Il sipario sulla 117° edizione di Fieragricola si è chiuso raggiungendo il traguardo di oltre 100mila presenze dal 4 al 7 febbraio scorsi nei padiglioni di Veronafiere. Soluzioni tecnologiche all'avanguardia per rispondere concretamente agli operatori del settore, per un'agricoltura sempre più produttiva, sostenibile, in grado di fronteggiare i cambiamenti climatici in atto, dialogare con le filiere e in linea con le esigenze dei consumatori.


Un'offerta espositiva trasversale, in grado di abbracciare i settori della meccanica agricola, zootecnia, colture specializzate ad alto valore aggiunto come vigneto, frutteto e oliveto, energie rinnovabili, tecnologie per smart irrigation, digitalizzazione e biosolution per la difesa del suolo, servizi. Il tutto in un'ottica di multifunzionalità, sempre più richiesta dalle imprese agricole.

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"L'innovazione è sempre più parte integrante dell'impresa agricola per migliorare efficienza e competitività, e Fieragricola si conferma una piattaforma che accelera il trasferimento tecnologico, collega il mondo della ricerca con quello delle aziende e dei mercati. Inoltre, la manifestazione riveste il ruolo strategico di favorire il dialogo fra le associazioni di categoria, le imprese e le istituzioni, a partire dal Ministero dell'Agricoltura" ha commentato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo.

 

Sul fronte degli arrivi nazionali, il numero degli operatori dal Sud aumenta del 10%, con punte del 30% da Calabria e Sicilia. In crescita anche l'internazionalizzazione, con Fieragricola sempre più ponte per l'area del Mediterraneo e in grado di rispondere alle esigenze di innovazione tecnologica anche dal continente africano.

 

I quattro giorni di fiera hanno rappresentato il sistema agricolo "a 360 gradi, con un'offerta ampia da parte di 816 espositori, oltre 130 convegni, 11 padiglioni occupati e un'area complessiva di 60mila metri quadrati, buyer e operatori da 28 Paesi del mondo" ha precisato Bricolo, ricordando anche le altre manifestazioni dell'ente fieristico che hanno reso Verona un punto di riferimento per il comparto primario.

 

Un settore fondamentale da tutelare

Il settore in Italia vale 77 miliardi di euro alla produzione primaria e 700 miliardi di euro ampliando lo sguardo a tutta la filiera agroalimentare. "L'agricoltura e l'agroalimentare italiani non sono secondi a nessuno - ha detto il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, intervenendo all'inaugurazione di Fieragricola 2026 -. Abbiamo di fronte a noi le sfide della sostenibilità, della formazione e della filiera e dobbiamo difendere la redditività delle imprese agricole".

 

Il Governo ha "messo a disposizione del settore oltre 15 miliardi di euro" ha affermato il sottosegretario al Ministero dell'Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, Patrizio Giacomo La Pietra, proprio per fronteggiare le complesse situazioni internazionali che hanno segnato il 2025, dalla minaccia dei dazi all'annuncio della Commissione Ue dei tagli delle risorse della Politica Agricola Comune.

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Fra gli interventi a beneficio del comparto primario, La Pietra ha ricordato gli "oltre 4,5 miliardi per i contratti di filiera, risorse che tornano direttamente sul territorio, i 2,5 miliardi di euro per l'Agrisolare, ma anche fondi per oltre un miliardo di euro del ColtivaItalia in discussione alla Camera per sostenere le filiere più deboli, dall'olio alla zootecnia, ma anche per la formazione in agricoltura".

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Fieragricola, dove l'innovazione si vede

Luogo di incontro e scambio, piattaforma che accelera il trasferimento tecnologico: questa è Fieragricola. Il claim dell'edizione 2026 "Full Innovation" "non è uno slogan, ma un approccio: tecnologia, competenze e nuovi modelli che entrano in campo e in stalla per far crescere efficienza e competitività" come ha detto il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini, perché "In fiera l'innovazione si vede, si confronta, si valuta. E soprattutto si mette in condizione di arrivare sul mercato".

 

E proprio a questo tema è stato dedicato il convegno "Full Innovation: l'agricoltura italiana tra realtà produttiva e consumatori", sotto la lente, la fotografia dell'agricoltura italiana oggi.

 

La multifunzione caratterizza massicciamente il comparto: "Pesa per quasi il 20% dell'intero valore della produzione agricola italiana, con forti accelerazioni negli ultimi anni per agriturismo (+63%), vendita diretta (+51%) e produzione di energie rinnovabili (+17%)", ha detto Denis Pantini, responsabile Agrifood di Nomisma presentando la ricerca "così come la distintività, grazie alle Indicazioni Geografiche e a una Dop Economy che ha raggiunto ormai i 20,7 miliardi di valore all'origine".

 

Tea, migliorare la qualità delle produzioni

Innovare è essenziale per accompagnare un ricambio generazionale che è per l'Italia uno dei meno fluidi d'Europa, ma lo è anche per combattere la crisi climatica che morde sempre di più le campagne italiane: nel 2015 sono stati registrati in Italia tre eventi climatici estremi, nel 2024, invece, 36. Servono quindi strumenti per migliorare la qualità delle produzioni, ma anche per incrementare competitività e redditività delle imprese. Una risposta arriva dalle Tea.

 

"Il 2026 dovrebbe essere l'anno delle Tea, le Tecniche di Evoluzione Assistita, nell'ambito delle quali il Crea sta portando avanti alcuni progetti, grazie anche al finanziamento del Masaf di 12 milioni di euro. Contiamo di poter partire con le sperimentazioni per arrivare a trasmettere le innovazioni all'agricoltura, in modo da migliorare le produzioni, renderle più sostenibili e tradurre il valore della ricerca in valore economico, così da generare reddito per l'impresa".

 

Così il professor Andrea Rocchi, presidente del Crea, Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria, ha tracciato la rotta sulle Tea, che "Rappresentano una delle due facce dell'innovazione, insieme all'intelligenza artificiale".

 

Con un'avvertenza: "Da sole le Tea non possono fare dei miracoli, ma possono aiutare molto anche per migliorare ulteriormente la qualità dei prodotti agricoli".

 

Padiglioni a Fieragricola 2026

 Oltre 100mila visitatori a Fieragricola 2026

(Fonte foto: AgroNotizie®)

 

Dati e digitale per il futuro dell'agricoltura

I dati sono un ulteriore strumento strategico per il futuro dell'agricoltura, ma ad una condizione: devono comunicare tra loro. Solo così possono portare davvero valore, sia nell'applicazione dell'intelligenza artificiale che nella semplificazione dei controlli pubblici, nella gestione dei registri digitali così come nelle certificazioni di sostenibilità. Lo sa bene Image Line®, agrodigital hub che si occupa di soluzioni digitali per l'agricoltura del cui network fa parte anche AgroNotizie®, che a questo tema ha dedicato ben quattro convegni a Fieragricola 2026.

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Meno burocrazia e più servizi utili per le aziende agricole grazie a dati affidabili, standard condivisi e flussi informativi continui: è quanto mostrano casi concreti e modelli operativi. Ne sono una testimonianza i risultati dell'indagine "Percorsi di innovazione per la competitività sostenibile delle aziende agroalimentari", condotta dall'Università di Torino in collaborazione con Image Line®.

 

"Il focus su intelligenza artificiale, interoperabilità e digitale di Fieragricola 2026 si inserisce in un percorso di innovazione già avviato dalle imprese agricole italiane" ha detto Ivano Valmori, accademico ordinario dell'Accademia dei Georgofili e ceo e founder di Image Line®.

 

"I risultati preliminari della ricerca mostrano come il digitale venga oggi adottato soprattutto per rispondere a sfide strutturali: il 55% delle aziende lo utilizza per ottimizzare l'impiego di acqua e input tecnici. Il fatto che il 67% del campione utilizzi già software gestionali per la gestione integrata dei dati - come QdC® - Quaderno di Campagna® - evidenzia come le basi della trasformazione digitale siano solide, creando il contesto su cui i sistemi di intelligenza artificiale possono innestarsi come leva strategica per l'evoluzione futura del settore".

 

Soluzioni digitali già operative dimostrano come la gestione integrata dei dati aziendali sia centrale per affrontare le transizioni dell'agricoltura del giorno d'oggi, come il cambiamento climatico, la sostenibilità ambientale, l'uso efficiente delle risorse e la competitività delle filiere. L'interoperabilità trasforma il dato in una leva decisionale che aiuta aziende e istituzioni a realizzare politiche agricole più intelligenti e basate su informazioni verificabili.

 

"Il cambiamento climatico è indicato come principale criticità dal 50% delle imprese agricole, mentre sostenibilità ambientale e gestione efficiente delle risorse emergono come priorità concrete" ha commentato Cristiano Spadoni, Project Development leader di Image Line®, che ha collaborato alla ricerca. Spadoni riporta le evidenze delineate dallo staff del Dipartimento torinese che ha curato l'indagine. "In questo contesto, il digitale non è solo uno strumento di efficientamento, ma un supporto strategico ai processi decisionali e di innovazione".

 

Il digitale "Aiuta le imprese a compiere scelte più consapevoli e a strutturare percorsi di adattamento e crescita - ha detto Spadoni -. Non è un caso che oltre metà del campione si dichiari pronta a investire in nuove tecnologie per migliorare sostenibilità e produttività: un segnale chiaro di come l'innovazione digitale sia ormai percepita come una leva strategica per il futuro dell'agricoltura. Ne è un ulteriore esempio il progetto da oltre due milioni di euro di cui è capofila Image Line®: LIFE VitiCaSe già oggi consente alle cantine partner di monitorare le pratiche di viticoltura rigenerativa adottate e si sta avviando verso la certificazione dei crediti di carbonio prodotti".

 

L'impresa faentina è stata inoltre premiata con la Foglia d'argento del Premio Innovazione Fieragricola 2026 per agrinput®, l'app che integra l'intelligenza artificiale per garantire in campo l'uso corretto e in sicurezza di agrofarmaci e fertilizzanti.

 

Zootecnia protagonista della 117° edizione di Fieragricola

La manifestazione veronese ha ospitato la prima edizione degli Stati Generali della Zootecnia organizzati da Fieragricola insieme ad Assalzoo, l'associazione di riferimento dell'industria mangimistica, così come la firma dell'accordo con Filiera Italia per la produzione sostenibile di biocarburanti.

 

Ultimo evento nel programma della rassegna, la 55° Mostra Nazionale della Razza Bruna che ha incoronato campionessa assoluta "Mirina" della Società Agricola La Torre di Olzeri Adolfo e C., a Baceno (Vb).

Il ring di Fieragricola segna il debutto della Suprême Champion, la finalissima fra le manifestazioni zootecniche che incorona la campionessa assoluta fra le vincitrici della razza Red Holstein, Black Holstein, Bruna e Jersey. La regina delle bovine da latte si chiama "Bbs Tracy", con una produzione media di latte che si aggira intorno ai 32 litri al giorno, dell'Azienda La Favola a Lesignano De' Bagni (Pr).


Per il 23° Open Holstein Dairy Show hanno vinto "Fantasy Darsena", per la razza Black Holstein, della Società Agricola Oitana Guido e Ezio di Torino; "Old Road Gr Ranger Cloud R" per la razza Red Holstein, dell'Azienda Agricola Simonazzi Aurelio, Ernesto e Landini Mirte di Reggio Emilia; "Dotti Victorious Sharon Et", della Società Agricola La Corte di Dotti &C. di Modena.

 

Il prossimo appuntamento con Fieragricola è in programma dal 2 al 5 febbraio 2028.

 

QdC® e  Quaderno di Campagna®, agrinput® e AgroNotizie® sono marchi registrati da Image Line® Srl Unipersonale

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