Agromeccanica: il cambiamento parte dalla scuola

Richiesta al Governo l'istituzione di un indirizzo dedicato alla meccanizzazione agricola negli istituti tecnici superiori di agraria. Aproniano Tassinari di Uncai: "Urge potenziare la formazione"

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Giovani formati adeguatamente possono gestire al meglio le ultime soluzioni per l'agricoltura (Foto di archivio)
Fonte foto: © auremar - Adobe Stock

Oggi si può modernizzare l'agricoltura investendo nello sviluppo di innovazioni, ma anche nella formazione dei giovani. Consapevoli di ciò, a inizio agosto la vicepresidente della Commissione Agricoltura alla Camera Maria Spena e Raffaele Nevi, Anna Lisa Baroni, Roberto BondSandra Savino hanno firmato un ordine del giorno riguardante l'istituzione di uno specifico indirizzo di agromeccanica negli istituti tecnici superiori (Its) di agraria, ottenendo l'approvazione alla Camera.

Il risultato è stato possibile anche grazie agli sforzi di Uncai che si spende per l'aggiornamento degli ordinamenti didattici delle scuole superiori e cerca forme organizzative che integrino i percorsi didattici istituzionali e offrano competenze specifiche agli agromeccanici. "Ora ci auguriamo che l'iter parlamentare della riforma degli Its prosegua senza intoppi" afferma il presidente di Uncai Aproniano Tassinari. "Oggi è fondamentale potenziare la formazione agromeccanica, come richiedono con urgenza le nostre imprese".
 
Da sinistra: Maria Spena, Donato Rossi di Confagricoltura, Aproniano Tassinari di Uncai e Francesco Postorino di Confagricoltura
Da sinistra: Maria Spena, Donato Rossi di Confagricoltura, Aproniano Tassinari di Uncai e Francesco Postorino di Confagricoltura
 

La conoscenza nutre il futuro

Per l'evoluzione del settore primario, la crescente attenzione al ruolo della meccanizzazione non deve fermarsi agli sgravi fiscali dell'agricoltura 4.0, ai fondi del Pnrr (500 milioni di euro per l'innovazione nel comparto) e al rifinanziamento della nuova Sabatini (600 milioni) . "Le misure introdotte sono importantissime, ma senza conoscenze adeguate c'è il rischio che le nuove tecnologie acquistate non vengano sfruttate al meglio" specifica Tassinari.

Dello stesso avviso Maria Spena, secondo la quale "nel Pnrr ha trovato uno spazio importante l’innovazione tecnologica nel settore agromeccanico, ma l'uso di tecnologie 4.0 richiede la presenza di professionisti formati". Dunque, il rinnovo del parco macchine dev'essere accompagnato da un progetto articolato che permetta la condivisione del sapere, in primis dei principi del precision farming e dell'agricoltura digitale, nelle filiere agricole. "Confidiamo che il Governo accolga la proposta di istituire un indirizzo specifico in agromeccanica" conclude Maria Spena.

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