Mozzarella Dop, gioie e dolori dell'export

Il prodotto è sempre più richiesto all'estero, con la domanda supera il 30% della produzione. Ma rimane la difficoltà di superare le barriere non tariffarie di Usa e Cina: il Consorzio di tutela al lavoro

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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La Mozzarella di bufala campana Dop è sempre più richiesta fuori dai confini nazionali
Fonte foto: © bit24 - Fotolia

Aumenta la domanda di Mozzarella di bufala campana Dop all’estero, con valori che superano il 30% sul totale della produzione.
Il Consorzio di tutela è in prima linea nella promozione di attività finalizzate ad agevolare l’export, necessità sempre più avvertita dalle aziende: le potenzialità e le problematiche legate all’export negli Usa e in Cina sono al centro delle nuove iniziative promosse. Il Consorzio di tutela si è mosso in due direzioni proprio al fine di aggirare alcune barriere non tariffarie.
 
Mercato Usa, conoscere il Fsma
Dal 20 al 22 marzo, la  sede del Consorzio di tutela all’interno della Reggia di Caserta ospita il corso di formazione dedicato all’adeguamento alle nuove regole per l’export negli Usa. Le modifiche in atto dal 2011 in materia di Food Safety nell’amministrazione statunitense, in particolare riguardo all’entrata in vigore del Food Safety Modern Act (Fsma), obbligano le aziende che esportano negli Stati Uniti ad elaborare un Food Safety Plan conforme alla normativa Usa e a individuare una figura qualificata -il Preventive Control Qualified Individual - esclusivamente per questo compito all’interno di ogni azienda.

Muovendo da questa necessità il Consorzio di tutela ha promosso il corso di formazione con la Merieux Nutri Science per la qualifica dei tale figura, riservato esclusivamente ai soci del Consorzio. Il corso viene tenuto da qualificati Lead Instructor riconosciuti dalla Food and Drug Administration americana e il personale formato sarà iscritto nell’apposito elenco pubblico previsto dal governo americano.

Cina, la burocrazia doganale dell'Aqsiq
Recentemente il Consorzio di tutela si è recato in Cina, Paese che rappresenta valori ancora limitati in termini di export, ma dalle grandi prospettive. L’analisi degli aspetti della normativa vigente e delle leggi di prossima attuazione è stata il filo conduttore dell’appuntamento organizzato lo scorso 15 marzo in Cina.

Il responsabile dell’area Certificazione del Consorzio, Giampiero Perna, ha preso parte al tavolo tecnico, tenutosi all’Ambasciata italiana di Pechino, sulla promozione e protezione dei prodotti Dop e Igp nel Paese asiatico dal titolo “The Extraordinary Italian taste: Promotion and Protection Of Italian Gis in China”. L’incontro-seminario è stato articolato in quattro fasi: promozione delle Dop e Igp; strategie di protezione in China; incontri tecnici con i distributori e importatori locali; confronti tecnico istituzionali con le autorità sanitarie e doganali cinesi: l'Aqsiq.

Sotto la lente le  attuali criticità  legate allo sdoganamento delle merci e alle lungaggini burocratiche e temporali. In media occorrono da una a tre settimane, in base al tipo di prodotto e alla complessità dei controlli di qualità, per ottenere l’ok all’ingresso dei prodotti. Focus anche sui problemi legati all’interpretazione degli aspetti obbligatori sull’etichettatura specifica, secondo quanto stabilito dalle “Norme Generali per l’Etichettatura dei prodotti alimentari pre-confezionati” stabilite dal Governo cinese, che sono state oggetto preminente dell’incontro tecnico istituzionale.

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Fonte: Consorzio tutela Mozzarella di Bufala Campana

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Tag: import/export latte burocrazia formaggi sicurezza alimentare

Temi caldi: Mozzarella di bufala campana Dop

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