oristano, che in questi giorni stanno raccogliendo le segnalazioni dei propri associati e operando con le prime verifiche nelle aziende.

 

"Il ristagno delle acque e il fango che si è creato in seguito alle forti e costanti precipitazioni di queste settimane - ha spiegato il presidente di Confagricoltura Oristano, Tonino Sanna - non permettono l'ingresso dei mezzi meccanici nei campi e anche quando, a piedi, si riesce a raggiungere le colture quello che ci troviamo di fronte sono piante sommerse da troppo tempo con conseguenti asfissie dell'apparato radicale e condizioni di marciume avanzato. In sostanza c'è poco da raccogliere".

 

I danni e i disagi non si registrano solo per i raccolti persi ma anche per le semine, da effettuare in queste settimane, che rischiano di saltare per l'impraticabilità dei campi. "A rischio - ha proseguito Sanna - sono le semine per le produzioni cerealicole, in particolare grano e orzo, su cui noi agricoltori abbiamo già investito con l'acquisto di tutto il necessario per la stagione in arrivo: dalle sementi ai prodotti fitosanitari".

 

Alle criticità causate dalle piogge si aggiungono quelle prodotte da altri eventi climatici estremi come le trombe d'aria che, a pochi chilometri da Oristano, hanno provocato danni infrastrutturali, soprattutto nelle serre.