Sardegna, la nuova campagna lattiero casearia all'ombra dell'epidemia di blue tongue

Prezzi del Pecorino Romano aumentati in poche settimane del 3,4%, valori del latte fermi, mentre infuria l'epidemia di blue tongue e aumentano le preoccupazioni sull'espandersi del virus

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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In Sardegna vivono oltre 3 milioni di ovini, ma lingua blu è già in 1.331 allevamenti da oltre 456mila capi (Foto di archivio)
Fonte foto: © Ekaterina Pokrovsky - Fotolia

Il comparto ovino sardo ha concluso lo scorso luglio la campagna lattiero casearia 2020-2021 sotto i migliori auspici per la successiva: prezzi del latte in aumento, trascinati dai consistenti incrementi di valore del Pecorino Romano, il formaggio Dop che guida la catena del valore nella filiera ovina sarda. Ma ad agosto si è iniziata a palesare l'epidemia di lingua blu che - al momento - rispetto ad un potenziale produttivo ovicaprino dell'isola superiore a 3 milioni di capi, non ha ancora colpito duramente, ma la situazione inizia a diventare preoccupante perché la malattia potrebbe ridurre la rimonta delle greggi, con conseguenti ingenti perdite sia in conto mancata produzione di latte che di carne.


Come avanza blue tongue

L'Osservatorio Epidemiologico Veterinario Regionale presso l'Istituto Sperimentale zooprofilattico della Sardegna ieri, 27 settembre 2021, riporta questi dati: 1.331 focolai aperti, 456.401 capi interessati, ben 42.388 quelli infetti, dei quali 41.928 attualmente presentano sintomi. Le perdite - i danni emergenti - ammontano a 4.342 capi morti. Per avere un'idea della velocità alla quale il virus sta prendendo piede, basti pensare che solo quattro giorni prima, il 23 settembre, i focolai erano localizzati in 1.244 allevamenti, per un totale 420.059 capi coinvolti dei quali 39.490 erano risultati positivi al test per il virus BTV e di questi ultimi 39.075 presentavano sintomi clinici, mentre si erano fermati a 3.911 i capi morti.


Pecorino Romano, prezzi su del 3,4% da fine agosto

Intanto, nell'ultimo mese il Pecorino Romano ha continuato a crescer di valore: i prezzi spuntati ieri, 27 settembre, alla Borsa Merci di Milano, con cinque mesi di stagionatura e più, alle condizioni di franco magazzino di stagionatura Iva esclusa, stabili su quelli del 20 settembre, sono di 9,05 euro al chilogrammo sui minimi e 9,30 euro sui massimi, con una media annua da gennaio a settembre che ha raggiunto gli 8,51 euro al chilogrammo. Non solo, nelle ultime settimane, i prezzi sulla piazza di Milano sono aumentati con una crescita sul prezzo medio del 3,4%: passando dagli 8,80-8,95 del 23 agosto alle quotazioni di ieri.


Latte ovino, prezzo fermo dai primi di agosto

Diversamente, i prezzi del latte appaiono piuttosto fermi e ancorati al valore di acconto offerto dalla parte industriale agli allevatori ovini nella vecchia campagna, al quale va ancora aggiunto il conguaglio, pagato normalmente a fine novembre e parametrato sul prezzo medio di campagna del Pecorino Romano da ottobre a settembre successivo. Ismea infatti rileva i prezzi del latte ovino in Sardegna il 24 settembre 2021, al lordo dell'iva e franco azienda, a 1,05 euro al litro sui minimi e 1,15 sui massimi, per un prezzo medio di euro 1,10 al litro, ed un prezzo prevalente di 1,10 euro al litro, valori stabili su quelli rilevati il 6 agosto. Valori per altro ritenuti accettabili fino a non molto tempo fa, ora parzialmente inficiati dall'ondata di rincari delle materie prime.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: allevamento prodotti tipici latte prezzi mercati formaggi bonifica ovini zootecnia

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