Il prezzo del latte spot tenta il recupero e si colloca a 34,5 euro al quintale nella seduta del 24 maggio, con un aumento del 5,7% rispetto alla settimana precedente.
Assai meglio di quanto hanno fatto i prezzi del latte spot di provenienza francese e tedesca, anch'essi saliti, ma solo dell'1,5%.
Lo scenario cambia se si va a confrontare il dato tendenziale, ovvero il prezzo dell'anno precedente.
Per lo spot italiano il recupero si ferma al 4,9%, mentre per le altre due provenienze, quella francese e quella tedesca, i prezzi sono rispettivamente più alti del 16,4% e del 14,4% rispetto al 2020.
Si riduce però la forbice di prezzo fra il prodotto italiano e quello di importazione, con quest'ultimo che resta più alto solo per la provenienza tedesca (35,75 euro quintale), mentre quello francese si ferma a 33,75 euro quintale, come rileva Assolatte.
 

Andamento del prezzo del latte spot italiano
(Fonte: © Assolatte)


Il latte e il petrolio

Questo recupero dei prezzi sembra seguire il trend stagionale, che vede le quotazioni in ripresa in questo periodo dell'anno, per poi stabilizzarsi nei mesi successivi.
A spingere i prezzi c'è anche la pressione dei mercati per le materie prime, petrolio compreso.
E come più volte notato, pur in assenza di un legame diretto, il prezzo del latte segue quello dell'energia.
Nel grafico che segue, elaborato dalla Commissione europea, si nota come il prezzo del petrolio sia in crescita, pur con qualche sbalzo, da aprile dello scorso anno.
 


Il prezzo nella Ue

Della fase di recupero del mercato beneficia anche il prezzo medio del latte europeo, che in marzo (questo il dato più recente) si è portato a 35 euro al quintale, mentre nello stesso periodo del 2020 le quotazioni si fermavano a 34,4 euro al quintale.
Più marcata la crescita dei prodotti trasformati e in particolare del burro, che ora quota 410 euro al quintale, ben 119 euro in più rispetto allo scorso anno.
Situazione analoga per le due tipologie di latte in polvere (intero e scremato), mentre il cheddar, (formaggio di riferimento sui mercati internazionali) mostra una certa stabilità anche nei riguardi dei 12 mesi precedenti.
 


Quanto latte c'è

A sostegno del mercato lattiero caseario gioca un ruolo importante la riduzione della produzione, che a livello europeo mostra nei primi due mesi dell'anno una flessione del 2,4%.
Lo scorso anno, in questo stesso periodo, la situazione era all'opposto, con una crescita del 3,3%.
Unico aumento si registra per il latte condensato, che contribuisce a togliere dal mercato una corrispondente quota di prodotto fresco.
Ma occorre al contempo tenere conto che gli altri grandi produttori di latte registrano aumenti, come nel caso degli Usa (+1%), dell'Australia (+0,9% e della Nuova Zelanda (+1,8%).
 
 

Import cinese in aumento

Aumenti che il mercato sta assorbendo con relativa facilità, grazie alla crescita della domanda che arriva dalla Cina, le cui importazioni di latte in polvere sono in aumento nei primi due mesi del 2021.
Aumenti dei flussi verso Pechino si registrano anche per i formaggi, i caseinati e per il siero in polvere.
Interessante notare, come evidenzia il grafico che segue, il ruolo dei flussi dall'Europa, tutti in aumento, con un'impennata dei caseinati e del latte condensato.
 
 

Il latte in Italia

Questo lo scenario internazionale. E in Italia?
I dati sulle consegne di latte elaborati da Assolatte indicano una decisa inversione di tendenza, con la produzione che nel marzo di questo anno si ferma poco oltre il milione di tonnellate (1,084), segnando un meno 5,6% rispetto al marzo 2020.
La produzione cumulata dei primi tre mesi è di 3,214 milioni di tonnellate, contro i 3,283 del 2020. Una differenza ancora modesta, appena 60mila tonnellate, ma che dà un segnale importante al mercato.
 

Andamento delle consegne di latte negli ultimi tre anni
(Fonte: © Assolatte)


Rallentano i "Grana"

Della frenata della produzione di latte non sembrano però beneficiare i principali formaggi Dop italiani, Parmigiano Reggiano e Grana Padano.
Per quest'ultimo le quotazioni rilevate da Ismea sul prezzo medio di aprile segnano un arretramento del 2,1%, mentre il Parmigiano Reggiano si mantiene stabile dopo i buoni risultati di inizio anno.
Un segnale che invita i produttori a mantenere premuto il pedale del freno sulla produzione.
 

Prezzi medi mensili del Grana Padano
(Fonte: © Ismea)

Compito difficile quello delle previsioni di mercato.
Un aiuto può venire dall'esame delle tendenze in atto. Ma occorre conoscere i "numeri del latte" e in tempi di mercati globali lo sguardo deve allargarsi a livello internazionale.
Le fonti non mancano e AgroNotizie le raccoglie per dare ai lettori gli strumenti per orientarsi.