Sui mercati internazionali del grano duro continua a prevalere una tendenza ribassista, appesantita da una ritrovata debolezza del dollaro Usa, mentre dal Canada pervengono informazioni contrastanti: timidi aumenti in euro guidati da quasi impercettibili aumenti dei prezzi all'ingrosso e da un ulteriore aumento dei costi di trasporto interni.
I listini canadesi vedono il prezzo Fob del Cwad di prima qualità sulla piazza di Toronto perdere 2 euro alla tonnellata fino 243 euro alla tonnellata il 4 febbraio scorso sulla precedente rilevazione del 28 gennaio 2026. Mentre il 9 febbraio scorso risulta in aumento di poco più di un euro e fino a 237 euro alla tonnellata, il prezzo Fob per i carichi in partenza da Vancouver via Oceano Pacifico, per l'effetto congiunto di un aumento dei costi di trasporto interni e del prezzo all'ingrosso all'esportazione.
Negli Usa il prezzo Fob del Northern Durum - in partenza dal golfo del Texas il 5 febbraio, perde 2 euro fino a 252 euro alla tonnellata per la debolezza del dollaro Usa. Stessa sorte per il prezzo Fob dello stesso prodotto in partenza dai porti dei grandi laghi il 9 febbraio scorso, che pure si assesta a 252 euro alla tonnellata.
A Chicago, il Future Durum Wheat Index presenta un rialzo dello 0,51%. In calo invece l'Indice Europeo Sitagri, che l'11 febbraio 2026 ha perso lo 0,79% sulla settimana scorsa, il tutto mentre i noli marittimi si rivelano volatili, portando l'indice Dry Bulk a 1.958 punti.
In Italia i prezzi del frumento duro fino nazionale nelle borse merci risultano in calo a Foggia, Bari, Milano e Altamura, dove invece risultano stabili il frumento duro canadese e i frumenti duri esteri comunitari e non comunitari. Stabili le quotazioni a Roma, Napoli e Bologna. Tra i prezzi all'origine rilevati da Ismea e monitorati settimanalmente da AgroNotizie® tra il 2 ed il 9 febbraio 2026, si segnalano perdite sulle piazze di Milano, Napoli, Bari, Foggia, Catania e Palermo.
Sommario:
- Noli, Dry Bulk -3,45% in una settimana
- Indice europeo Sitagri a -0,79%
- Chicago, Future Durum Wheat Index a +0,51%
- Prezzi Fob canadesi contrastati tra 243 e oltre 237 euro
- Prezzi Fob Usa calano a 252 euro
- Canada, lievi rialzi per prezzi all'ingrosso ed export basis
- I risultati delle più recenti aste in Nord Africa
- Canada, semine in calo nel 2026?
- Canada, esportazioni ancora lente
- Panoramica Italia
- Borsa Merci Foggia
- Borsa Merci Roma
- Associazione Granaria Meridionale di Napoli
- Borsa Merci Bari
- Associazione Granaria di Milano
- Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura
- Borsa Merci Bologna
- Prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie® l'11 febbraio 2026
Noli, Dry Bulk -3,45% in una settimana
L'Indice Dry Bulk del Baltic Exchange, che misura il costo delle spedizioni di merci in tutto il mondo ed è punto di riferimento per il mercato dei noli marittimi, l'11 febbraio 2026 ha interrotto una serie di sette giorni di perdite, salendo di circa il 4%, raggiungendo il massimo dal 3 febbraio a 1.958 punti, trainato da guadagni generalizzati. E rispetto proprio al 3 febbraio scorso, quando l'indice era in calo e toccava ancora i 2.028 punti, si registra ancora una perdita di 70 punti (-3,45%).
Nell'ultimo mese, il prezzo di Baltic Dry è aumentato del 18,02% e del 152,32% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, secondo le negoziazioni su un contratto per differenza (Cfd) che replica il mercato di riferimento per questo servizio. Rispetto ai 1.999 punti registrati il 27 gennaio scorso, l'indice invece registra ancora un calo di 41 punti (+2,05%).
La ripresa dell'11 febbraio non inficia la crescita sui 1.803 punti del 21 gennaio scorso, data rispetto alla quale l'indice guadagna ora 155 punti (+8,60%).
Attualmente, la tendenza generale si conferma comunque rialzista, se pur con pesanti esitazioni, seguita alla caduta intervenuta dal 3 dicembre scorso, che aveva visto l'indice colare a picco dai 2.845 punti raggiunti in quella data fino ai 1.566 dello scorso 14 gennaio, data rispetto alla quale l'indice ora ne riguadagna 392 (+25,03%). Rispetto al 3 dicembre 2025, quando l'indice veleggiava sui massimi da dicembre 2023 a 2.845 punti, le perdite all'11 febbraio sono di 887 punti (-31,18%).
Dal 18 giugno 2025, quando il Dry Bulk Index del Baltic Exchange era attestato a 1.874, si contano alla data dell'11 febbraio 2026 guadagni per 84 punti (+4,48%). E solo rispetto ai 1.303 punti del 28 maggio 2025, l'indice ieri riporta un vantaggio di 655 punti (+50,27%).
L'Indice Panamax, che è parte del Dry Bulk del Baltic Exchange e che fa riferimento alle navi che di solito trasportano tra 60mila e 70mila tonnellate di carbone o grano, è avanzato del 3,9% fino a 1.735 punti. Rispetto all'ultima rilevazione AgroNotizie® del 21 gennaio, pari a 1.606 punti, il Panamax guadagna 129 punti (+8,03%).
Indice europeo Sitagri a -0,79%
L'Indice europeo dei prezzi del grano duro Sitagri l'11 febbraio 2026 ha chiuso a 259,18 euro alla tonnellata, in diminuzione di 2,82 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 10 febbraio scorso (-1,09%) e in calo di 2,07 euro sui 261,25 euro alla tonnellata raggiunti lo scorso 4 febbraio (-0,79%), quando aveva recuperato 7,21 euro sui 254,04 registrati nella seduta del 28 gennaio 2026. L'Indice Sitagri del grano duro costituisce un benchmark sintetico quotidiano delle quotazioni del grano duro e rappresenta sei mercati regolamentati di riferimento importanti: tre in Italia (Bologna, Altamura e Foggia) e altrettanti in Francia (Port-La-Nouvelle, Rouen e La Pallice).
Chicago, Future Durum Wheat Index a +0,51%
Il Future Durum Wheat Index $Cdwi alla Borsa di Chicago sui contratti da regolare a pronti il 10 febbraio scorso risulta essere pervenuto a 577,82 punti, poco meno di 5,78 dollari Usa per bushel, in aumento di 2,96 punti sui 574,86 del 3 febbraio 2026 (+0,51%), quando si era registrato un primo aumento di 4,07 punti sui 570,79 registrati il 27 gennaio 2026.
Dal 2 gennaio 2026, quando questo indice aveva toccato in fase rialzista ben 588,45 punti, si contano fino al 10 febbraio perdite per 10,63 punti (-1,81%), caduta che nelle ultime due settimane si va attenuando, confermando una situazione di volatilità di questo mercato, che non sembra ora prendere una direzione precisa.
Dai 550,41 punti messi a segno il 21 ottobre 2025, l'indice traccia ancora una tendenza positiva fino al 10 febbraio: 27,41 punti in più (+4,98%), anche se resta da notare che durante l'ultimo mese l'indice non ha fatto altro che alternare fasi di rapide cadute e improvvise riprese. Nel mentre appaiono ancora decisamente lontani i traguardi pure recenti di questo indice, come i 904,50 punti del 19 dicembre 2023 o il picco di 1.087,63 punti (quasi 10,88 dollari Usa per bushel) raggiunto il 9 agosto 2023.
Inoltre, la quotazione del 10 febbraio al cambio di ieri, 11 febbraio 2026, è pari a 178,39 euro alla tonnellata, in ribasso di 0,51 euro alla tonnellata sulla quotazione del 3 febbraio scorso, valorizzata al cambio del 4 febbraio 2026 in 178,90 euro alla tonnellata. Tale diminuzione è originata dalla lieve svalutazione del biglietto verde, passato dagli 0,847 euro per un dollaro del 4 febbraio agli 0,840 euro per un dollaro di ieri, fattore che ha sterilizzato anche il lieve aumento dell'indice pure pervenuto in valuta Usa.
Prezzi Fob canadesi contrastati tra 243 e oltre 237 euro
Secondo il rapporto della Commissione Ue sul mercato internazionale dei cereali, aggiornato al 4 febbraio 2026, il prezzo Fob canadese rilevato per il grano Cwad di prima qualità al St. Lawrence Market di Toronto è stato di 285 dollari Usa alla tonnellata per i contratti stipulati in moneta americana e di 243 euro alla tonnellata per quelli conclusi in eurovaluta, registrandosi sul 28 gennaio scorso stabilità per i contratti agganciati al biglietto verde e quotazioni in diminuzione di 2 euro per quelli in eurovaluta. Il 28 gennaio si era ugualmente manifestata stabilità per i contratti in dollari a 285 dollari Usa alla tonnellata, mentre quelli in euro avevano guadagnato 1 euro pervenendo a 245 euro alla tonnellata.
Più in generale, dal 9 aprile 2025 al 4 febbraio 2026, mentre i contratti in dollari Usa hanno perso 35 dollari rispetto ai 320 dollari di quotazione (-10,94%), quelli in moneta unionale, dopo aver raggiunto quota 290 euro alla tonnellata il 9 aprile, hanno perso fino al 4 febbraio scorso ben 47 euro di controvalore con la quotazione di 243 euro alla tonnellata (-16,21%).
In ogni caso, dal 5 dicembre 2023, quando il cereale pastificabile era quotato a 425 dollari alla tonnellata, al 4 febbraio 2026 il prezzo Fob del Cwad sulla piazza di Toronto ha perso 140 dollari. Dal 5 dicembre 2023, quando i contratti in euro a prezzo Fob dello stesso cereale erano quotati 393 euro alla tonnellata, al 4 febbraio 2026 perdono 150 euro alla tonnellata.
Il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 9 febbraio 2026 riporta il prezzo del grano Cwad di prima qualità e al 13% di proteine in partenza dal porto di Vancouver sull'Oceano Pacifico, fissato in 382,83 dollari canadesi alla tonnellata, in aumento di 1,88 dollari canadesi sui 380,95 registrati il 2 febbraio scorso, quando invece si era registrato un calo di 2,61 dollari canadesi sui 383,56 del 26 gennaio 2026.
Rispetto al 5 gennaio scorso, quando il prezzo Fob del Cwad era attestato a 398,53 dollari canadesi alla tonnellata, al 9 febbraio 2026 si registrano perdite per 15,70 dollari canadesi alla tonnellata. Confronto ancora più duro quello sul 2 settembre 2025, quando le quotazioni del Cwad sulla piazza di Vancouver erano attestate a 420,31 dollari canadesi alla tonnellata, la perdita complessiva al 2 febbraio 2026 è di 37,48 dollari canadesi alla tonnellata.
La quotazione del prezzo Fob del Cwad di prima qualità raggiunta il 9 febbraio scorso a Vancouver al cambio dell'11 febbraio 2026 è pari a 237,24 euro alla tonnellata, in aumento di 1,09 euro sulla precedente quotazione del 2 febbraio scorso, valorizzata al cambio del 4 febbraio 2026 in 236,15 euro alla tonnellata.
Tale aumento incorpora l'incremento delle quotazioni in dollari canadesi, mentre il cambio è quasi ininfluente, essendo variato di pochi decimali intorno a quota 0,619 euro per un dollaro canadese tra il 4 e l'11 febbraio 2026.
Prezzi Fob Usa calano a 252 euro
Il rapporto settimanale dei prezzi Fob compilato dalla Us Wheat Associates il 6 febbraio 2026 contiene il prezzo Fob del Northern Durum in partenza dal golfo del Texas con consegna marzo-aprile 2026, fissato in 300 dollari alla tonnellata, stabile sulle quotazioni del 30 e del 23 gennaio scorso, quando si era verificato un calo di 10 dollari sulla precedente quotazione del 16 gennaio scorso di 310 dollari alla tonnellata, che si era tenuta stabile sin dal 12 dicembre 2025.
La quotazione del 6 febbraio scorso del prezzo Fob del Northern Durum in partenza dal golfo del Texas, valorizzata al cambio dell'11 febbraio 2026 è pari a 252,00 euro alla tonnellata, in diminuzione di 2,04 euro sulla quotazione del 30 gennaio valorizzata al cambio del 4 febbraio 2026 in 254,04 euro alla tonnellata.
Stante la stabilità delle quotazioni in dollari Usa di questo prezzo Fob, la riduzione del valore in euro di tale prezzo Fob è interamente dovuta alla lieve svalutazione del dollaro Usa, passato dagli 0,847 euro per un dollaro del 4 febbraio agli 0,840 euro per un dollaro di ieri.
Secondo il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 9 febbraio 2026, il prezzo Fob del Northern Durum in partenza dai porti della regione dei grandi laghi verso l'Atlantico è quotato a 300 dollari Usa alla tonnellata, stabile sul 2 febbraio scorso, quando invece aveva accusato un calo di 10 dollari sulla quotazione del 26 gennaio scorso, fino a quando si era mantenuto stabile sui 210 dollari dalla quotazione del 5 gennaio 2026.
La quotazione del prezzo Fob del Northern Durum in partenza dai porti della regione dei grandi laghi verso l'Atlantico del 9 febbraio al cambio dell'11 febbraio 2026 è pertanto pari a 252,00 euro alla tonnellata, in calo di 2,04 euro sulla quotazione del 2 febbraio valorizzata al cambio del 4 febbraio 2026 in 254,04 euro alla tonnellata. Anche in questo caso, stante la stabilità delle quotazioni in dollari Usa di questo prezzo Fob, la riduzione del valore in euro di tale prezzo Fob è interamente dovuta alla lieve svalutazione del dollaro Usa passato dagli 0,847 euro per un dollaro del 4 febbraio agli 0,840 euro per un dollaro di ieri.
Canada, lievi rialzi per prezzi all'ingrosso ed export basis
Il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 9 febbraio 2026 ha rilevato - dal silo principale del Nord Ovest - un prezzo di acquisto all'ingrosso per l'esportazione del Cwad numero 1 al 13% di proteine di 275,58 dollari canadesi alla tonnellata, in aumento di 0,58 dollari canadesi sulla quotazione del 2 febbraio scorso.
Il 9 febbraio gli export basis per il Cwad diretto dal Saskatchewan al porto di Vancouver sono stati pari a 107,25 dollari canadesi alla tonnellata, in aumento di 1,30 dollari canadesi sui 105,95 registrati il 2 febbraio scorso.
Pertanto l'aumento del prezzo Fob del Cwad di prima qualità a Vancouver di 1,88 dollari canadesi del 9 febbraio rispetto al 2 febbraio 2026 è stato determinato dal sommarsi del rialzo di 0,58 dollari del prezzo di acquisto all'ingrosso all'incremento di 1,30 dollari dei costi di trasporto interni canadesi.
I risultati delle più recenti aste in Nord Africa
La Tunisia ha definito il 28 gennaio 2026 un'asta internazionale per l'acquisto di 100mila tonnellate di grano duro, divise in quattro tender da 25mila tonnellate, con consegne da febbraio ad aprile 2026. I prezzi Cif esitati oscillano tra 323,89 dollari Usa a tonnellata e 327,96 dollari, ovvero al cambio di ieri a prezzi di sbarco equivalenti ad una forchetta di 272,07-275,49 euro alla tonnellata.
L'asta di inizio anno in Algeria, sempre prezzi Cif, si era attestata su valori ancora inferiori, da 315 a 325 dollari Usa a tonnellata Cif (264,60-273,00 euro alla tonnellata).
Canada, semine in calo nel 2026?
Secondo il report della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 9 febbraio 2026 "I produttori canadesi di grano sono ancora a qualche mese dalla campagna di semina per le colture primaverili, che inizierà in genere tra il 20 aprile e il 1° maggio 2026 in molte regioni delle praterie canadesi". E I produttori "rimangono indecisi sulla semina, poiché i margini di profitto per il raccolto del 2026 appaiono generalmente più ristretti. Le prospettive di margine potenziale per molte delle principali colture cerealicole, come grano primaverile, grano duro, orzo e avena, appaiono relativamente simili a questo punto e si attestano sui minimi pluriennali, con i valori dei raccolti cerealicoli per il nuovo raccolto del 2026 ai livelli tipicamente osservati nel 2020 e nei periodi precedenti".
Il motivo per il quale non è facile stabilire se le semine di grano duro saranno in calo, risiede nella sostanziale equivalenza dei margini di profitto tra i vari cereali; pertanto le variazioni di prezzo delle prossime settimane potrebbero essere decisive.
Canada, esportazioni ancora lente
Sempre secondo il report della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 2 febbraio 2026 "Il ritmo delle esportazioni di grano duro è inferiore del 6% rispetto ai livelli dell'anno scorso (9% un mese fa), attestandosi a circa 2 milioni e 720mila tonnellate, rispetto ai 2 milioni e 880mila tonnellate dello stesso periodo dell'anno scorso. Siamo alla ventisettesima settimana della campagna di commercializzazione e abbiamo superato il giro di boa".
Secondo gli analisti della Commissione "Si prevede che le esportazioni di grano duro dal Canada raggiungeranno un quantitativo annuo di circa 5,4 milioni di tonnellate, pertanto altri 2,7 milioni di tonnellate dovranno essere esportati all'estero prima della fine dell'anno di commercializzazione del raccolto, alla fine di luglio 2026. Sarà necessario un ritmo costante".
Panoramica Italia
In questa tabella riassumiamo le quotazioni puntuali del grano duro fino di produzione nazionale nelle principali borse merci italiane con l'indicazione della variazione rispetto alla seduta della scorsa settimana. Questa tabella non ha la pretesa di essere esaustiva: per i dettagli completi e l'analisi per singola piazza, si veda la sezione dedicata più sotto.
| Piazza | Seduta |
Prezzo minimo / massimo (€/t) |
Variazione (€/t) |
| Foggia | 11 febbraio 2026 | 280-285 | -2 |
| Roma | 11 febbraio 2026 | 250-253 | Stabile |
| Napoli | 10 febbraio 2026 | 310-315 | Stabile |
| Bari | 10 febbraio 2026 | 279-284 | -3 |
| Milano Nord | 10 febbraio 2026 | 282-287 | -1 |
| Milano Centro | 10 febbraio 2026 | 299-304 | -1 |
| Altamura | 6 febbraio 2026 | 280-285 | -3 |
| Bologna | 5 febbraio 2026 | 260-265 | Stabile |
Borsa Merci Foggia
Borsa Merci di Foggia ieri - 11 febbraio 2026 - ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025, peso specifico minimo 79,5-80 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime comprese tra il 12 ed il 12,50% a 280 euro alla tonnellata sui minimi e 285 euro sui massimi, prezzi in calo di 2 euro sulla precedente seduta del 4 febbraio scorso, quando erano scesi di altri 3 euro sulla ancor precedente seduta del 28 gennaio scorso, data in cui invece si erano tenuti stabili sulle precedenti sedute dal 26 novembre scorso in avanti.
Con le quotazioni dell'11 febbraio 2026, i prezzi risultano inferiori di 25 euro sull'ultima quotazione della mietitura 2024, che risale al 28 maggio 2025, quando il cereale pastificabile era attestato su una forchetta di 305-310 euro alla tonnellata.
Inoltre, le quotazioni dell'11 febbraio 2026 del frumento duro fino a Foggia sono inferiori di 57 euro a quelle del 19 giugno 2024, data di esordio delle quotazioni della mietitura 2024, attestate sui valori di 337-342 euro alla tonnellata. Mentre si colloca a 70 euro alla tonnellata il deficit di valore sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate il 29 maggio 2024, quando il grano duro fino nazionale era stato fissato a 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi.
Dal 2 agosto 2023, quando il frumento duro mietitura 2023 aveva raggiunto quotazioni di 455-460 euro alla tonnellata, si sono registrate sulla piazza dauna all'11 febbraio 2026 perdite per 175 euro alla tonnellata.
Borsa Merci Roma
Borsa Merci di Roma ieri - 11 febbraio 2026 - ha quotato il grano duro fino nazionale, mietitura 2025, alle condizioni di franco partenza, provenienza Lazio, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi ogni 100 litri e proteine minime al 12% a 250 euro alla tonnellata sui minimi e a 253 euro sui massimi, prezzi stabili sulla precedente seduta del 4 febbraio scorso, quando si era verificato un calo di 3 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 28 gennaio scorso, quando invece i prezzi si erano rivelati stabili sui valori delle precedenti sedute dal 26 novembre 2025 in avanti.
I valori dell'11 febbraio risultano in perdita di 25 euro alla tonnellata sui minimi e di 27 euro sui massimi sugli ultimi prezzi noti della mietitura 2024, quelli della seduta del 28 maggio 2025: 275 euro alla tonnellata sui minimi e 280 euro sui massimi. I prezzi dell'11 febbraio 2026 sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate nella seduta del 5 giugno 2024, riscontrano un ancor più pesante calo di 62 euro alla tonnellata sui minimi e di 69 euro sui massimi. Questi i prezzi che furono assegnati il 5 giugno 2024: 312 euro alla tonnellata sui minimi e 322 euro sui massimi.
Dal 2 agosto 2023, quando il frumento duro sulla piazza capitolina aveva raggiunto quotazioni di 405-415 euro alla tonnellata, si registrano all'11 febbraio 2026 perdite pari a 155 euro alla tonnellata sui minimi e a 162 euro sui massimi.
Associazione Granaria Meridionale di Napoli
Alla Borsa Merci Napoli la Commissione Prezzi, nella giornata di martedì 10 febbraio 2026, ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025, alle condizioni di franco arrivo, qualificato con proteine minime tra 14% e 15%, peso specifico 80-82 chilogrammi per 100 litri e umidità al 13%. Questi i prezzi fissati: 310 euro alla tonnellata sui minimi e 315 euro sui massimi, valori stabili sulla precedente seduta del 3 febbraio scorso, quando invece si era manifestato un calo di 5 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 27 gennaio, quando le quotazioni erano rimaste stabili sulla seduta del 20 gennaio 2026.
Le quotazioni del 10 febbraio risultano inferiori di 13 euro sui minimi e di 10 euro sui massimi rispetto agli ultimi prezzi noti della mietitura 2024, ovvero 323 euro alla tonnellata sui minimi e 325 euro sui massimi, registrati il 27 maggio 2025. La quotazione del 10 febbraio 2026 risulta più bassa di 50 euro rispetto a quella del 18 giugno 2024, data di esordio della campagna commerciale 2024-2025 del grano duro fino nazionale sulla piazza di Napoli, pari ad una forchetta di 360 euro alla tonnellata sui minimi e 365 euro sui massimi.
Rispetto all'ultima quotazione del grano duro fino nazionale - mietitura 2023 - dell'11 giugno 2024 si rilevano prezzi più bassi di 40 euro, dato che i valori assegnati nella seduta dell'11 giugno 2024 furono di 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi.
Dal 1° agosto 2023, quando il frumento duro sulla piazza partenopea aveva raggiunto quotazioni di 465-480 euro alla tonnellata, si registrano all'11 febbraio 2026 perdite pari a 155 euro sui minimi e 165 euro sui massimi.
Borsa Merci Bari
La Commissione Cereali della Borsa Merci di Bari si è riunita il 10 febbraio 2026 e ha rilevato le quotazioni del grano duro fino nazionale, mietitura 2025, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania, con proteine minime 12,50%, peso specifico 80 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza arrivo e Iva esclusa. Questi i prezzi assegnati: 279 euro alla tonnellata sui minimi e 284 euro sui massimi, in calo di 3 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 3 febbraio scorso, quando si era verificata una prima diminuzione di 2 euro sulla ancor precedente seduta del 27 gennaio scorso, quando invece si erano rivelati ancora stabili sulle precedenti sedute dal 18 novembre 2025 in avanti.
Le quotazioni del 10 febbraio scorso sugli ultimi valori noti della mietitura 2024, quelli della seduta del 3 giugno 2025, pari a 305 euro alla tonnellata sui minimi e 309 euro sui massimi, sono in perdita: sui minimi di 26 euro e sui massimi di 25 euro.
Dalla seduta di esordio della mietitura 2024 del 25 giugno 2024 - con quotazioni di 345-350 euro alla tonnellata - alla seduta del 10 febbraio 2026 - sono stati invece bruciati 66 euro alla tonnellata di valore. E sull'ultima quotazione della mietitura 2023 - quella del 28 maggio 2024 - quando furono assegnati valori di 349 euro alla tonnellata sui minimi e 354 euro sui massimi, si registra una riduzione di prezzo pari a 70 euro alla tonnellata.
Dal 1° agosto 2023, quando il frumento duro su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 445-450 euro alla tonnellata, si registrano al 10 febbraio 2026 perdite pari a 166 euro.
Il frumento duro canadese 2 - nazionalizzato franco camion partenza magazzino - è stato rilevato il 10 febbraio 2026 a 285 euro alla tonnellata sui minimi ed a 288 euro sui massimi, stabile sulla precedente seduta del 3 febbraio scorso, quando invece si era verificato un calo di 3 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 27 gennaio 2026.
Associazione Granaria di Milano
L'Associazione Granaria di Milano il 10 febbraio 2026 ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025, alle condizioni escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento, così suddiviso per provenienze e qualificazioni:
- Nord Italia, peso specifico 78-80 chilogrammi ogni 100 litri, proteine 13,5%, 282 euro alla tonnellata sui minimi e 287 euro sui massimi, in calo di 1 euro sulla precedente seduta del 3 febbraio scorso, quando si era verificato un altro calo di 3 euro sulla ancor precedente seduta del 27 gennaio 2026. Si tratta di quotazioni inferiori di 30 euro sui minimi e di 32 euro sui massimi rispetto alle ultime della campagna 2024-2025, pari a 312-319 euro, registrate nella seduta del 10 giugno 2025. Inoltre, i prezzi del 10 febbraio 2026 risultano in calo di 63 euro sui minimi e di 68 euro sui massimi sull'ultima quotazione della mietitura 2023, esitata il 4 giugno 2024 a 345-355 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando questo frumento su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 415-425 euro alla tonnellata, si registrano al 10 febbraio 2026 perdite pari a 133 euro alla tonnellata sui minimi e 138 euro sui massimi.
- Centro Italia, peso specifico e proteine non determinato, 299 euro alla tonnellata sui minimi e 304 euro sui massimi, in calo di 1 euro sulla precedente seduta del 3 febbraio scorso, quando si era verificato un primo cedimento di 3 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 27 gennaio scorso. Si tratta di quotazioni inferiori di 22 euro sui minimi e di 27 euro nei massimi rispetto alle ultime della campagna commerciale 2024-2025 pari a 321-331 euro, esitate nella seduta del 10 giugno 2025. I prezzi del 10 febbraio 2026 risultano in calo di 63 euro sui minimi e di 68 euro sui massimi sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate il 4 giugno 2024 a 362-372 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando questo frumento su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 430-440 euro alla tonnellata, si registrano perdite al 10 febbraio 2026 pari a 131 euro alla tonnellata sui minimi e a 136 euro sui massimi.
Il 10 febbraio scorso sono stati quotati a Milano i frumenti duri esteri comunitari, mietitura 2025, a 280 euro alla tonnellata sui minimi e 285 euro sui massimi, valori stabili sulla precedente seduta del 3 febbraio scorso, quando invece si era manifestato un calo di 5 euro sulla ancor precedente seduta del 27 gennaio 2026.
Si tratta di valori inferiori di 25 euro sui minimi e di 29 sui massimi rispetto alle più recenti quotazioni della mietitura 2024, registrate nella seduta del 17 giugno 2025 e pari a 305-314 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando i frumenti esteri comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 400-420 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 120 euro alla tonnellata sui minimi e 135 euro sui massimi.
I frumenti duri esteri non comunitari sulla piazza di Milano - quotati il 10 febbraio 2026 a 308 euro alla tonnellata sui minimi e 318 euro sui massimi - risultano stabili sulla precedente seduta del 3 febbraio scorso, quando invece si era rilevato un calo di 5 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 27 gennaio 2026.
Dai valori di 370-385 euro alla tonnellata, rimasti stabili tra il 17 settembre 2024 ed il 1° aprile 2025, questi frumenti al 10 febbraio 2026 hanno perso 62 euro alla tonnellata sui minimi e 67 euro sui massimi. Dal 1° agosto 2023, quando i frumenti esteri non comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 497-512 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 189 euro alla tonnellata sui minimi e 194 sui massimi.
Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura
Venerdì 6 febbraio 2026 è stato compilato l'ultimo listino a cura dall'Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura, quando è stato quotato il frumento duro fino di produzione nazionale mietitura 2025, qualificato con proteine minime del 12,50% e peso specifico di 79 chilogrammi ogni 100 litri, a 280 euro alla tonnellata sui minimi e 285 euro sui massimi, in calo di 3 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 30 gennaio scorso, quando si era verificato un altro calo di 2 euro sulle quotazioni della ancor precedente seduta del 23 gennaio scorso, quando invece si erano rivelate stabili sulle precedenti sedute dal 21 novembre 2026 in avanti.
Con queste quotazioni la nuova produzione risulta di valore inferiore di 23 euro alla tonnellata rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2024, esitata il 30 maggio 2025 a 305 euro alla tonnellata sui minimi e 310 euro sui massimi. La quotazione del 6 febbraio scorso della mietitura 2025 sui valori del 21 giugno 2024, data di inizio della campagna commerciale 2024-2025, quando il frumento duro fino nazionale era stato quotato a 347 euro alla tonnellata sui minimi e 352 euro sui massimi, risulta in calo di 65 euro alla tonnellata.
E si registra un deprezzamento di 68 euro alla tonnellata rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2023, fissata il 31 maggio 2024 in 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi. Infine, dal 28 luglio 2023, quando questo frumento aveva raggiunto quotazioni di 455-460 euro alla tonnellata, si registrano perdite al 6 febbraio 2026 pari a 175 euro alla tonnellata.
Il 6 febbraio 2026 il grano duro canadese di seconda qualità è stato quotato a 285 euro alla tonnellata sui minimi e 287 euro sui massimi, stabile sulla precedente seduta del 30 gennaio scorso, quando invece si era manifestato un calo di 5 euro sulla ancor precedente seduta del 23 gennaio 2026.
Borsa Merci Bologna
La Borsa Merci della Camera di Commercio di Bologna ha compilato l'ultimo listino il 5 febbraio 2026 quando ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025 - provenienza Nord - qualificato con proteine minime al 13% e un peso specifico di 81 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza Bologna e Iva esclusa. Prezzi esitati: 260 euro alla tonnellata sui minimi e 265 euro sui massimi, stabili sulla precedente seduta del 29 gennaio scorso, quando invece si era rilevato un calo di 5 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 22 gennaio scorso, data in cui invece si erano rivelati stabili sulla seduta del 15 gennaio 2026.
Rispetto agli ultimi prezzi della mietitura 2024 - quelli assegnati il 5 giugno 2025 e pari a 293 euro alla tonnellata sui minimi e 298 sui massimi - la mietitura 2025 perde 33 euro alla tonnellata. I valori del 5 febbraio 2026 risultano in calo di 75 euro sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate il 13 giugno 2024 e pari a 335 euro alla tonnellata sui minimi e 340 euro sui massimi. Dal 3 agosto 2023, quando questo frumento a Bologna aveva raggiunto quotazioni di 420-425 euro alla tonnellata, si registrano perdite al 5 febbraio 2026 pari a 160 euro alla tonnellata.
Prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie® l'11 febbraio 2026
I prezzi medi all'origine del frumento duro fino nazionale più recenti rilevati da Ismea tra il 2 ed il 9 febbraio 2026 e monitorati da AgroNotizie® ieri, 11 febbraio 2026, danno 6 piazze in calo e 7 stabili su 13 monitorate, mentre il 4 febbraio si riscontravano 9 piazze stabili e 3 in calo.
In questa fase, i prezzi all'origine, pur in prevalenza stabili, risentono in maniera diffusa dei cali sui mercati regolamentati, in particolare sulle piazze del Sud Italia.
Calano a 240,50 euro alla tonnellata i prezzi medi da produttore nelle piazze siciliane di Catania e Palermo, che perdono 2 euro il 5 febbraio 2026 sulla settimana precedente (-0,8%). Foggia il 4 febbraio cala a 284,50 euro alla tonnellata, perdendo 3 euro alla tonnellata sulla settimana precedente (-1%).
In perdita anche Bari che il 2 febbraio scende a 282 euro alla tonnellata, in calo di 3 euro sulla settimana precedente (-1,1%) e stessa sorte tocca a Napoli che il 3 febbraio con 312,50 euro alla tonnellata, perde 5 euro sulla settimana precedente (-1,6%). Unica eccezione al Sud è data dalla piazza di Matera, che resta stabile il 9 febbraio a quota 280 euro alla tonnellata.
Stabili le piazze del centro-nord, con l'eccezione di Milano, che il 3 febbraio perde 3 euro sulla settimana precedente e cala a 285,50 euro alla tonnellata di prezzo medio pagato all'agricoltore (-1%).
Scarica la tabella dei prezzi medi all'origine del grano duro fino riportati da Ismea l'11 febbraio 2026
(Fonte Ismea)
Per quanto riguarda il mercato del territorio amministrativo della Regione Marche, l'ultimo listino del Gruppo di Lavoro per il Mercato Marchigiano dell'Associazione Granaria per l'Emilia Romagna è quello pubblicato ieri, 11 febbraio 2026, nel quale risulta quotato il frumento duro fino nazionale con proteine minime al 13%, alle condizioni franco camion partenza magazzino della mietitura 2025 a 264 euro alla tonnellata sui minimi e 269 euro, in calo di 2 euro sulla precedente rilevazione del 4 febbraio scorso.
Per ogni altro confronto con i prezzi più recenti monitorati da AgroNotizie® è possibile leggere l'articolo del 5 febbraio 2026.
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