Cereali, si allarga sempre di più la forbice fra import ed export

Nel settore cerealicolo l'import di commodity corre forte, mentre scende l'export in termini quantitativi, che si difende solo con farine, pasta e mangimi. Deficit sempre più pesanti

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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L'import di cereali continua a crescere
Fonte foto: © Elenathewise - Fotolia

Continua a crescere l'import di cereali in quantità e valore nei primi dieci mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo 2018. Lo dice l'Anacer, che rileva come nell'intervallo di tempo considerato le quantità proveniente dall'estero siano cresciute di 290mila tonnellate (+1,7%), con un aumento di oltre 246 milioni di euro in valore. Forte crescita del grano duro (+559.100 tonnellate) e del granturco (+436.500 tonnellate), mentre scende fortemente l'import di grano tenero (-682mila tonnellate).

Calano anche orzo (72.900 tonnellate) e avena (-10.200 tonnellate). Sul fronte dell'export, cresce il valore con +143,9 milioni di euro (+5,1%), con un segno meno sulle quantità (-31.600 tonnellate, -0,9%). I segnali positivi delle vendite all'estero si confermano sui prodotti a contenuto maggiore di valore aggiunto, ovvero le farine di grano tenero (+5,4%), i mangimi a base cereali (+8,9%) e la pasta (+6,4%), mentre scende l'export di commodities, in particolare i cereali in granella (-90.200 tonnellate).

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