Puglia, ufficialmente partita la conta dei danni per le grandinate

Lo ha comunicato il direttore del dipartimento Agricoltura della Regione. E si apre il dibattito sul come cambiare le regole per gli indennizzi e le polizze assicurative incentivate

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Secondo Coldiretti Puglia, negli ultimi dieci anni in regione i soli danni da maltempo all'agricoltura ammontano a 3 miliardi di euro
Fonte foto: © Coldiretti Puglia

Gli uffici del dipartimento Agricoltura della Regione Puglia sono già al lavoro per valutare i danni causati nel territorio del tarantino dalle grandinate del 4 luglio. Lo ha reso noto ieri un comunicato stampa del dipartimento. E Coldiretti Puglia incalza: è ora di cambiare le regole sui risarcimenti e sulle assicurazioni incentivate, perché non si può più tenere testa a continue ondate di maltempo con gli strumenti attualmente a disposizione.

"Purtroppo l'ondata di maltempo dello scorso fine settimana ha avuto effetti particolarmente negativi per l'agricoltura pugliese - conferma il direttore del dipartimento Agricoltura di Regione Puglia, Gianluca Nardone
-. Soprattutto in provincia di Taranto sono state segnalate violente grandinate con distruzione di buona parte delle importanti produzioni ortofrutticole del territorio" aggiunge.

"Sulla base delle segnalazioni dei comuni colpiti, il dipartimento Agricoltura ha avviato le ispezioni del territorio per verificare i danni subiti e procedere con la richiesta di declaratoria dello stato di calamità indirizzata al ministero - dice ancora Nardone -. Pur avendo a disposizione 60 giorni di tempo, agli uffici regionali è stata data indicazione di procedere con la massima tempestività per poter dare una risposta concreta al territorio entro questo mese di luglio".
 

Regione Puglia, al lavoro per cambiare strumenti protezione

"Purtroppo, i cambiamenti climatici rendono sempre più frequenti eventi estremi come quelli appena registrati, rendendo sempre più rischioso il mestiere dell'agricoltore. Per questo si sta lavorando da tempo con il Governo e le altre Regioni per migliorare gli strumenti di gestione del rischio rendendo più conveniente il ricorso alle polizze assicurative e modernizzando la legislazione sulle calamità e sulle modalità di utilizzo del Fondo di solidarietà nazionale" ha ancora detto Nardone.

"La Regione Puglia, dal canto suo - ha concluso Nardone - ha da poco approvato le nuove modalità operative per il trasferimento dei fondi destinati alle aziende agricole che hanno subito danni da calamità atmosferiche. Questo si traduce in tempi ridotti nell'erogazione dei contributi in favore degli agricoltori colpiti da eventi avversi. Si tratta solo di un primo passo per riorganizzare e snellire l'intero sistema dei danni da avversità atmosferiche per garantire certezze nella quantificazione e nei tempi di erogazione degli indennizzi".
 

Coldiretti, ora cambiare le regole e nuove tecnologie

Lo scenario che ha lasciato dietro di sé l'ultima violenta ondata di maltempo, con gravi danni ai vigneti di uva da tavola e da vino, agli agrumeti e agli uliveti in provincia di Taranto, impone un cambio di passo immediato e risoluto nella gestione del rischio e delle assicurazioni. Lo chiede Coldiretti Taranto all'indomani degli ennesimi fenomeni che hanno inferto l'ulteriore duro colpo al settore agricolo alla provincia jonico-salentina. La tropicalizzazione del clima con fenomeni violenti che si abbattono sulle campagne - si sottolinea da Coldiretti Puglia - ha provocato 3 miliardi di euro di danni in Puglia negli ultimi dieci anni.

"Ora basta, la gestione del rischio e le scelte in tema di assicurazioni in agricoltura vanno profondamente riviste, perché incidono sulla redditività e sulla liquidità delle imprese agricole, insieme alla corretta programmazione e gestione aziendale. I fenomeni estremi, oltre ad azzerare le produzioni, danneggiano le piante, come nell'ultima violenta grandinata che ha rovinato gli agrumeti e i vigneti", afferma con forza Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Taranto.

Negli ultimi cinque anni dal 2015 al 2019 - riferisce Coldiretti Puglia - il valore assicurato è sceso del 49% e il numero di aziende che sottoscrivono polizze assicurative del 43%.

"Le ragioni del basso ricorso alle assicurazioni - insiste il presidente Cavallo - è stato spiegato da un sondaggio di Ismea, costi troppo alti, estrema sfiducia nel sistema dei rimborsi, complessità nella sottoscrizione delle polizze con periodo di stipula non più rispondenti ai tempi e alla violenza dei fenomeni divenuti tropicali", denuncia Cavallo.

Per questo è da rivedere a fondo - aggiunge Coldiretti Puglia - il meccanismo del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali che così com'è non risponde più alla complessità, violenza e frequenza degli eventi calamitosi. "Basti pensare che le nostre imprese agricole stanno ancora aspettando, solo per fare alcuni esempi, le indennità per la grave alluvione dell'ottobre 2013 e della nevicata del 6 gennaio 2017", ricorda il presidente Cavallo.

"Lo sviluppo delle assicurazioni in agricoltura non può più prescindere - incalza il presidente Cavallo - da nuovi strumenti avanzati, dai satelliti ai sistemi previsionali, dagli indici di vegetazione alle nuove tecnologie e da una maggiore competitività dei prodotti assicurativi".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: assicurazioni maltempo danni

Temi caldi: Maltempo al Sud

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