Pecorino romano Dop, prezzi inchiodati sulla piazza di Milano

Il mercato sembra archiviare i mancati dazi Usa e senza risentirne l'effetto. Ma per la prima volta, a causa dell'emergenza sanitaria, i listini alla Borsa merci vengono consegnati solo in modalità online

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Dal 20 gennaio il prezzo medio è fermo a 7,15 euro al chilogrammo

Il Pecorino romano Dop - stagionatura di 5 mesi e oltre da produttore - e alle condizioni di "franco magazzino di stagionatura", e Iva esclusa, ieri, 24 febbraio 2020 alla Borsa merci di Milano è stato fissato a 7,00 euro al chilogrammo sui minimi e 7,30 euro sui massimi, confermando per la quinta volta consecutiva gli stessi prezzi espressi per la prima volta nella seduta del 20 gennaio 2020 in fase di rialzo.
 

Prezzi tra mancato effetto dazi ed emergenza sanitaria

Questa fase di stabilità - stessi valori da sei sedute consecutive - viene ribadita ad oltre una settimana dall'annuncio dei mancati nuovi dazi Usa, che forse il mercato dava già per scontati, atteso che non hanno sortito effetto neppure sui prezzi fissati il 17 febbraio scorso, anche se in quella occasione poteva ipotizzarsi un mancato effetto annuncio, perché la notizia dei mancati dazi era giunta in ritardo rispetto alle attività di effettiva contrattazione, verosimilmente avvenute in buona parte nei giorni immediatamente precedenti.

Ma occorre anche ricordare, per meglio comprende la reale portata di questi ultimi prezzi, che da ieri il servizio prezzi della Camera di commercio di Milano, Monza e Brianza, come misura precauzionale per l'emergenza sanitaria in atto, non ha ricevuto il pubblico per il deposito cartaceo dei listini prezzi. Ed è rimasta attiva la sola modalità di comunicazione online. E nulla è dato sapere quanto questa mancata possibilità di scegliere la procedura possa aver influito sulla rappresentazione della effettiva profondità del mercato.
 

Prezzi e statistiche

Pertanto, l'ultimo movimento di prezzo al rialzo del Pecorino romano resta quello avvenuto il 20 gennaio scorso, quando il formaggio Dop sardo realizzò un'ulteriore crescita di 10 centesimi al chilogrammo, pari all'1,4% in più rispetto alla precedente seduta del 13 gennaio, quando aveva messo a segno il primo rialzo da 10 centesimi, dopo sei sedute di stasi.

Il 13 gennaio 2020 alla Borsa merci di Milano, il Pecorino romano Dop aveva spuntato prezzi di 6,90 euro al chilogrammo sui minimi e 7,20 euro sui massimi, realizzando una crescita di 10 centesimi al chilogrammo, l'1,44% in più rispetto ai prezzi medi di dicembre 2019.

Secondo il Clal, il Pecorino romano, il cui prezzo è tradizionalmente la base di calcolo di quello del latte ovino sardo, ha oggi un valore medio di 7,15 euro al chilogrammo: superiore a quello di febbraio 2019 del 29,41%, quando il prezzo medio era attestato ad appena 5,53 euro al chilo.

Rispetto a gennaio 2020, il prezzo medio del tipico formaggio sardo è aumentato solo del 0,47%, ma solo per l'effetto di trascinamento degli ultimi due rincari di gennaio e dicembre 2019 sulla media mensile di febbraio. Con la fissazione dei prezzi di ieri, il tipico formaggio della Sardegna vede la corsa verso il livello medio raggiunto a febbraio 2018 - euro 7,70 al chilo - decisamente più lunga.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: latte prezzi mercati formaggi filiera ovini

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