Campania, verso un Piano straordinario per i nitrati di origine agricola

Entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera di giunta del 17 aprile 2019 saranno appostate risorse e definite strategie per la costruzione di impianti collettivi di trasformazione dei liquami bufalini: per farne energia pulita ed un compost di qualità

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il consigliere Alfieri: 'L'azoto da minaccia è destinato a trasformarsi una risorsa per la zootecnia della Campania e i suoi territori'
Fonte foto: © Mykola Mazuryk - Fotolia

Con delibera di Giunta regionale adottata il 17 aprile 2019, la Regione Campania ha deciso di dotarsi, entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto deliberativo sul Bollettino ufficiale, di un “Programma straordinario per l’adeguamento impiantistico-ambientale a supporto del comparto bufalino in Campania” nell’ambito degli interventi finalizzati all’applicazione del “Programma d’azione per le zone vulnerabili ai nitrati” della Regione Campania, che recepisce la Direttiva in materia dell’Unione Europea.

In particolare, il “Programma d’azione", attualmente in fase di aggiornamento, prevede per le aziende zootecniche l’obbligo di porre in essere le soluzioni più idonee per il trattamento e la valorizzazione agronomica degli effluenti zootecnici, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento da nitrati delle acque superficiali e profonde dei terreni agricoli.

"In seguito alla forte espansione registrata nell’ultimo ventennio dal comparto bufalino - spiega Franco Alfieri, consigliere del presidente Vincenzo De Luca per le politiche agricole - sono aumentati considerevolmente i reflui degli allevamenti. Poiché ben il 90 per cento del patrimonio bufalino e delle imprese trasformatrici della Mozzarella di bufala campana Dop ricade proprio nelle ‘Zone Vulnerabili ai nitrati di origine agricola’, per questi operatori scattano gli obblighi previsti dal Programma d’azione”.

"Con questa delibera - sottolinea Alfieri - la Regione mette in campo, per la prima volta, strumenti finanziari per supportare il comparto bufalino a dotarsi della nuova impiantistica necessaria per risolvere definitivamente il problema dei reflui zootecnici. In pratica, favoriremo la realizzazione di impianti collettivi anche con il ricorso a forme di partenariato pubblico-privato compatibili con la disciplina degli aiuti di Stato. Si tratta di una soluzione ottimale che evita alla singola azienda di affrontare investimenti non sostenibili dal punto di vita economico-finanziario nelle attuali condizioni di mercato”.

"Gli impianti collettivi - conclude il consigliere del presidente - dovranno essere tecnologicamente avanzati, ad elevata efficienza e rispettosi dell’ambiente. In più, cosa importante, saranno in grado di produrre energia e compost di qualità da utilizzare per aumentare la fertilità dei suoli. Insomma, grazie al provvedimento approvato oggi, l’azoto da minaccia è destinato a trasformarsi una vera e propria risorsa per la zootecnia della Campania e i suoi territori”.

Non appena il Piano d’azione avrà ultimato l’iter di approvazione e adozione della valutazione d’impatto ambientale, gli allevatori della Campania concentrati nelle pianure, tutte diventate zone vulnerabili - ad eccezione del Vallo di Diano - si ritroveranno a non poter spandere non più di 170 chili di azoto per ettaro ogni anno. Secondo quanto apprende AgroNotizie, nei prossimi giorni saranno convocate dall'assessorato Agricoltura le organizzazioni agricole ed il Consorzio tutela della Mozzarella di bufala campana Dop, proprio per concertare le azioni del Programma straordinario, in vista di una successiva delibera volta allo stanziamento delle risorse. Anche se, vale la pena ricordarlo, Coldiretti Campania e Confagricoltura Campania hanno promosso contro la delibera di giunta del dicembre 2017 che raddoppia la zone vulnerabili ai nitrati, due distinti ricorsi amministrativi e, fino ad ora, non hanno mostrato segni di reazione all’annunciato Programma straordinario.

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