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"E' il momento di investire nelle infrastrutture irrigue"

Le parole dell'assessore regione all'Agricoltura Giorgio Ferrero durante il convegno, organizzato da Regione Piemonte e Anbi. Focus sulle coltivazioni del riso

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Dei 14 miliardi di metri cubi d'acqua naturalmente disponibili in Piemonte, circa 6 sono destinati a fini agricoli
Fonte foto: © Igor Kolos - Fotolia

L'acqua utilizzata in agricoltura non è uno spreco.
Oltre a svolgere un ruolo fondamentale nella produzione del cibo, l'agricoltura ne ha anche uno equilibratore, che si riflette nella disponibilità di acqua per altri scopi.
 
Questo è emerso nel convegno tenutosi il 30 novembre a Torino, organizzato dall'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte e da Anbi Piemonte. L'associazione raccoglie i consorzi irrigui che, divisi nei 36 comprensori di irrigazione voluti dalla legge regionale, forniscono acqua su una superficie di circa 370 mila ettari. Si calcola che dei 14 miliardi di metri cubi d'acqua naturalmente disponibili in Piemonte, circa 6 sono destinati a fini agricoli.

I lavori si sono aperti con il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha dichiarato: "La mia presenza vuole simboleggiare il forte impegno della Regione sulla risorsa acqua. Siamo di fronte a cambiamenti climatici che forse in passato abbiamo sottovalutato. Nella nuova legge di stabilità dovrebbero esserci risorse per la realizzazione di invasi, anche per il Piemonte".
 
"Serve un cambio di passo nella cultura del territorio - ad affermarlo è Massimo Gargano, direttore generale dell'Anbi - Per contrastare il clima sono necessari interventi strutturali: dal piano per la riduzione del rischio idrogeologico al piano irriguo nazionale; per realizzarli servono importanti finanziamenti pluriennali, che discendono da una nuova consapevolezza della politica nei confronti dei grandi problemi ambientali emergenti e di cui il Piano nazionale degli invasi, inserito nella Legge di stabilità, rappresenta un primo, ma significativo tassello".

"La gestione idrica delle coltivazioni del riso, indicata come 'sprecona' da certi ambienti  – prosegue Gargano – è in realtà esempio di una corretta cultura della risorsa idrica: ogni risaia, infatti, è un bacino, che trattiene acqua per poi restituirla, qualitativamente migliorata, alla falda ed al paesaggio, creando al contempo economia agricola e turistica
La risaia, grazie alla possibilità di riutilizzo della medesima acqua più volte, rappresenta la coltura, che meglio ottimizza l'uso delle risorsa idrica con tecniche di irrigazione tradizionali
".
 
Durante il convegno è intervenuto anche l'assessore regionale all'Agricoltura Giorgio Ferrero che ha spiegato: "Questo è il momento di investire nelle infrastrutture irrigue. Nel bilancio regionale pluriennale che ci accingiamo a presentare ci saranno 3 milioni nei prossimi tre anni per nuovi pozzi. Intendiamo anche spingere per la creazione di una rete di nuovi piccoli invasi che raccolgano l'acqua nel momento in cui è disponibile, per rilasciarla in base alle necessità. In agricoltura l'acqua non viene sprecata".

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