Ad inizio 2026 i mercati internazionali del grano duro perseverano in un andamento contrastante: con una impronta che resta rialzista negli Usa, anche se legata alla rivalutazione del biglietto verde, e di segno ribassista in Canada.

 

I listini canadesi vedono il prezzo Fob del Cwad di prima qualità sulla piazza di Toronto calare di altri 2 euro fino a 238 euro alla tonnellata il 7 gennaio scorso sulla precedente rilevazione del 17 dicembre 2025. Il 12 gennaio scorso risulta in calo di 8,27 euro e fino a poco più di 238 euro alla tonnellata il prezzo Fob per i carichi in partenza da Vancouver via Oceano Pacifico, per effetto di un vistoso ribasso dei costi di trasporto interni tra il Saskatchewan ed il porto canadese di Vancouver, che si è sommato ad un timido ribasso dei prezzi all'ingrosso all'esportazione.

 

Negli Usa il 12 gennaio 2026 il prezzo Fob del Northern Durum - rilevato in partenza dai porti dei grandi laghi - è invece aumentato di 0,82 euro fino a 266,12 euro alla tonnellata, ma solo per effetto della rivalutazione del dollaro Usa. E lo stesso prodotto - in partenza dal Golfo del Texas il 9 gennaio - ha seguito la stessa sorte: si è portato allo stesso valore di 266,12 euro alla tonnellata, aumentando sempre di 0,82 euro sulla settimana precedente.

 

A Chicago, il Future Durum Wheat Index si presenta in calo dello 0,88%. In aumento invece l'Indice europeo Sitagri, che il 14 gennaio 2026 ha guadagnato lo 0,39% sulla settimana scorsa, il tutto mentre i noli marittimi persistono in ribasso e ritornano sui minimi da sei mesi a questa parte.

 

In Italia i prezzi del frumento duro fino nazionale nelle borse merci risultano stabili. In calo di 3 euro i grani duri esteri comunitari sulla piazza di Milano il 13 gennaio 2026, mentre, in pari data, il Canadese 2 a Bari perde 4 euro alla tonnellata. Calma relativa anche per i prezzi all'origine rilevati da Ismea e monitorati settimanalmente da AgroNotizie® tra il 5 ed il 12 gennaio 2026: quando si segnala la ripresa dei prezzi delle piazze siciliane e un ribasso a Grosseto.

 

 

Noli, Dry Bulk sui minimi da sei mesi

L'Indice Dry Bulk del Baltic Exchange, che misura il costo delle spedizioni di merci in tutto il mondo ed è punto di riferimento per il mercato dei noli marittimi, a ieri, 14 gennaio 2026, risulta sceso per otto giorni consecutivi fino a 1.566 punti, il livello più basso in circa sei mesi, a causa dell'indebolimento della domanda per le navi più grandi. Solo sui 1.776 punti del 7 gennaio scorso risulta in perdita di ben 210 unità (-11,82%).

 

Rispetto al 3 dicembre 2025, quando l'indice veleggiava sui massimi da dicembre 2023 a 2.845 punti, le perdite sono pari a 1.279 punti (-44,96%).

 

Dal 18 giugno 2025, quando il Dry Bulk Index del Baltic Exchange era attestato a 1.874, si contano alla data di ieri perdite per 308 punti (-16,43%). E solo rispetto ai 1.303 punti del 28 maggio 2025, l'indice ieri riporta un vantaggio di 263 punti (+20,18%). L'indice al 14 gennaio 2026 su base annuale guadagna il 47,32%, mentre la settimana scorsa guadagnava l'83,85%.

 

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Indice europeo Sitagri a +0,39%

L'Indice europeo dei prezzi del grano duro Sitagri il 14 gennaio 2026 ha chiuso a 265,24 euro alla tonnellata, in diminuzione di 0,72 euro alla tonnellata sulla seduta precedente del 13 gennaio scorso (-0,27%) e in aumento di 1,03 euro alla tonnellata sulla seduta del 7 gennaio scorso (+0,39%).

L'Indice Sitagri del grano duro costituisce un benchmark sintetico quotidiano delle quotazioni del grano duro e rappresenta sei mercati regolamentati di riferimento importanti: tre in Italia (Bologna, Altamura e Foggia) e altrettanti in Francia (Port-La-Nouvelle, Rouen e La Pallice).

 

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Chicago, Future Durum Wheat Index a -0,88%

Il Future Durum Wheat Index $Cdwi alla Borsa di Chicago sui contratti da regolare a pronti il 13 gennaio scorso risulta essere pervenuto a 580,91 punti, quasi 5,81 dollari Usa per bushel, in diminuzione di 5,15 punti sui 586,06 rilevati il 6 gennaio 2026 (-0,88%), quando invece si era registrato un aumento di 1,00 punti sui 585,06 rilevati il 16 dicembre 2025 (+0,17%).

 

Dai 550,41 punti messi a segno il 21 ottobre 2025, l'indice traccia ancora una tendenza positiva fino al 13 gennaio: 30,50 punti in più (+5,54%), anche se resta da notare che durante le ultime settimane l'indice è prima salito fino ad oltre quota 588 punti il 2 gennaio scorso, per poi calare fino a 580,91 nella giornata di martedì scorso.

 

Al momento l'indice, che mantiene a fatica il superamento della linea sui 580 punti, conferma l'andamento più prudente di fine anno, alternando brevi fughe in avanti e contenute fasi di realizzo da parte degli investitori. Nel mentre appaiono ancora decisamente lontani i traguardi pure recenti di questo indice, come i 904,50 punti del 19 dicembre 2023 o il picco di 1.087,63 punti (quasi 10,88 dollari Usa per bushel) raggiunto il 9 agosto 2023.

 

Inoltre, la quotazione del 13 gennaio scorso, valorizzata al cambio della stessa giornata, è pari a 183,26 euro alla tonnellata, in diminuzione di 1,01 euro alla tonnellata sulla quotazione del 6 gennaio scorso valorizzata al cambio del 7 gennaio 2026 in 184,27 euro alla tonnellata.

 

Tale diminuzione è frutto del calo dell'indice in dollari Usa, solo in minima parte neutralizzato da un lieve apprezzamento della divisa americana, pure sempre rimasta intorno agli 0,86 euro per un dollaro Usa tra il 7 ed il 13 gennaio 2026.

 

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Prezzi Fob canadesi in calo convergono su 238 euro

Secondo il rapporto della Commissione Ue sul mercato internazionale dei cereali, aggiornato al 7 gennaio 2026, il prezzo Fob canadese rilevato per il grano Cwad di prima qualità al St. Lawrence Market di Toronto è stato di 280 dollari Usa alla tonnellata per i contratti stipulati in moneta americana e di 238 euro alla tonnellata per quelli conclusi in eurovaluta, registrandosi sul 17 dicembre 2025 stabilità per le quotazioni denominate in dollari Usa e un calo di 2 euro alla tonnellata per i contratti in moneta unionale. Tale condizione di mercato segue il calo di 5 dollari e 6 euro alla tonnellata registratosi nella giornata del 17 dicembre scorso, quando le quotazioni si erano attestate a 280 dollari Usa e 240 euro.

 

Più in generale, dal 9 aprile 2025 al 7 gennaio 2026, mentre i contratti in dollari Usa hanno perso 40 dollari rispetto ai 320 dollari di quotazione (-12,50%), quelli in moneta unionale, dopo aver raggiunto quota 290 euro alla tonnellata il 9 aprile, hanno perso fino a calare al 7 gennaio scorso di ben 52 euro di controvalore a 238 euro alla tonnellata (-17,93%).

In ogni caso, dal 5 dicembre 2023, quando il cereale pastificabile era quotato a 425 dollari alla tonnellata, al 7 gennaio 2026 il prezzo Fob del Cwad sulla piazza di Toronto ha perso 145 dollari. Dal 5 dicembre 2023, quando i contratti in euro a prezzo Fob dello stesso cereale erano quotati 393 euro alla tonnellata, al 7 gennaio 2026 perdono 155 euro alla tonnellata.

 

Il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 12 gennaio 2026 riporta il prezzo del grano Cwad di prima qualità e al 13% di proteine in partenza dal porto di Vancouver sull'Oceano Pacifico, fissato in 385,43, in pesante calo di 13,16 dollari canadesi sui 398,59 rilevati lo scorso 5 gennaio, quando si era verificato un primo calo di 0,74 dollari sui 399,33 rilevati il 15 dicembre 2025.

 

Rispetto al 2 settembre 2025, quando le quotazioni del Cwad sulla piazza di Vancouver erano attestate a 420,31 dollari canadesi alla tonnellata, la perdita complessiva al 12 gennaio 2026 è di 34,88 dollari canadesi alla tonnellata.


La quotazione del prezzo Fob del Cwad di prima qualità raggiunta il 12 gennaio scorso a Vancouver al cambio del 13 gennaio 2026 è pari a 238,23 euro alla tonnellata, in calo di 8,27 euro sulla precedente quotazione del 5 gennaio scorso, valorizzata al cambio del 7 gennaio 2026 in 246,50 euro alla tonnellata.

 

Tale calo è legato alla decisa diminuzione del valore in dollari canadesi del prezzo Fob, in minima parte sterilizzata dal lieve apprezzamento della valuta canadese intervenuto tra il 7 ed il 13 gennaio 2026 e che continua a mantenersi intorno agli 0,62 euro per un dollaro canadese.

 

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Prezzi Fob Usa aumentano convergendo sopra i 266 euro

Il rapporto settimanale dei prezzi Fob compilato dalla Us Wheat Associates il 9 gennaio 2026 contiene il prezzo Fob del Northern Durum in partenza dal Golfo del Texas con consegna gennaio 2026, fissato in 310 dollari alla tonnellata, stabile sulla precedente quotazione dal 12 dicembre scorso, quando si era verificato un aumento di 10 dollari alla tonnellata sulla ancor precedente quotazione del 5 dicembre 2025, giorno in cui si era registrato un altro aumento di 5 dollari sul prezzo Fob medio rilevato fino al 21 novembre scorso di 295 dollari alla tonnellata per le consegne fino a tutto novembre 2025.

 

La quotazione del 9 gennaio scorso del prezzo Fob del Northern Durum in partenza dal Golfo del Texas, valorizzata al cambio del 13 gennaio 2026 è pari a 266,12 euro alla tonnellata, in aumento di 0,82 euro alla tonnellata sul prezzo Fob del 19 dicembre 2025 valorizzato al cambio del 7 gennaio 2026 in 265,30 euro alla tonnellata. Data la stabilità del prezzo in moneta americana, l'incremento in euro è spiegato interamente dal maggior apprezzamento della valuta Usa, pure rimasta intorno agli 0,86 euro per un dollaro tra il 7 ed il 13 gennaio 2026.


Secondo il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 12 gennaio 2026, il prezzo Fob del Northern Durum in partenza dai porti della regione dei grandi laghi verso l'Atlantico è quotato a 310 dollari Usa alla tonnellata, stabile rispetto alla quotazione del 5 gennaio scorso, quando si era registrato un aumento di altri 10 dollari rispetto alla quotazione del 15 dicembre scorso, giorno in cui era aumentata di altri 5 dollari sull'8 dicembre 2025.

 

La quotazione del prezzo Fob del Northern Durum in partenza dai porti della regione dei grandi laghi verso l'Atlantico del 12 gennaio scorso, al cambio del 13 gennaio 2026 è pertanto pari a 266,12 euro alla tonnellata, in aumento di 0,82 euro alla tonnellata sul prezzo Fob del 5 gennaio scorso valorizzato cambio del 7 gennaio 2026 in 265,30 euro alla tonnellata. Anche in questo caso, data la stabilità del prezzo in moneta americana, l'incremento in euro è spiegato interamente dal maggior apprezzamento della valuta Usa, pure rimasta intorno agli 0,86 euro per un dollaro tra il 7 ed il 13 gennaio 2026.

 

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Canada, export basis in calo trascinano al ribasso il prezzo Fob

Il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan 12 gennaio 2026 ha rilevato - dal silo principale del Nord Ovest - un prezzo di acquisto all'ingrosso per l'esportazione del Cwad numero 1 al 13% di proteine di 274,53 dollari canadesi alla tonnellata, in diminuzione di 0,10 dollari canadesi sui 274,63 registrati il 5 gennaio scorso.
Il 12 gennaio gli export basis per il Cwad diretto dal Saskatchewan al porto di Vancouver sono stati pari a 110,90 dollari canadesi alla tonnellata, in calo di 13,06 dollari sui 123,96 rilevati il 5 gennaio scorso.

 

Pertanto il calo del prezzo Fob del Cwad di prima qualità a Vancouver di 13,16 dollari canadesi è stato frutto del ribasso di 13,06 dollari dei costi di trasporti interni, a cui si è aggiunto il calo di 0,10 dollari canadesi del prezzo di acquisto all'ingrosso per l'esportazione.

 

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Il Canada esporta meno

Secondo il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 12 gennaio scorso "Le vendite di grano duro negli Stati Uniti sono aumentate del 23% su base annua, con 414mila tonnellate di grano duro richieste rispetto alle 336mila tonnellate dell'anno scorso nello stesso periodo. L'Italia è stata finora il maggiore acquirente con 132mila tonnellate richieste, appena al di sopra delle 124mila tonnellate dell'anno scorso".

 

Al contempo gli analisti della Commissione annotano: "Il ritmo delle esportazioni di grano duro canadese è inferiore del 9% rispetto ai livelli dell'anno scorso, attestandosi a circa 2,1 milioni di tonnellate (2,3 milioni di tonnellate) rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Si prevede che il grano duro canadese rappresenterà una parte importante dell'offerta di grano duro algerino, pari a 500mila-550mila tonnellate, e contribuirà a spingere le esportazioni verso l'alto".

 

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Canada, prospettive di mercato per il grano duro

Nonostante questa prima annotazione sull'andamento delle esportazioni, sempre secondo il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan del 12 gennaio scorso "Le prospettive di prezzo complessive per il raccolto appaiono relativamente stabili, come lo sono state per gran parte dell'anno di commercializzazione per i produttori del Canada occidentale. L'asta algerina per il grano duro contribuisce a consumare qualche tonnellata in più di grano duro canadese". E con la postilla che "Le scorte sono superiori rispetto all'anno precedente in Canada" le esportazioni restano "solide rispetto alle aspettative di inizio stagione".

 

Gli analisti ribadiscono che "la Turchia è diventata un importatore netto di grano duro e dovremo vedere come si evolverà la domanda in base alle previsioni di alcuni dei nostri principali attori". E infine sottolineano: "I mercati sono concentrati sull'andamento delle scorte finali canadesi e globali di grano duro e sulle prospettive dei raccolti nordafricani, mediterranei ed europei nei prossimi mesi. Al momento, ci troviamo in un mercato trainato dalla domanda".

 

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Panoramica Italia

In questa tabella riassumiamo le quotazioni puntuali del grano duro fino di produzione nazionale nelle principali borse merci italiane con l'indicazione della variazione rispetto alla seduta della scorsa settimana. Questa tabella non ha la pretesa di essere esaustiva: per i dettagli completi e l'analisi per singola piazza, si veda la sezione dedicata più sotto.

 

Piazza Seduta

Prezzo minimo/

massimo (€/t)

Variazioni

(€/t)

Foggia 14 gennaio 2026 285-290 Stabile
Roma 14 gennaio 2026 253-256 Stabile
Napoli 13 gennaio 2026 320-335 Stabile
Bari 13 gennaio 2026 284-289 Stabile
Milano Nord 13 gennaio 2026 289-294 Stabile
Milano Centro 13 gennaio 2026 306-311 Stabile
Altamura 9 gennaio 2026 285-290 Stabile
Bologna 8 gennaio 2026 270-275 Stabile

 

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Borsa Merci Foggia

Borsa Merci di Foggia ieri - 14 gennaio 2026 - ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025, peso specifico minimo 79,5-80 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime comprese tra il 12 ed il 12,50% a 285 euro alla tonnellata sui minimi e 290 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute dal 26 novembre scorso in avanti, quando invece si era manifestato un calo di 2 euro sulla ancor precedente seduta del 19 novembre 2025.

 

Con i valori ribaditi il 14 gennaio 2026, i prezzi risultano inferiori di 20 euro sull'ultima quotazione della mietitura 2024, che risale al 28 maggio 2025, quando il cereale pastificabile era attestato su una forchetta di 305-310 euro alla tonnellata.

 

Inoltre, le quotazioni del 14 gennaio 2026 del frumento duro fino a Foggia sono inferiori di 52 euro a quelle del 19 giugno 2024, data di esordio delle quotazioni della mietitura 2024, attestate sui valori di 337-342 euro alla tonnellata. Mentre si colloca a 65 euro alla tonnellata il deficit di valore sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate il 29 maggio 2024, quando il grano duro fino nazionale era stato fissato a 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi.


Dal 2 agosto 2023, quando il frumento duro mietitura 2023 aveva raggiunto quotazioni di 455-460 euro alla tonnellata, si sono registrate sulla piazza dauna al 14 gennaio 2026 perdite per 170 euro alla tonnellata.

 

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Borsa Merci Roma

Borsa Merci di Roma ieri - 14 gennaio 2026 - ha quotato il grano duro fino nazionale, mietitura 2025, alle condizioni di franco partenza, provenienza Lazio, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi ogni 100 litri e proteine minime al 12% a 253 euro alla tonnellata sui minimi e a 256 euro sui massimi, stabile sui valori delle precedenti sedute dal 26 novembre scorso in avanti, quando invece si era verificato un calo di 2 euro alla tonnellata sulle quotazioni del 19 ottobre scorso, giorno in cui si era rivelato stabile sulle precedenti sedute a partire da quella del 22 ottobre 2025.

 

I valori del 14 gennaio risultano in perdita di 22 euro alla tonnellata sui minimi e di 24 euro sui massimi sugli ultimi prezzi noti della mietitura 2024, quelli della seduta del 28 maggio 2025: 275 euro alla tonnellata sui minimi e 280 euro sui massimi. I prezzi del 14 gennaio 2026 sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate nella seduta del 5 giugno 2024, riscontrano un ancor più pesante calo di 59 euro alla tonnellata sui minimi e di 66 euro sui massimi. Questi i prezzi che furono assegnati il 5 giugno 2024: 312 euro alla tonnellata sui minimi e 322 euro sui massimi.

 

Dal 2 agosto 2023, quando il frumento duro sulla piazza capitolina aveva raggiunto quotazioni di 405-415 euro alla tonnellata, si registrano al 14 gennaio 2026 perdite pari a 152 euro alla tonnellata sui minimi e a 159 euro sui massimi.

 

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Associazione Granaria Meridionale di Napoli

Alla Borsa Merci Napoli la Commissione Prezzi nella giornata di martedì 13 gennaio 2026 ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025, alle condizioni di franco arrivo, qualificato con proteine minime tra 14% e 15%, peso specifico 80-82 chilogrammi per 100 litri e umidità al 13%, per il quale sono stati fissati prezzi di 320 euro alla tonnellata sui minimi e 335 euro sui massimi, stabili sulle precedenti sedute dall'11 novembre scorso in avanti, quando invece si era manifestato un calo di 5 euro solo sui valori minimi sulla ancor precedente seduta del 4 novembre 2025.

 

Le quotazioni del 13 gennaio risultano inferiori di 3 euro sui minimi e superiori di 10 euro sui massimi rispetto agli ultimi prezzi noti della mietitura 2024, ovvero 323 euro alla tonnellata sui minimi e 325 euro sui massimi, registrati il 27 maggio 2025. La quotazione del 13 gennaio 2026 risulta più bassa di 40 euro sui minimi e di 30 euro sui massimi rispetto a quella del 18 giugno 2024, data di esordio della campagna commerciale 2024-2025 del grano duro fino nazionale sulla piazza di Napoli, pari ad una forchetta di 360 euro alla tonnellata sui minimi e 365 euro sui massimi.

 

Rispetto all'ultima quotazione del grano duro fino nazionale - mietitura 2023 - dell'11 giugno 2024 si rilevano prezzi più bassi di 30 euro sui minimi e 20 euro sui massimi, dato che i valori assegnati nella seduta dell'11 giugno 2024 furono di 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi.

 

Dal 1° agosto 2023, quando il frumento duro sulla piazza partenopea aveva raggiunto quotazioni di 465-480 euro alla tonnellata, si registrano al 13 gennaio 2026 perdite pari a 145 euro sui minimi e 145 euro sui massimi.

 

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Borsa Merci Bari

La Commissione Cereali della Borsa Merci di Bari si è riunita il 13 gennaio 2026 e ha rilevato le quotazioni del grano duro fino nazionale, mietitura 2025, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania, con proteine minime 12,50%, peso specifico 80 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza arrivo e Iva esclusa.
Questi i prezzi assegnati: 284 euro alla tonnellata sui minimi e 289 euro sui massimi, stabili sulle precedenti sedute dal 18 novembre scorso in avanti, quando invece si era rilevato un calo di 1 euro sulla ancor precedente seduta dell'11 novembre scorso.

 

Le quotazioni del 13 gennaio scorso sugli ultimi valori noti della mietitura 2024, quelli della seduta del 3 giugno 2025, pari a 305 euro alla tonnellata sui minimi e 309 euro sui massimi, sono in perdita: sui minimi di 21 euro e sui massimi di 20 euro.


Dalla seduta di esordio della mietitura 2024 del 25 giugno 2024 - con quotazioni di 345-350 euro alla tonnellata - alla seduta del 13 gennaio 2026 - sono stati invece bruciati 61 euro alla tonnellata di valore. E sull'ultima quotazione della mietitura 2023 - quella del 28 maggio 2024 - quando furono assegnati valori di 349 euro alla tonnellata sui minimi e 354 euro sui massimi, si registra una riduzione di prezzo pari a 65 euro alla tonnellata.

 

Dal 1° agosto 2023, quando il frumento duro su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 445-450 euro alla tonnellata, si registrano al 13 gennaio 2026 perdite pari a 161 euro.

 

Il frumento duro canadese 2 - nazionalizzato franco camion partenza magazzino - è stato rilevato il 13 gennaio 2026 a 288 euro alla tonnellata sui minimi ed a 291 euro sui massimi, in calo di 4 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 16 dicembre 2025, quando risultava stabile dal 25 novembre scorso in avanti sulla forchetta di 292-295 euro alla tonnellata.

 

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Associazione Granaria di Milano

L'Associazione Granaria di Milano il 13 gennaio 2026 ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025, alle condizioni escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento, così suddiviso per provenienze e qualificazioni:

  • Nord Italia, peso specifico 78-80 chilogrammi ogni 100 litri, proteine 13,5%, 289 euro alla tonnellata sui minimi e 294 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute a partire da quella del 4 novembre scorso, quando si era verificato un aumento di 5 euro sulla ancor precedente seduta del 21 ottobre 2025. Si tratta di quotazioni inferiori di 23 euro sui minimi e di 25 euro sui massimi rispetto alle ultime della campagna 2024-2025, pari a 312-319 euro, registrate nella seduta del 10 giugno 2025. Inoltre, i prezzi del 13 gennaio 2026 risultano in calo di 56 euro sui minimi e di 61 euro sui massimi sull'ultima quotazione della mietitura 2023, esitata il 4 giugno 2024 a 345-355 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando questo frumento su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 415-425 euro alla tonnellata, si registrano al 13 gennaio 2026 perdite pari a 126 euro alla tonnellata sui minimi e 131 euro sui massimi.
  • Centro Italia, peso specifico e proteine non determinato, 306 euro alla tonnellata sui minimi e 311 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute a partire da quella del 4 novembre scorso, quando si era verificato un aumento di 5 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 21 ottobre 2025. Si tratta di quotazioni inferiori di 15 euro sui minimi e di 20 euro nei massimi rispetto alle ultime della campagna commerciale 2024-2025 pari a 321-331 euro, esitate nella seduta del 10 giugno 2025. I prezzi del 13 gennaio 2026 risultano in calo di 56 euro sui minimi e di 61 euro sui massimi sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate il 4 giugno 2024 a 362-372 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando questo frumento su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 430-440 euro alla tonnellata, si registrano perdite al 13 gennaio 2026 pari a 124 euro alla tonnellata sui minimi e a 129 euro sui massimi.

Il 13 gennaio scorso sono stati quotati a Milano i frumenti duri esteri comunitari, mietitura 2025, a 285 euro alla tonnellata sui minimi e 290 euro sui massimi, in calo di 3 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 30 dicembre 2025, quando si era registrata una prima flessione di 2 euro sulla ancor precedente seduta del 23 dicembre 2025. Si tratta di valori inferiori di 20 euro sui minimi e di 24 sui massimi rispetto alle più recenti quotazioni della mietitura 2024, registrate nella seduta del 17 giugno 2025 e pari a 305-314 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando i frumenti esteri comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 400-420 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 115 euro alla tonnellata sui minimi e 130 euro sui massimi.

 

I frumenti duri esteri non comunitari sulla piazza di Milano - quotati il 13 gennaio 2026 a 313 euro alla tonnellata sui minimi e 323 euro sui massimi - risultano stabili sulla precedente seduta del 30 dicembre scorso, quando i valori avevano accusato un calo di 2 euro sulle sedute precedenti dal 23 settembre a la 23 dicembre, quando i prezzi si erano tenuti stabili sulla forchetta di 315-325 euro alla tonnellata.

 

Dai valori di 370-385 euro alla tonnellata, rimasti stabili tra il 17 settembre 2024 ed il 1° aprile 2025, questi frumenti al 13 gennaio 2026 hanno perso 57 euro alla tonnellata sui minimi e 62 euro sui massimi. Dal 1° agosto 2023, quando i frumenti esteri non comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 497-512 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 184 euro alla tonnellata sui minimi e 189 sui massimi.

 

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Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura

Venerdì 9 gennaio 2026 è stato compilato l'ultimo listino a cura dall'Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura, quando è stato quotato il frumento duro fino di produzione nazionale mietitura 2025, qualificato con proteine minime del 12,50% e peso specifico di 79 chilogrammi ogni 100 litri, a 285 euro alla tonnellata sui minimi e 290 euro sui massimi, prezzi stabili sulle precedenti sedute dal 21 novembre scorso in avanti, quando si era verificato un calo di 2 euro sulla ancor precedente seduta del 14 novembre 2025.

 

Con queste quotazioni la nuova produzione risulta di valore inferiore di 18 euro alla tonnellata rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2024, esitata il 30 maggio 2025 a 305 euro alla tonnellata sui minimi e 310 euro sui massimi. La quotazione del 9 gennaio scorso della mietitura 2025 sui valori del 21 giugno 2024, data di inizio della campagna commerciale 2024-2025, quando il frumento duro fino nazionale era stato quotato a 347 euro alla tonnellata sui minimi e 352 euro sui massimi, risulta in calo di 60 euro alla tonnellata.

 

E si registra un deprezzamento di 63 euro alla tonnellata rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2023, fissata il 31 maggio 2024 in 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi. Infine, dal 28 luglio 2023, quando questo frumento aveva raggiunto quotazioni di 455-460 euro alla tonnellata, si registrano perdite al 9 gennaio 2026 pari a 168 euro alla tonnellata.

 

Il 9 gennaio 2026 il grano duro canadese di seconda qualità è stato quotato a 290 euro alla tonnellata sui minimi e 292 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute dal 21 novembre scorso in avanti, quando si era verificato un calo di 3 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 14 novembre 2025.

 

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Borsa Merci Bologna

La Borsa Merci della Camera di Commercio di Bologna ha compilato l'ultimo listino l'8 gennaio 2026 quando ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2025 - provenienza Nord - qualificato con proteine minime al 13% e un peso specifico di 81 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza Bologna e Iva esclusa. Prezzi esitati: 270 euro alla tonnellata sui minimi e 275 euro sui massimi, stabili sulla precedente seduta del 2 gennaio scorso, quando si era invece verificato un calo di 6 euro sulla ancor precedente seduta dell'11 dicembre 2025, fino a quando i prezzi si erano tenuti stabili sulle precedenti sedute dal 30 ottobre 2025 in avanti.

 

Rispetto agli ultimi prezzi della mietitura 2024 - quelli assegnati il 5 giugno 2025 e pari a 293 euro alla tonnellata sui minimi e 298 sui massimi - la mietitura 2025 perde 23 euro alla tonnellata. I valori dell'8 gennaio 2026 risultano in calo di 65 euro sulle ultime quotazioni della mietitura 2023, esitate il 13 giugno 2024 e pari a 335 euro alla tonnellata sui minimi e 340 euro sui massimi. Dal 3 agosto 2023, quando questo frumento a Bologna aveva raggiunto quotazioni di 420-425 euro alla tonnellata, si registrano perdite all'8 gennaio 2026 pari a 150 euro alla tonnellata.

 

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Prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie® il 14 gennaio 2026

I prezzi medi all'origine del frumento duro fino nazionale più recenti rilevati da Ismea tra il 5 ed il 12 gennaio 2026 e monitorati da AgroNotizie® ieri, 14 gennaio 2026, danno 10 piazze stabili su 13 monitorate e 2 in rialzo e una in calo, mentre il 7 gennaio scorso risultavano 11 piazze stabili e due in calo.

In questa fase, i prezzi all'origine, pur rimanendo largamente stabili, risentono di alcune situazioni locali.

In Sicilia si osserva la ripresa delle piazze di Palermo e Catania, dove l'8 gennaio i prezzi medi da produttore si riportano su 242,50 euro alla tonnellata, recuperando 2 euro di valore sulla rilevazione del 1° gennaio, attestata a 240 euro alla tonnellata. In Toscana si osserva al contrario la caduta del prezzo medio all'origine di Grosseto, che l'8 gennaio scorso si attesta sui 265 euro alla tonnellata, contro i 287,50 euro registrati il 1° gennaio scorso, in perdita di ben 22,50 euro alla tonnellata.

 

Scarica la tabella dei prezzi medi all'origine del grano duro fino riportati da Ismea il 14 gennaio 2026 
 (Fonte Ismea)
 

Per quanto riguarda il mercato del territorio amministrativo della Regione Marche, l'ultimo listino del Gruppo di Lavoro per il Mercato Marchigiano dell'Associazione Granaria per l'Emilia Romagna è quello pubblicato ieri, 14 gennaio 2026, nel quale risulta quotato il frumento duro fino nazionale con proteine minime al 13%, alle condizioni franco camion partenza magazzino della mietitura 2025 a 272 euro alla tonnellata sui minimi e 277 euro, stabili sulla precedente rilevazione del 7 gennaio scorso.

 

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Per ogni altro confronto con i prezzi più recenti monitorati da AgroNotizie® è possibile leggere l'articolo dell'8 gennaio 2026.

 

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