Pochi giorni fa abbiamo parlato di revisione e finanziamenti per l'acquisto di nuove macchine agricole. Due temi molto importanti per tutti gli attori del settore, compresi i commercianti di mezzi agricoli rappresentati da Unacma che ha espresso il proprio parere facendo anche alcune precisazioni.
   

Revisione... una storia infinita

Partendo dalla revisione, l'Unione nazionale dei commercianti di macchine agricole specifica che da circa un anno esponenti del ministero dei Trasporti, Mit (ora Mims), del Mipaaf e dell'Inail sono al lavoro sul famoso decreto attuativo. Il documento - atteso da quasi sei anni, ma non ancora pubblicato - avrebbe il potere di scongiurare ulteriori proroghe così da far partire le prime attività nel 2025 o nel 2026. "Speriamo - leggiamo nella nota di Unacma - che il governo compia gli atti necessari per evitare lo slittamento della revisione, per cui il paese risulta il fanalino di coda in Europa".

Comunque vada, se la revisione partisse a breve le officine dovrebbero seguire corsi sulla sicurezza dei macchinari e sui luoghi di lavoro, nonché sulle corrette modalità di preparazione dei mezzi all'intervento. Inoltre, quelle intenzionate ad effettuare le revisioni internamente dovranno acquistare apposite attrezzature e preparare spazi adeguati per i controlli dei tecnici della motorizzazione.

Tutte attività che richiedono, secondo Unacma, almeno due anni di formazione e preparazione. Tuttavia qualcuno quasi pronto c'è: si tratta di quanti hanno seguito i corsi organizzati da Unacma (tenuti e riconosciuti dall'Inail) cui manca solo di iscriversi a un corso specifico sulla revisione. Ad avere già tutte le carte in regola per effettuare la revisione dovrebbero essere, invece, le officine aderenti al network Unacma Roc (Rete officine certificate).
 

Pnrr: macchine obsolete addio!

Se occorre la sfera di cristallo per conoscere il destino della revisione, qualcosa di più si sa sulle politiche di sostegno per il rinnovo del parco macchine, in particolare sul Piano nazionale ripresa e resilienza (Pnrr) presentato dal governo a Bruxelles il 30 aprile 2021. Nel Pnrr sono stati inseriti 500 milioni di euro destinati ad "innovazione e meccanizzazione agricola" e "innovazione nei processi di trasformazione, stoccaggio e confezionamento dell'olio extravergine". Ancora non è noto l'ammontare dei fondi per ognuno dei due ambiti d'intervento.
 
Secondo Gianni Di Nardo, segretario generale di Unacma, "commercianti, costruttori ed associazioni di agricoltori che hanno presentato proposte concrete per una modernizzazione del parco volta all'aumento della sostenibilità e della sicurezza, dovrebbero far sentire una voce forte e concorde per ottenere i massimi stanziamenti possibili". Del resto, l'obsolescenza dei mezzi agricoli italiani è un grande problema: basandosi sulle immatricolazioni degli ultimi dieci anni, se si iniziassero a mandare in pensione i trattori con più di venticinque anni con un forte investimento dello Stato, servirebbero almeno 65 anni per rinnovare il parco in toto.

Urge fare qualcosa. "È il momento di attivarsi per capire le modalità di utilizzo degli stanziamenti del Pnrr e - afferma Roberto Rinaldin, presidente di Unacma - segnalare il click day come uno strumento inadatto a chi fa acquisti nel corso dell'anno sostituendo i vecchi trattori. Sarà fondamentale adottare procedure diverse orientate alla massima semplificazione".