Ciliegio, l'innovazione rilancia il settore

Diversi agricoltori guardano al ciliegio come un'opportunità per realizzare nuovi impianti. Al centro di questo trend positivo ci sono l'innovazione varietale e tecnica

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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Calibro grosso, buon sapore, bel colore rosso scuro, polpa soda e croccante: quattro aspetti che deve avere una varietà per fare reddito
Fonte foto: © Geoplant

Il ciliegio è una di quelle colture che sta crescendo, per produzione e per interesse da parte dei consumatori. Questo trend positivo è da ricercarsi nelle grandi novità tecniche, tecnologiche e varietali che sono state introdotte negli ultimi anni. L'Italia è oggi uno tra i principali produttori mondiali: con i suoi 29.210 ettari e le sue 98.600 tonnellate è al settimo posto (dati Faostat, 2018). In totale al mondo nel 2018 sono stati coltivati 443.771 ettari e prodotte 2.595.812 tonnellate di ciliegie dolci (+12% per superficie e +30% per produzione rispetto al 2010), da differenziarsi da quelle acide: la leadership è della Turchia che rappresenta il 25% circa della produzione totale di ciliegie (664.224 tonnellate). Oggi le regioni di maggiore importanza in Italia sono Puglia, Campania, Veneto, Emilia-Romagna e Calabria (in ordine decrescente dalla prima alla quinta in base ai dati Istat 2020).
 

IL CILIEGIO

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Il ciliegio può rappresentare una valida opportunità per i frutticoltori italiani, intenti nel sostituire le specie frutticole non più economicamente sostenibili e redditizie. Per raggiungere questi importanti risultati, di reddito e di posizione di mercato, l'impianto va studiato nei minimi dettagli: dalla scelta dell'ambiente e della tecnica di coltivazione fino alla valutazione del mercato e della promozione, passando per la varietà e per il portinnesto. "La produzione italiana di frutta - spiega Coldiretti in un recente comunicato stampa - è stata duramente compromessa dalle gelate e dalle avverse condizioni ambientali, con danni stimati complessivamente vicino al miliardo di euro. Anche le ciliegie sono state compromesse con situazioni però diverse a seconda dell'areale".

Infatti per la Puglia la situazione sembra essere abbastanza buona. "Il primo bilancio della campagna 2021 è buono - spiega Luca Lazzaro di Confagricoltura Puglia, in una nota stampa -. Le gelate delle scorse settimane non hanno condizionato il raccolto. Così come le temperature miti di aprile. Siamo però in ritardo di qualche giorno rispetto alla norma, ma con un prodotto di ottima qualità. La raccolta è iniziata nei primi giorni di maggio, con la varietà Bigarreau, lasciando intravedere un inizio promettente".

Anche in Emilia Romagna sembra esserci una situazione meno grave del previsto. "Le gelate di aprile e le condizioni climatiche difficile dei mesi precedenti - spiega Walter Monari, direttore del Consorzio di tutela della Ciliegia di Vignola Igp - fanno pensare ad un calo produttivo del 30-40%, rispetto ad una normale stagione. La qualità organolettica ed il calibro dei frutti si prospettano buoni. Siamo in leggero ritardo sul calendario normale di raccolta e partiremo tra qualche giorno (intorno al 20 maggio)" . In generale la cerasicoltura dell'Emilia-Romagna dovrebbe avere una perdita produttiva media di circa il 50% rispetto ad una produzione standard, in base a quanto dichiarato da Coldiretti Emilia-Romagna.

A pochi giorni dall'avvio della campagna cerasicola pugliese, con la raccolta della varietà Bigarreau, il prezzo medio all'origine è di 4,25 euro al kg (valore della seconda settimana di maggio) in base ai dati forniti da Ismea. Il trend però è negativo, con un -50% rispetto al valore della settimana precedente. Il motivo è anche dato da una produzione comunque abbondante e da difficoltà legate al reperimento ed all'uso di manodopera. Sul fronte della manodopera in Emilia-Romagna la situazione è migliore: "Nella zona del vignolese - spiega Walter Monari a diverse testate giornalistiche - abbiamo tanta gente del posto che si è offerta di raccogliere ciliegie, perché non ha più la precedente occupazione sia momentaneamente che in modo definitivo".
 
Royal Tioga, nuova varietà di ciliegio distribuita da Geoplant, Vivai F.lli Zanzi e Vivai Battistini
Sono tante oggi le novità varietali che i vivaisti distribuiscono: questa è Royal Tioga*
(Fonte foto: © Geoplant Vivai)

La crescita di questo frutto dal punto di vista commerciale è anche certificata dall'accordo tra i gruppi Rivoira e F.lli Orsero, che da quest'anno hanno deciso di espandere il loro sodalizio anche nel settore delle ciliegie. "Si tratta di un progetto comune per valorizzare la ciliegia piemontese - spiega l'azienda F.lli Orsero Spa in un comunicato -. Le varietà scelte saranno quelle appartenenti al gruppo Sweet (ad esempio Sweet Saretta® PA5UNIBO*), Kordia, Regina e Ferrovia. Rivoira selezionerà e confezionerà il prodotto mentre Orsero avrà il compito di distribuirlo con il proprio marchio, sia nelle catene distributive sia nei mercati all'ingrosso".

Le ciliegie in generale sono sempre più apprezzate grazie al loro sapore dolce ed intenso, con un successo che si sta radicando sia negli adulti che nei bambini. Possiedono proprietà benefiche per l'organismo, prima fra tutte quella antinvecchiamento, poiché contengono moltissimi flavonoidi (polifenoli). Questi ultimi sono sostanze antiossidanti che contrastano i radicali liberi e rallentano il processo d'invecchiamento cellulare. Le ciliegie sono un frutto con poche calorie e con elevato contenuto in vitamine (A, B e C). Sono inoltre una fonte da non sottovalutare di sali minerali, come ferro, calcio, magnesio, potassio e zolfo.

L'aspetto dell'innovazione varietale è sicuramente uno degli elementi centrali di questa nuovo rinascimento della cerasicoltura made in Italy, oltre che l'innovazione tecnica ed agronomica. Oggi infatti per fare reddito è necessario avere ciliegie grosse (calibro 28 mm ed oltre), di un bel colore rosso scuro brillante, dal buon sapore dolce ed aromatico, sode e croccanti. E le nuove varietà vanno in questa direzione.

"Oggi gli obiettivi principali dei breeder di tutto il mondo - commenta Gianluca Pasi di Geoplant Vivai - sono l'autofertilità, il calibro minimo 28-30 mm ed una elevata consistenza della polpa (necessaria per evitare danni durante la raccolta, la lavorazione e per garantire una lunga shelflife al prodotto). Non tralasciamo anche la bassa acidità del frutto accompagnata da un grado zuccherino medio-elevato, la colorazione dell'epidermide e della polpa che devono essere rosso scuro, la maturazione omogenea e possibilmente il peduncolo allungato per facilitare le operazioni di raccolta.

"Per quanto riguarda le epoche di maturazione la tendenza è quella di mettere sul mercato pacchetti varietali con caratteristiche pomologiche omogenee che consentono di offrire al consumatore un prodotto simile per più settimane. Altra tendenza nei programmi di breeding è quella di allungare il calendario di raccolta proponendo varietà sempre più precoci e sempre più tardive".

"Un aspetto molto rilevante dal punto di vista pomologico, e purtroppo non ancora risolto, è la tolleranza al cracking. L'agricoltore che decide di fare un impianto chiede varietà con frutti di grosso calibro e produttive, con una preferenza per varietà precoci e medio-tardive. Un'altra richiesta molto frequente riguarda proprio la tolleranza allo spacco da pioggia che purtroppo si può tentare di risolvere solo attraverso accorgimenti tecnici quali teli e reti antipioggia, mentre la genetica può fare ancora poco. Esistono, e sono già commercio, alcune varietà tendenzialmente poco sensibili al cracking, ma purtroppo non hanno caratteristiche pomologiche al top come molte altre varietà di più recente introduzione"
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© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione varietale innovazione mercati consumi plantgest

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