I numeri del latte: la tempesta perfetta

Calo dei consumi e freno alle esportazioni sono gli effetti che si trascina dietro l'emergenza da Covid-19 e i risultati negativi si vedono sui mercati di tutto il mondo

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Rallentare la produzione e privilegiare il prodotto italiano per evitare il collasso della zootecnia da latte

L'avvicinarsi della bella stagione favorisce l'aumento della produzione di latte, che si traduce in una flessione del prezzo, tendenza che si mantiene sino all'inizio dei primi caldi.
Questa volta la curva discendente del mercato arriva nel pieno della crisi da Covid-19 e l'impatto sui prezzi rischia di trasformarsi in una "tempesta".

In sofferenza è tutto il settore lattiero caseario europeo, che in gennaio registrava una caduta del prezzo medio dello 0,7%.
Ancora più sensibile e per molti aspetti più significativa, la discesa del prezzo del latte in polvere scremato che nella prima settimana di marzo si è fermato a 249 euro al quintale, il 3,2% in meno rispetto al mese precedente.
I dettagli nella seguente tabella messa a punto dalla Commissione europea.

 


Il latte spot

Situazione non dissimile per il prezzo del latte spot, quello venduto fuori contratto.
I prezzi sono tutti in forte caduta, sia sul mercato italiano sia su quello francese e tedesco.
Ma mentre per questi ultimi due il prezzo è solo moderatamente più basso rispetto all'anno precedente (rispettivamente -2,1% e -0,3%), per l'Italia la caduta sfiora il 14%.

In questo caso è l'effetto Covid-19 che si fa sentire sia sui consumi interni, sia sul fronte dell'export. Il risultato finale è una presenza eccessiva di latte, tanto che Assolatte, l'associazione delle industrie lattiero casearie, ha invitato gli allevatori a ridurre per quanto possibile la produzione.
Mentre le organizzazioni agricole hanno lanciato un appello a preferire il latte italiano rispetto a quello importato.
 

Il prezzo del latte spot in Italia
(fonte: © Assolatte)

La caduta dei Dop

Un indicatore delle difficoltà del settore lattiero caseario ci viene dall'andamento del prezzo dei due grandi formaggi Dop italiani: il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano.

Anche per loro si è innescata una curva negativa che vede in maggiore difficoltà il Parmigiano Reggiano, con prezzi che hanno iniziato a scendere sin dal novembre del 2019 per poi proseguire la discesa in questi primi mesi del 2020.
Ad oggi il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno mostra un preoccupante meno 16%.

Situazione di poco migliore la si incontra per il Grana Padano, dove le quotazioni medie di febbraio si sono fermate a 7,94 euro al chilo, il 4,2% in meno rispetto al 2019.

E' bene ricordare la forte connessione fra il prezzo del latte e quello del Grana Padano, che rientra fra i componenti del paniere per l'indicizzazione del prezzo corrisposto agli allevatori.
 

Andamento del prezzo del Parmigiano Reggiano
(fonte: © Ismea)

I mercati mondiali

Destano preoccupazione anche i segnali che giungono dai mercati internazionali dei principali prodotti caseari.
Il Cheddar, formaggio preso a riferimento nei commerci mondiali, scende negli Usa del 6,8% e ancora più alto è il calo del latte in polvere scremato, che in 15 giorni ha perso quasi il 10%.
Diverso il trend che si registra in Oceania, dove per alcuni prodotti gli indicatori sono positivi.
 


La produzione

Una motivazione a questo diverso comportamento dei mercati fra Ue, Usa e Oceania, la si può trovare guardando l'andamento della produzione di latte.

Mentre nella Ue la produzione di latte è praticamente allineata a quella dello scorso anno, in Australia e Nuova Zelanda la quantità di latte prodotta è in netta flessione in questo periodo.
Al contrario negli Usa, come peraltro nella Ue, il periodo coincide con un aumento delle produzioni.
 


Le consegne in Italia

I dati più aggiornati sulle consegne di latte in Italia si fermano al dicembre del 2019, con una produzione complessiva di oltre 12 milioni di tonnellate, quasi il 2% in più rispetto all'anno precedente.

Dal grafico che segue, elaborato da Assolatte, si evidenzia il trend che contraddistingue la produzione da marzo in poi, con una flessione della produzione che si incrementa nei mesi seguenti.
Accentuare questa flessione potrebbe aiutare il mercato ad uscire dalla crisi innescata dall'emergenza Covid-19.

Un motivo in più per rinnovare l'appello lanciato da AgroNotizie: agli allevatori per frenare per quanto possibile la produzione e alle imprese casearie affinché diano la precedenza al latte italiano.
 

Andamento delle consegne di latte negli ultimi tre anni
(fonte: © Assolatte)

 
Compito difficile quello delle previsioni di mercato.
Un aiuto può venire dall'esame delle tendenze in atto. Ma occorre conoscere i "numeri del latte" e in tempi di mercati globali lo sguardo deve allargarsi a livello internazionale.
Le fonti non mancano e AgroNotizie le raccoglie per dare ai lettori gli strumenti per orientarsi.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: latte prezzi mercati formaggi

Temi caldi: I numeri del latte

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