Bovine da latte di alta genealogia, tecnologie all'avanguardia per le stalle e per gli allevamenti suini, un folla di visitatori da tutta Italia e dall'estero. Ecco i principali ingredienti che hanno decretato il successo della 66esima edizione della fiera internazionale del bovino da latte di Cremona, che si è svolta contemporaneamente a Italpig ed Expocasearia, ospitate anch'esse in contemporanea nel quartiere fieristico cremonese. E poi un fitto calendario di incontri, dibattiti, meeting e tavole rotonde, e fra i tanti la ottava edizione degli Stati generali del latte, l'evento clou della manifestazione. Ma differenza degli anni passati questa volta non si è parlato di quote latte e multe. A preoccupare gli allevatori sono ora le proposte di riforma della Pac che la Commissione ha presentato a Bruxelles. Proposte “senza anima” le ha definite il ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano, intervenendo all'incontro di Cremona, aggiungendo che “la riforma disincentiva la produzione e allontana dalle campagne.” Ed ecco la proposta italiana, il trasferimento del greening (il sostegno alla non coltivazione per una presunta tutela ambientale) sul secondo pilastro. Sarà questa la modifica che il ministro Romano presenterà il 18 novembre al Commissario Dacian Ciolos. L'obiettivo è quello di lasciare ai singoli paesi il compito di stabilire i criteri con i quali sostenere le politiche di tutela ambientale. Vedremo come sarà accolta questa proposta italiana.

 

Sempre divisi

Il ministro Romano incontrerà Ciolos all'indomani dello svolgimento degli Stati Generali dell'agricoltura che si volgeranno sempre a Cremona l'11 e il 12 novembre. E da Cremona il ministro Romano ha lanciato un appello. “Per vincere il negoziato Pac - ha sostenuto Romano - le organizzazioni professionali dovranno sottoscrivere un documento unitario e condiviso.” Sarà possibile? Agli Stati Generali del latte la posizione defilata di Coldiretti lascia capire che l'impresa non sarà poi così facile. Intanto il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, ha assicurato la disponibilità della sua organizzazione. E per Mario Lanzi, presidente di Cia Lombardia, è necessario porre fine ad una eccessiva frammentazione sul fronte della rappresentanza e delle strutture di servizio. La sfida da superare non riguarda solo Bruxelles, ma si sposta sui mercati internazionali dove l'agricoltura dovrà recuperare competitività pensando sopratutto alle esportazioni. Su questo argomento si è soffermato Guidi chiedendo più attenzione all'agricoltura nella riforma dell'Ice. Sulla stessa lunghezza d'onda il vicepresidente di Confagricoltura, Antonio Piva (che è anche il presidente di CremonaFiere), il quale ha tenuto a sottolineare il ruolo del latte italiano quale “ingrediente” del successo all'estero delle nostre eccellenze casearie.

 

Export, via di uscita

Che l'export debba essere la parola d'ordine per affrontare il futuro è emerso dalle evidenze sui consumi interni, oggetto dell'intervento di Roberto Fiammenghi, di Coop Italia. Quando a fine anno saranno tirate le somme sull'andamento dei consumi di prodotti agroalimentari, ha ricordato Fiammneghi, si avrà infatti la conferma di una contrazione del mercato interno di circa l'1,5%. La crescita sarà dunque affidata al solo export. Ma il sud dell'Europa, ha affermato Paolo Bruni, presidente di Cogeca (l'organizzazione che rappresenta la cooperazione a livello europeo), stenta a raccogliere la sfida dell'internazionalizzazione dei mercati. Per questo si rende sempre più necessario, è il parere espresso da Maurizio Gardini, presidente di Fedagri Confcooperative, che il mondo cooperativo si faccia interprete della necessità di organizzare l'offerta indirizzandola verso nuovi sbocchi internazionali.

 

Vacche in passerella

Ignare del dibattito che si svolgeva nelle sale convegni (nella quattro giorni cremonese si sono tenuti ben 33 incontri) le bovine da latte presenti in fiera sfilavano sul ring allestito in fiera per partecipare ai numerosi concorsi in programma. Ad aggiudicarsi il titolo di campionessa per la categoria vacche (la più ambita) è stata la Frisona italiana Bonnyfarm Veronique, una Goldwin x Leader x Astre, di proprietà di Alberto, Giovanni e Mario Chiappini, allevatori con la A maiuscola di Ghedi in provincia di Brescia. Una menzione d'onore, sempre per la categoria vacche, è stata attribuita a Albasse Goldsun Ostrica, una Goldsun x Mtoto x Juror dell'allevamento Beltramino, di Buriasco in provincia di Torino. Molto apprezzata poi la manifestazione "Life is Brown", l'esposizione interamente dedicata al made in Italy organizzata da Anarb, l'associazione degli allevatori della razza Bruna. Il titolo di regina della selezione è andato a Nikita, una Bruna figlia di Picasso dell'allevamento Michel Quistini di Bergamo.