Un distretto per il prosciutto di Parma

Ambiente e urbanistica al centro dei programmi di sviluppo. Investimenti per oltre 25 milioni di euro

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 12 anni fa

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I programmi sono già delineati, ma per la fase operativa del Distretto occorre ancora tempo

Perseveranza e tenacia. Sono le principali qualità alle quali si sono affidati i sostenitori del progetto “Distretto del prosciutto di Parma” del quale si parla e discute da oltre 4 anni. E che oggi, finalmente, è divenuto una realtà. Anche se per il momento solo sulla carta.

Il primo studio, commissionato dalla Regione Emilia-Romagna e dal comune di Parma, era stato concluso già nell’ottobre del 2005, delineando le caratteristiche del Distretto sotto il profilo economico, sociale ed ambientale. Erano stare definite anche le leve sulle quali agire, al primo posto l’ambiente, la pianificazione urbanistica, il “governo” del Distretto.

C’è voluto del tempo per arrivare alla fase conclusiva, ma questi tre pilastri rappresentano oggi le basi dell’intesa raggiunta nei primi giorni di agosto fra i 34 protagonisti, pubblici e privati, che hanno siglato l’accordo di programma, che coinvolge 18 comuni della Provincia di Parma e dal quale prenderanno avvio le successive fasi operative. Vediamole in estrema sintesi:

- “Interventi sul sistema fognario depurativo” volti ad aumentare la tutela ambientale operando sul sistema depurativo e fognario, per migliorare la qualità delle acque e del terreno. L’accordo prevede interventi in 17 comuni per oltre 5.5 milioni di euro. A questi si aggiungono   altre iniziative a valenza intercomunale con investimenti  per oltre 20 milioni di euro.

- “Elaborazione di un piano d’area per il coordinamento delle politiche urbanistiche” con il quale si vuole rendere omogenee le norme comunali in materia di aree produttive, agevolando l’insediamento delle imprese attraverso l’individuazione di aree produttive sovracomunali. Nella  zona del Distretto del prosciutto sono state individuate due aree: una nuova a Pilastro e l’ampliamento dell’area produttiva agro-alimentare di Collecchio. Si tratta di un’esperienza innovativa, poiché non esistono esperienze di aree produttive esplicitamente dedicate alla filiera produttiva agro-alimentare.

- “Elaborazione del piano strategico di sviluppo della filiera” attraverso il quale si vuole delineare il quadro delle opportunità di “governo” del Distretto (pianificazione territoriale e infrastrutturale, tutela e valorizzazione ambientale, produzione agro-alimentare).

 

Giudizi positivi

Tiberio Rabboni, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna e coordinatore dell’accordo, si è dichiarato soddisfatto. "Per la prima volta - ha detto l’assessore Rabboni - gli attori del sistema prosciutto di Parma, pubblici e privati, decidono di agire in modo coordinato su temi e problemi di comune interesse in un vasto territorio. Mi impegnerò affinché ci siano effettivamente coordinamento, assunzioni comuni di responsabilità e decisioni concertate, dobbiamo mettere a valore questo pluralismo senza snaturare le specifiche competenze, le responsabilità e i ruoli di ciascuno". 

Positivo anche il giudizio del presidente del Consorzio di tutela del prosciutto di Parma, Stefano Tedeschi. “Siamo arrivati a mettere un punto definitivo in un percorso lungo e travagliato - ha detto - e ci fa piacere sottolineare che le istanze dei produttori siano state ascoltate. È molto positivo partire subito per lavorare insieme, per recuperare tempo e terreno. C’è bisogno di crederci, tutti insieme". 

 

Ancora pazienza

E in questo “tutti” dovrebbero essere compresi anche gli allevatori, che producono la materia prima indispensabile, cioè i cosci di prosciutto provenienti da suini pesanti italiani, per ottenere quello straordinario prodotto che è il prosciutto di Parma. E che attraverso il Distretto sperano in un sostegno al consumo del prodotto Dop dal quale possa anche giungere una ripresa dei prezzi. Ma di questi temi non si dice molto nell’accordo di programma.

Ma tanto ci sarà da aspettare la costituzione della Conferenza di programma, l’organismo che avrà il difficile compito di rendere operativo il Distretto, controllare l’avanzamento delle iniziative, promuovere la realizzazione di accordi specifici, per citare solo alcuni degli impegni futuri.

Speriamo che agli artefici dell’accordo non vengano meno le doti di pazienza e perseveranza dimostrate sino ad oggi…ce ne sarà bisogno.

 

Foto Jackie Alpers

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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