Dopo la metà di gennaio i mercati internazionali del grano duro perseverano in un andamento contrastante, ma a parti parzialmente invertite, con una impronta che torna ribassista negli Usa, anche se legata alla rivalutazione del biglietto verde, e di segno parzialmente rialzista in Canada.

 

I listini canadesi vedono il prezzo Fob del Cwad di prima qualità sulla piazza di Toronto rimanere stabile a 238 euro alla tonnellata il 14 gennaio scorso sulla precedente rilevazione del 7 gennaio 2026. Il 19 gennaio scorso risulta in ripresa fino a 240,84 euro alla tonnellata, in aumento di 2,61 euro sulla settimana precedente, il prezzo Fob per i carichi in partenza da Vancouver via Oceano Pacifico, per effetto di un timido aumento dei costi di trasporto interni tra il Saskatchewan ed il porto canadese di Vancouver che si è sommato ad un timido rialzo dei prezzi all'ingrosso all'esportazione.

 

Negli Usa il 19 gennaio 2026 il prezzo Fob del Northern Durum - rilevato in partenza dai porti dei grandi laghi - è di 264,90 euro alla tonnellata, in calo di 1,22 euro sulla quotazione del 12 gennaio scorso, ma solo per effetto della svalutazione del dollaro Usa. E lo stesso prodotto - in partenza dal Golfo del Texas il 16 gennaio - ha seguito una sorte simile, ma più pesante: è stato rilevato 256,35 euro alla tonnellata, in diminuzione di 9,77 euro alla tonnellata rispetto alla quotazione del 9 gennaio.

 

A Chicago, il Future Durum Wheat Index presenta un calo dello 0,20%. In diminuzione anche l'Indice europeo Sitagri, che il 21 gennaio 2026 ha perso lo 0,16% sulla settimana scorsa, il tutto mentre i noli marittimi rialzano la testa e sembrano dare segnali di ripresa.

 

In Italia i prezzi del frumento duro fino nazionale nelle borse merci risultano ugualmente contrastati. Al netto della mancata rilevazione di Bari, si segnalano i cali di Napoli, che perde 5 euro alla tonnellata sui minimi e 15 euro sui massimi, di Milano dove i frumenti duri di Nord e Centro Italia perdono 3 euro alla tonnellata, e a Bologna, dove il frumento duro fino accusa una perdita secca di 5 euro alla tonnellata.

 

Calma relativa anche per i prezzi all'origine rilevati da Ismea e monitorati settimanalmente da AgroNotizie® tra il 12 ed il 19 gennaio 2026: quando si segnala la diminuzione dei prezzi di 5 euro alla tonnellata sulle piazze di Bologna e Ferrara.

 

Un'ultima doverosa notazione: nei giorni scorsi il ministro dell'Agricoltura italiano, Francesco Lollobrigida, ha firmato il Decreto che istituisce la Commissione Unica Nazionale per il prezzo del grano duro. La Cun allo stato è in via di composizione: una volta nominati i rappresentanti delle varie categorie, potrà essere operativa. Da quel momento AgroNotizie® ne pubblicherà i prezzi.

 

Noli, Dry Bulk in rimonta

L'Indice Dry Bulk del Baltic Exchange, che misura il costo delle spedizioni di merci in tutto il mondo ed è punto di riferimento per il mercato dei noli marittimi ieri, 21 gennaio 2026, è salito per il quarto giorno consecutivo, aumentando del 4,3% e raggiungendo il massimo dal 6 gennaio a 1.803 punti, sostenuto da tutti i segmenti di mercato. Un'inversione di tendenza ancora breve, ma secca, che fa seguito alla caduta intervenuta dal 3 dicembre scorso, che aveva visto l'indice colare a picco dai 2.845 punti raggiunti in quella data fino ai 1.566 dello scorso 14 gennaio, data rispetto alla quale l'indice ora ne guadagna 237 (+15,13%). Rispetto al 3 dicembre 2025, quando l'indice veleggiava sui massimi da dicembre 2023 a 2.845 punti, ieri le perdite si sono ridotte a 1.042 punti (-36,63%).


Dal 18 giugno 2025, quando il Dry Bulk Index del Baltic Exchange era attestato a 1.874, si contano alla data di ieri perdite per soli 71 punti (-3,79%). E solo rispetto ai 1.303 punti del 28 maggio 2025, l'indice ieri riporta un vantaggio di 500 punti (+38,37%). L'indice al 21 gennaio 2026 su base annuale guadagna il 101,90%, mentre la settimana scorsa guadagnava il 47,32%.

 

L'Indice Panamax, che è parte del Dry Bulk del Baltic Exchange e che fa riferimento alle navi che di solito trasportano tra 60mila e 70mila tonnellate di carbone o grano, è salito ieri del 2,3% al suo massimo da metà dicembre a 1.606 punti, incrementando il suo valore di 289 unità (+21,94%) rispetto al 7 gennaio scorso, quando era attestato a 1.317 punti.

 

Torna al sommario

 

Indice europeo Sitagri a -0,16%

L'Indice europeo dei prezzi del grano duro Sitagri il 21 gennaio 2026 ha chiuso a 264,82 euro alla tonnellata, in diminuzione di 0,42 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 20 gennaio 2026 (-0,16%) e in calo di pari importo sui 265,24 euro del 14 gennaio scorso (-0,16%), elementi che danno conto di un andamento piuttosto altalenante nel corso degli ultimi giorni.

 

L'Indice Sitagri del grano duro costituisce un benchmark sintetico quotidiano delle quotazioni del grano duro e rappresenta sei mercati regolamentati di riferimento importanti: tre in Italia (Bologna, Altamura e Foggia) e altrettanti in Francia (Port-La-Nouvelle, Rouen e La Pallice).

 

Torna al sommario

 

Chicago, Future Durum Wheat Index a -0,20%

Il Future Durum Wheat Index $Cdwi alla Borsa di Chicago sui contratti da regolare a pronti il 20 gennaio scorso risulta essere pervenuto a 579,77 punti, poco meno di 5,80 dollari Usa per bushel, in diminuzione di 1,14 punti sui 580,91 rilevati il 13 gennaio 2026 (-0,20%), quando si era già registrata una diminuzione di 5,15 sui 586,06 punti rilevati il 6 gennaio 2026 (-0,88%). 

Dai 550,41 punti messi a segno il 21 ottobre 2025, l'indice traccia ancora una tendenza positiva fino al 20 gennaio: 29,36 punti in più (+5,33%), anche se resta da notare che durante le ultime settimane l'indice è prima salito fino ad oltre quota 588 punti il 2 gennaio scorso, per poi calare fino a 579,77 nella giornata di martedì scorso, finendo al di sotto della linea di resistenza di quota 580, seppure per pochi decimali.

 

Occorre pertanto verificare a breve se si tratta solo di una fase di stanca a preludio di una nuova risalita dell'indice o se ci si trova all'inizio di una nuova fase di tendenza ribassista, che chiuderebbe la fase dei rialzi avviatasi con decisione a partire dall'inizio della terza decade di ottobre 2025. Nel mentre appaiono ancora decisamente lontani i traguardi pure recenti di questo indice, come i 904,50 punti del 19 dicembre 2023 o il picco di 1.087,63 punti (quasi 10,88 dollari Usa per bushel) raggiunto il 9 agosto 2023.

 

Inoltre, la quotazione del 20 gennaio scorso, valorizzata al cambio di ieri, 21 gennaio 2026, è pari a 182,10 euro alla tonnellata, in diminuzione di 1,16 euro alla tonnellata sulla quotazione del 13 gennaio scorso valorizzata al cambio della stessa giornata in 183,26 euro alla tonnellata. Tale diminuzione è frutto del calo dell'indice in dollari Usa il cui effetto è stato amplificato dal deprezzamento della divisa americana, calata dagli 0,86 euro per un dollaro Usa del 13 gennaio scorso allo 0,85 del fixing di ieri.

 

Torna al sommario

 

Prezzi Fob canadesi contrastati tra 238 e quasi 241 euro

Secondo il rapporto della Commissione Ue sul mercato internazionale dei cereali, aggiornato al 14 gennaio 2026, il prezzo Fob canadese rilevato per il grano Cwad di prima qualità al St. Lawrence Market di Toronto è stato di 280 dollari Usa alla tonnellata per i contratti stipulati in moneta americana e di 238 euro alla tonnellata per quelli conclusi in eurovaluta, registrandosi sul 7 gennaio scorso stabilità per le quotazioni denominate in entrambe le monete. Tale condizione di mercato ribadisce la stabilità delle quotazioni a 280 dollari alla tonnellata del 7 gennaio sulle quotazioni del 17 dicembre 2025 e conferma, per la quotazione in euro, quella raggiunta lo scorso 7 gennaio a seguito di un calo di 2 euro sui 240 ancora registrati il 17 dicembre scorso.

 

Più in generale, dal 9 aprile 2025 al 14 gennaio 2026, mentre i contratti in dollari Usa hanno perso 40 dollari rispetto ai 320 dollari di quotazione (-12,50%), quelli in moneta unionale, dopo aver raggiunto quota 290 euro alla tonnellata il 9 aprile, hanno perso fino al 14 gennaio scorso ben 52 euro di controvalore con la quotazione di 238 euro alla tonnellata (-17,93%).

 

In ogni caso, dal 5 dicembre 2023, quando il cereale pastificabile era quotato a 425 dollari alla tonnellata, al 14 gennaio 2026 il prezzo Fob del Cwad sulla piazza di Toronto ha perso 145 dollari. Dal 5 dicembre 2023, quando i contratti in euro a prezzo Fob dello stesso cereale erano quotati 393 euro alla tonnellata, al 14 gennaio 2026 perdono 155 euro alla tonnellata.
 
Il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 19 gennaio 2026 riporta il prezzo del grano Cwad di prima qualità e al 13% di proteine in partenza dal porto di Vancouver sull'Oceano Pacifico, fissato in 389,53 dollari canadesi alla tonnellata, in ripresa di 4,10 dollari sui 385,43, fissati il 12 gennaio scorso, quando si era verificato un pesante calo di 13,16 dollari canadesi sui 398,59 rilevati del 5 gennaio 2026.


Rispetto al 2 settembre 2025, quando le quotazioni del Cwad sulla piazza di Vancouver erano attestate a 420,31 dollari canadesi alla tonnellata, la perdita complessiva al 19 gennaio 2026 è comunque di 30,78 dollari canadesi alla tonnellata.

La quotazione del prezzo Fob del Cwad di prima qualità raggiunta il 19 gennaio scorso a Vancouver al cambio del 21 gennaio 2026 è pari a 240,84 euro alla tonnellata, in aumento di 2,61 euro sulla precedente quotazione del 12 gennaio scorso valorizzata al cambio del 13 gennaio 2026 in 238,23 euro alla tonnellata. Tale aumento è legato essenzialmente alla ripresa del valore in dollari canadesi del prezzo Fob, perché è rimasto di fatto quasi inalterato il cambio tra il 13 ed il 21gennaio 2026 e continua a mantenersi intorno agli 0,62 euro per un dollaro canadese.

 

Torna al sommario

 

Prezzi Fob Usa calano tra 256 e meno di 265 euro

Il rapporto settimanale dei prezzi Fob compilato dalla Us Wheat Associates il 16 gennaio 2026 contiene il prezzo Fob del Northern Durum in partenza dal Golfo del Texas con consegna marzo - aprile 2026, fissato in 300 dollari alla tonnellata, in calo di 10 dollari sulla precedente quotazione del 9 gennaio scorso di 310 dollari alla tonnellata, che si era tenuta stabile sin dal 12 dicembre 2025, quando si era verificato un aumento di 10 dollari alla tonnellata sulla ancor precedente quotazione del 5 dicembre 2025.

 

La quotazione del 16 gennaio scorso del prezzo Fob del Northern Durum in partenza dal Golfo del Texas, valorizzata al cambio del 21 gennaio 2026 è pari a 256,35 euro alla tonnellata, in diminuzione di 9,77 euro alla tonnellata rispetto alla quotazione del 9 gennaio scorso valorizzata in euro al cambio del 13 gennaio 2026 in 266,12 euro alla tonnellata.
Il calo in euro è spiegato dalla secca diminuzione delle quotazioni in dollari Usa il cui effetto è stato amplificato dal deprezzamento della divisa americana, calata dagli 0,86 euro per un dollaro Usa del 13 gennaio scorso allo 0,85 del fixing di ieri.

 

Secondo il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 19 gennaio 2026, il prezzo Fob del Northern Durum in partenza dai porti della regione dei grandi laghi verso l'Atlantico è quotato a 310 dollari Usa alla tonnellata, stabile rispetto alla quotazione del 12 e del 5 gennaio scorso, quando si era registrato un aumento di altri 10 dollari rispetto alla quotazione del 15 dicembre scorso, giorno in cui era aumentata di altri 5 dollari sull'8 dicembre 2025.

 

La quotazione del prezzo Fob del Northern Durum in partenza dai porti della regione dei grandi laghi verso l'Atlantico del 19 gennaio al cambio del 21 gennaio 2026 è pertanto pari a 264,90 euro alla tonnellata, in calo di 1,22 euro sulla quotazione del 12 gennaio scorso, valorizzata al cambio del 13 gennaio 2026 in 266,12 euro alla tonnellata. In questo caso, data la stabilità del prezzo in moneta americana, il calo in euro è spiegato interamente dal deprezzamento della valuta Usa, scesa dagli 0,86 euro per un dollaro del 13 gennaio scorso agli 0,85 euro per un dollaro del fixing del 21 gennaio 2026.

 

Torna al sommario

 

Canada, export basis in aumento trascinano al rialzo il prezzo Fob

Il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 19 gennaio 2026 ha rilevato - dal silo principale del Nord Ovest - un prezzo di acquisto all'ingrosso per l'esportazione del Cwad numero 1 al 13% di proteine di 275,00 dollari canadesi alla tonnellata, in aumento di 0,47 dollari canadesi sui 274,53 dollari registrati il 12 gennaio scorso.

 

Il 19 gennaio gli export basis per il Cwad diretto dal Saskatchewan al porto di Vancouver sono stati pari a 114,53 dollari canadesi alla tonnellata, in aumento di 3,63 dollari canadesi sui 110,90 rilevati il 12 gennaio scorso.

 

Pertanto l'aumento del prezzo Fob del Cwad di prima qualità a Vancouver di 4,10 dollari canadesi è stato frutto del rialzo di 3,63 dollari dei costi di trasporti interni, a cui si è aggiunto l'aumento di 0,47 dollari canadesi del prezzo di acquisto all'ingrosso per l'esportazione.

 

Torna al sommario

 

Rapporto Usda, Canada con export superiore allo scorso anno

Secondo il rapporto Usda di gennaio, citato dal report della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 19 gennaio 2026 "Il ritmo delle esportazioni di grano canadese ha rallentato nelle ultime settimane, ma si attesta comunque ben al di sopra dei livelli dell'anno scorso, con un aumento dell'11% fino ad oggi, ma del 15% nelle ultime settimane. Sono state esportate (nella campagna di commercializzazione 2025-2026 Ndr) 10,3 milioni di tonnellate, contro i 9,3 milioni di tonnellate dello stesso periodo dell'anno scorso".

 

Secondo gli analisti canadesi "Il ritmo ha seguito un andamento costante per tutte le prime 23 settimane della stagione di commercializzazione del grano, mentre ci avviciniamo alla metà dell'anno di commercializzazione".
Inoltre "Si prevede che le esportazioni di grano duro dal Canada raggiungeranno un totale annuale di circa 5,4 milioni di tonnellate, pertanto ulteriori 3,2 milioni di tonnellate dovranno essere esportate dal Paese prima della fine dell'anno di commercializzazione del raccolto, prevista per fine luglio 2026. Sarà necessario un ritmo costante. Il ritmo attuale si sta avvicinando ad un output finale 5,1 milioni di tonnellate secondo i dati Cgc, ma questo dato oscilla costantemente settimanalmente".

 

Torna al sommario

 

Rapporto Usda, Usa aumenta export di grano duro

Secondo il rapporto Usda di gennaio 2026 "Le vendite di grano duro per gli Stati Uniti sono aumentate del 17% su base annua, con 416mila tonnellate di grano duro richieste rispetto alle 354mila tonnellate dell'anno scorso nello stesso periodo. L'Italia è il principale acquirente finora con 132mila tonnellate richieste, appena al di sopra delle 124mila tonnellate dell'anno scorso. L'Algeria ha registrato 74mila tonnellate contro le 49mila tonnellate dell'anno scorso. Infine, le vendite messicane sono state di 88mila tonnellate".

 

Torna al sommario

 

Panoramica Italia

In questa tabella riassumiamo le quotazioni puntuali del grano duro fino di produzione nazionale nelle principali borse merci italiane con l'indicazione della variazione rispetto alla seduta della scorsa settimana. Questa tabella non ha la pretesa di essere esaustiva: per i dettagli completi e l'analisi per singola piazza, si veda la sezione dedicata più sotto.

 

Piazza

Seduta

Prezzo minimo/

massimo (€/t)

Variazioni

(€/t)

Foggia 21 gennaio 2026 285-290  Stabile
Roma 21 gennaio 2026 253-256 Stabile
Napoli 20 gennaio 2026 315-320 (-5) - (-15)
Bari 20 gennaio 2026 Listino Non Pervenuto Listino Non Pervenuto
Milano Nord 20 gennaio 2026 286-291 -3
Milano Centro 20 gennaio 2026 303-308 -3
Altamura 16 gennaio 2026 285-290 Stabile
Bologna 15 gennaio 2026 265-270 -5

 

Torna al sommario

 

Borsa Merci Foggia

Borsa Merci di Foggia ieri - 21 gennaio 2026 - ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025, peso specifico minimo 79,5-80 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime comprese tra il 12 ed il 12,50% a 285 euro alla tonnellata sui minimi e 290 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute dal 26 novembre scorso in avanti, quando invece si era manifestato un calo di 2 euro sulla ancor precedente seduta del 19 novembre 2025.

 

Con i valori ribaditi il 21 gennaio 2026, i prezzi risultano inferiori di 20 euro sull'ultima quotazione della mietitura 2024, che risale al 28 maggio 2025, quando il cereale pastificabile era attestato su una forchetta di 305-310 euro alla tonnellata.

 

Inoltre, le quotazioni del 21 gennaio 2026 del frumento duro fino a Foggia sono inferiori di 52 euro a quelle del 19 giugno 2024, data di esordio delle quotazioni della mietitura 2024, attestate sui valori di 337-342 euro alla tonnellata. Mentre si colloca a 65 euro alla tonnellata il deficit di valore sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate il 29 maggio 2024, quando il grano duro fino nazionale era stato fissato a 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi.

Dal 2 agosto 2023, quando il frumento duro mietitura 2023 aveva raggiunto quotazioni di 455-460 euro alla tonnellata, si sono registrate sulla piazza dauna al 21 gennaio 2026 perdite per 170 euro alla tonnellata.

 

Torna al sommario

 

Borsa Merci Roma

Borsa Merci di Roma ieri - 21 gennaio 2026 - ha quotato il grano duro fino nazionale, mietitura 2025, alle condizioni di franco partenza, provenienza Lazio, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi ogni 100 litri e proteine minime al 12% a 253 euro alla tonnellata sui minimi e a 256 euro sui massimi, stabile sui valori delle precedenti sedute dal 26 novembre scorso in avanti, quando invece si era verificato un calo di 2 euro alla tonnellata sulle quotazioni del 19 ottobre scorso, giorno in cui si era rivelato stabile sulle precedenti sedute a partire da quella del 22 ottobre 2025.

 

I valori del 21 gennaio risultano in perdita di 22 euro alla tonnellata sui minimi e di 24 euro sui massimi sugli ultimi prezzi noti della mietitura 2024, quelli della seduta del 28 maggio 2025: 275 euro alla tonnellata sui minimi e 280 euro sui massimi. I prezzi del 21 gennaio 2026 sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate nella seduta del 5 giugno 2024, riscontrano un ancor più pesante calo di 59 euro alla tonnellata sui minimi e di 66 euro sui massimi. Questi i prezzi che furono assegnati il 5 giugno 2024: 312 euro alla tonnellata sui minimi e 322 euro sui massimi.


Dal 2 agosto 2023, quando il frumento duro sulla piazza capitolina aveva raggiunto quotazioni di 405-415 euro alla tonnellata, si registrano al 21 gennaio 2026 perdite pari a 152 euro alla tonnellata sui minimi e a 159 euro sui massimi.

 

Torna al sommario

 

Associazione Granaria Meridionale di Napoli

Alla Borsa Merci Napoli la Commissione Prezzi, nella giornata di martedì 20 gennaio 2026, ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025, alle condizioni di franco arrivo, qualificato con proteine minime tra 14% e 15%, peso specifico 80-82 chilogrammi per 100 litri e umidità al 13%. Questi i prezzi fissati: 315 euro alla tonnellata sui minimi e 320 euro sui massimi, in calo sulla precedente seduta del 13 gennaio scorso di 5 euro sui minimi e di 15 euro sui massimi. Su questa piazza la quotazione di 320-335 aveva retto dall'11 novembre 2025 fino al 13 gennaio 2026.

 

Le quotazioni del 20 gennaio risultano inferiori di 8 euro sui minimi e di 5 euro sui massimi rispetto agli ultimi prezzi noti della mietitura 2024, ovvero 323 euro alla tonnellata sui minimi e 325 euro sui massimi, registrati il 27 maggio 2025. La quotazione del 20 gennaio 2026 risulta più bassa di 45 euro sia sui minimi che sui massimi rispetto a quella del 18 giugno 2024, data di esordio della campagna commerciale 2024-2025 del grano duro fino nazionale sulla piazza di Napoli, pari ad una forchetta di 360 euro alla tonnellata sui minimi e 365 euro sui massimi.


Rispetto all'ultima quotazione del grano duro fino nazionale - mietitura 2023 - dell'11 giugno 2024 si rilevano prezzi più bassi di 35 euro sia sui minimi che sui massimi, dato che i valori assegnati nella seduta dell'11 giugno 2024 furono di 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi.


Dal 1° agosto 2023, quando il frumento duro sulla piazza partenopea aveva raggiunto quotazioni di 465-480 euro alla tonnellata, si registrano al 20 gennaio 2026 perdite pari a 150 euro sui minimi e 160 euro sui massimi.

 

Torna al sommario

 

Borsa Merci Bari

Il listino della Borsa Merci Bari non è pervenuto, al contempo non si hanno notizie certe di una eventuale mancata riunione della Commissione Cereali, che avrebbe comunque dovuto tenersi il 20 gennaio 2026. Pertanto non si dà seguito alla pubblicazione neanche delle quotazioni dell'ultima seduta nota.

 

Torna al sommario

 

Associazione Granaria di Milano

L'Associazione Granaria di Milano il 20 gennaio 2026 ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025, alle condizioni escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento, così suddiviso per provenienze e qualificazioni:

  • Nord Italia, peso specifico 78-80 chilogrammi ogni 100 litri, proteine 13,5%, 286 euro alla tonnellata sui minimi e 291 euro sui massimi, in calo di 3 euro sulla precedente seduta del 13 gennaio scorso. Si tratta di quotazioni inferiori di 26 euro sui minimi e di 28 euro sui massimi rispetto alle ultime della campagna 2024-2025, pari a 312-319 euro, registrate nella seduta del 10 giugno 2025. Inoltre, i prezzi del 20 gennaio 2026 risultano in calo di 59 euro sui minimi e di 64 euro sui massimi sull'ultima quotazione della mietitura 2023, esitata il 4 giugno 2024 a 345-355 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando questo frumento su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 415-425 euro alla tonnellata, si registrano al 20 gennaio 2026 perdite pari a 129 euro alla tonnellata sui minimi e 134 euro sui massimi.
  • Centro Italia, peso specifico e proteine non determinato, 303 euro alla tonnellata sui minimi e 308 euro sui massimi, in calo di 3 euro sulla precedente seduta del 13 gennaio scorso. Si tratta di quotazioni inferiori di 18 euro sui minimi e di 23 euro nei massimi rispetto alle ultime della campagna commerciale 2024-2025 pari a 321-331 euro, esitate nella seduta del 10 giugno 2025. I prezzi del 20 gennaio 2026 risultano in calo di 59 euro sui minimi e di 64 euro sui massimi sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate il 4 giugno 2024 a 362-372 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando questo frumento su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 430-440 euro alla tonnellata, si registrano perdite al 20 gennaio 2026 pari a 127 euro alla tonnellata sui minimi e a 132 euro sui massimi.

 

Il 20 gennaio scorso sono stati quotati a Milano i frumenti duri esteri comunitari, mietitura 2025, a 285 euro alla tonnellata sui minimi e 290 euro sui massimi, stabili sulla precedente seduta del 13 gennaio scorso, quando invece si era verificato un calo di 3 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 30 dicembre 2025, quando si era registrata una prima flessione di 2 euro sulla seduta del 23 dicembre 2025.

 

Si tratta di valori inferiori di 20 euro sui minimi e di 24 sui massimi rispetto alle più recenti quotazioni della mietitura 2024, registrate nella seduta del 17 giugno 2025 e pari a 305-314 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando i frumenti esteri comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 400-420 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 115 euro alla tonnellata sui minimi e 130 euro sui massimi.


I frumenti duri esteri non comunitari sulla piazza di Milano - quotati il 20 gennaio 2026 a 313 euro alla tonnellata sui minimi e 323 euro sui massimi - risultano stabili sulle precedenti sedute del 13 gennaio 2026 e del 30 dicembre 2025, quando i valori avevano accusato un calo di 2 euro sulle sedute dal 23 settembre al 23 dicembre, quando i prezzi si erano tenuti stabili sulla forchetta di 315-325 euro alla tonnellata.


Dai valori di 370-385 euro alla tonnellata, rimasti stabili tra il 17 settembre 2024 ed il 1° aprile 2025, questi frumenti al 20 gennaio 2026 hanno perso 57 euro alla tonnellata sui minimi e 62 euro sui massimi. Dal 1° agosto 2023, quando i frumenti esteri non comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 497-512 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 184 euro alla tonnellata sui minimi e 189 sui massimi.

 

Torna al sommario

 

Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura

Venerdì 16 gennaio 2026 è stato compilato l'ultimo listino a cura dall'Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura, quando è stato quotato il frumento duro fino di produzione nazionale mietitura 2025, qualificato con proteine minime del 12,50% e peso specifico di 79 chilogrammi ogni 100 litri, a 285 euro alla tonnellata sui minimi e 290 euro sui massimi, prezzi stabili sulle precedenti sedute dal 21 novembre scorso in avanti, quando si era verificato un calo di 2 euro sulla ancor precedente seduta del 14 novembre 2025.

 

Con queste quotazioni la nuova produzione risulta di valore inferiore di 18 euro alla tonnellata rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2024, esitata il 30 maggio 2025 a 305 euro alla tonnellata sui minimi e 310 euro sui massimi. La quotazione del 16 gennaio scorso della mietitura 2025 sui valori del 21 giugno 2024, data di inizio della campagna commerciale 2024-2025, quando il frumento duro fino nazionale era stato quotato a 347 euro alla tonnellata sui minimi e 352 euro sui massimi, risulta in calo di 60 euro alla tonnellata.

 

E si registra un deprezzamento di 63 euro alla tonnellata rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2023, fissata il 31 maggio 2024 in 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi. Infine, dal 28 luglio 2023, quando questo frumento aveva raggiunto quotazioni di 455-460 euro alla tonnellata, si registrano perdite al 16 gennaio 2026 pari a 168 euro alla tonnellata.


Il 16 gennaio 2026 il grano duro canadese di seconda qualità è stato quotato a 290 euro alla tonnellata sui minimi e 292 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute dal 21 novembre scorso in avanti, quando si era verificato un calo di 3 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 14 novembre 2025.

 

Torna al sommario

 

Borsa Merci Bologna

La Borsa Merci della Camera di Commercio di Bologna ha compilato l'ultimo listino il 15 gennaio 2026 quando ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025 - provenienza Nord - qualificato con proteine minime al 13% e un peso specifico di 81 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza Bologna e Iva esclusa. Prezzi esitati: 265 euro alla tonnellata sui minimi e 270 euro sui massimi, in calo di 5 euro sulla precedente seduta del 9 gennaio scorso, quando si era invece registrata stabilità sul 2 gennaio 2026.

 

Rispetto agli ultimi prezzi della mietitura 2024 - quelli assegnati il 5 giugno 2025 e pari a 293 euro alla tonnellata sui minimi e 298 sui massimi - la mietitura 2025 perde 28 euro alla tonnellata. I valori del 15 gennaio 2026 risultano in calo di 70 euro sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate il 13 giugno 2024 e pari a 335 euro alla tonnellata sui minimi e 340 euro sui massimi. Dal 3 agosto 2023, quando questo frumento a Bologna aveva raggiunto quotazioni di 420-425 euro alla tonnellata, si registrano perdite al 15 gennaio 2026 pari a 155 euro alla tonnellata.

 

Torna al sommario

 

Prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie® il 21 gennaio 2026

I prezzi medi all'origine del frumento duro fino nazionale più recenti rilevati da Ismea tra il 12 ed il 19 gennaio 2026 e monitorati da AgroNotizie® ieri, 21 gennaio 2026, danno 11 piazze stabili su 13 monitorate e 2 in calo, mentre il 14 gennaio scorso risultavano 10 piazze stabili su 13 monitorate, 2 in rialzo e una in calo.

 

In questa fase, i prezzi all'origine, pur rimanendo largamente stabili, risentono di alcune situazioni locali. A Ferrara il 12 gennaio scorso, con un prezzo medio da produttore da 266,50 euro alla tonnellata, il frumento duro fino perde 5 euro di valore sulla rilevazione del 5 gennaio (-1,8%) scorso, quando si attestava a 271,50 euro alla tonnellata. Mentre a Bologna il 15 gennaio scorso, il prezzo medio da produttore del frumento duro fino da 279,50 perde 5 euro sui 284,50 rilevati l'8 gennaio scorso (-1,8%).

 
Scarica la tabella dei prezzi medi all'origine del grano duro fino riportati da Ismea il 21 gennaio 2026
(Fonte Ismea)

 

Per quanto riguarda il mercato del territorio amministrativo della Regione Marche, l'ultimo listino del Gruppo di Lavoro per il Mercato Marchigiano dell'Associazione Granaria per l'Emilia Romagna è quello pubblicato ieri, 21 gennaio 2026, nel quale risulta quotato il frumento duro fino nazionale con proteine minime al 13%, alle condizioni franco camion partenza magazzino della mietitura 2025 a 270 euro alla tonnellata sui minimi e 275 euro, in calo di 2 euro sulla precedente rilevazione del 21 gennaio scorso.

 

Torna al sommario

 

Per ogni altro confronto con i prezzi più recenti monitorati da AgroNotizie® è possibile leggere l'articolo del 15 gennaio 2026.

 

Vuoi darci un feedback su questo articolo o hai un suggerimento per migliorarlo? Scrivici all'indirizzo redazione@agronotizie.it

 

AgroNotizie® è un marchio registrato da Image Line® Srl Unipersonale

Questo articolo fa parte delle collezioni: