I numeri del latte, fiammata di fine estate

Aumenta il prezzo medio nella Ue ed è recente l'impennata dei prezzi del latte spot. Gli allevatori possono anche contare su un calo dei costi. Ma il mercato potrebbe cambiare segno

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Stabile la produzione di latte nella Ue, mentre la Nuova Zelanda registra un sensibile aumento
Fonte foto: Comfreak

Il prezzo del latte spot, quello venduto fuori contratto, torna a salire, seppure di poco.
Sulla piazza di Lodi, mercato di riferimento per questo prodotto, le quotazioni hanno toccato nella prima decade di settembre quota 45,25 euro al quintale, annullando la flessione che in agosto sembrava aver interrotto la corsa dei prezzi che proseguiva senza interruzioni da maggio.

Aumenti ancor più vistosi sono quelli indicati da Assolatte per il latte di provenienza tedesca (42,50 euro al quintale) e francese (41,12 euro), rispettivamente del 5,9% e del 7,5% più elevati di quelli dello stesso periodo del 2018.
 

Andamento del prezzo del latte spot negli ultimi tre anni (Fonte: Assolatte)


Il latte nella Ue

In aumento anche il prezzo medio del latte europeo, sebbene sia necessario tenere conto che le più recenti rilevazioni della Commissione europea su questo mercato si riferiscono al mese di luglio.

In questo caso il prezzo si ferma a 33,5 euro al quintale, con un modesto aumento (0,3%) rispetto al mese precedente, in sintonia con il più 0,5% del prezzo registrato per il latte in polvere scremato (Smp), che quota 209 euro al quintale.
 


Chi scende

Non tutti i segnali che giungono a livello internazionale dai mercati lattiero caseari sembrano indicare una ripresa dei prezzi.
Sui principali prodotti, come burro, latte in polvere scremato e intero, cheddar (formaggio di riferimento sui mercati globali), gli indicatori di prezzo sono tutti orientati verso il basso.

In luglio e in agosto questi stessi prodotti, salvo alcune eccezioni, erano tutti con il segno più davanti. E in questo caso si tratta di prezzi attuali, registrati ai primi di settembre.
 


I costi

Se si tratta di un'inversione di tendenza lo scopriremo fra qualche settimana, ma nel frattempo è bene ricordare che le curve dei prezzi del latte tendono a flettere nell'ultima parte dell'anno.
Intanto è bene prendere profitto dal calo dei costi di alimentazione che si muovono in sintonia con la flessione dei costi dell'energia e del petrolio.
 
 

Il latte nel mondo

L'attesa flessione dei prezzi del latte dovrebbe tuttavia seguire senza strappi le curve stagionali, magari tenendosi al di sopra dei livelli dello scorso anno.
A sostegno di questa previsione la sostanziale stabilità della produzione di latte nella Ue, ferma secondo le rilevazioni più recenti (giugno 2019), ad un modesto +0,2%.

Stabile anche la produzione Usa e persino in calo quella australiana. Bisognerà tuttavia fare i conti con l'impennata produttiva della Nuova Zelanda, con il suo +14,1% di aumento registrato in giugno. Questo il dato registrato dalla Commissione, anche se altri analisti sono più cauti nel confermare questo aumento.

In ogni caso è bene ricordare che la Nuova Zelanda è uno dei più importanti produttori mondiali di latte, per una parte rilevante destinato all'export e quindi in grado di incidere molto sull'andamento dei prezzi a livello mondiale.
 
 
Compito difficile quello delle previsioni di mercato.
Un aiuto può venire dall'esame delle tendenze in atto. Ma occorre conoscere i "numeri del latte" e in tempi di mercati globali lo sguardo deve allargarsi a livello internazionale.
Le fonti non mancano e AgroNotizie le raccoglie per dare ai lettori gli strumenti per orientarsi.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: import/export latte prezzi mercati formaggi

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