Piante officinali e fiscalità, lettera aperta della Fippo ai ministeri dell'Agricoltura e dell'Economia

La Federazione italiana produttori si oppone alla tassazione con regime di impresa

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Piante officinali e fiscalità: la posizione della Fippo

Con il DM Finanze 5 ago 2010, che aggiorna le c.d. attività connesse all'agricoltura in connessione con la revisione dei codici Ateco le spezie, piante aromatiche e farmaceutiche (che dal codice 01.12.1p passano a 01.28.00) non rientrano più fra i beni considerati oggetto di trasformazione connessi ad attività agricola: ne consegue dunque che tali attività verranno tassate con regime di impresa e non più con il regime agevolato.

La Fippo, Federazione italiana produttori di piante officinali, ha scritto ai ministeri dell'Agricoltura e dell'Economia, sottolineando come questa iniziativa sia estremamente dannosa per un settore ancora giovane e di nicchia come quello delle piante officinali, ma fiorente e bisognoso di incentivi o quanto meno di non-penalizzazioni. Questo settore rappresenta una valida alternativa all'agricoltura di prodotti di massa: la coltivazione e trasformazione delle piante officinali è idonea a creare redditi interessanti e posti di lavoro, anche in aziende di piccola dimensione, legate al territorio e con agricoltura eco-compatibile, pur rimanendo di fatto un'attività direttamente legata a prodotti della terra.

La Fippo aggiunge che una tale penalizzazione colpisce le imprese, spesso medie e piccole, in maniera irragionevole con un beneficio per l'erario risibile rispetto al 'danno' arrecato.

La Fippo invita dunque il ministero competente a rivedere la sua posizione riclassificando le piante come prodotti agricoli e di conseguenza i relativi trasformati, come prodotto connesso all'attività agricole.

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