Il settore agroalimentare globale è in continua evoluzione, influenzato da fattori economici, climatici e geopolitici, oltre che dal rapido mutamento delle dinamiche di mercato. Un contesto articolato e complesso, in cui l'agribusiness italiano gioca un ruolo strategico con una duplice valenza: da un lato soddisfare il fabbisogno interno, dall'altro contribuire alle catene di approvvigionamento internazionali.

 

Prende le mosse da qui la scelta di Bunge, uno dei protagonisti dell'agribusiness mondiale che ha ampliato le opportunità per il mercato agricolo italiano a seguito della sua combinazione con Viterra.

 

Bunge e Viterra si sono infatti fuse il 2 luglio 2025 per creare una tra le principali aziende nell'ambito delle soluzioni agroalimentari, che collega gli agricoltori ai consumatori. L'unione ha permesso di integrare assi complementari, rafforzando l'offerta lungo l'intera filiera e generando benefici significativi per produttori agricoli, buyer e clienti finali.

 

La nuova società scaturita dalla fusione, che opera sotto il nome e il brand Bunge, mette a disposizione soluzioni più efficaci e diversificate, garantendo l'accesso ai principali mercati di approvvigionamento per tutte le principali colture. Grazie a una rete globale integrata, Bunge collega le principali regioni di produzione agricola a mercati chiave, come l'Italia, al fine di soddisfare la crescente domanda di alimenti essenziali, mangimi e materie prime rinnovabili.

 

"Questa trasformazione - sottolinea Greg Heckman, chief Executive Officer di Bunge - crea nuove opportunità lungo le nostre filiere e ci consente di costruire una realtà di riferimento per l'agribusiness del ventunesimo secolo. Oggi abbiamo maggiori capacità per rispondere in modo sostenibile alle esigenze di mercati complessi, offrendo prodotti e servizi di eccezionale qualità sia agli agricoltori sia ai consumatori finali".

 

Bunge in Italia: solide radici per giocare un ruolo strategico al servizio della filiera

Bunge è presente in Italia dal 2000. L'azienda ha inizialmente avviato le proprie attività nel commercio dei cereali, ampliando nel tempo il proprio ruolo lungo l'intera filiera agroalimentare, dalla trasformazione alla distribuzione. Oggi è un partner di riferimento per il settore alimentare e mangimistico dell'intera penisola: fornisce prodotti per mangimi a migliaia di allevatori italiani e oli vegetali a importanti aziende alimentari, sia a livello nazionale che internazionale. Le sue attività contribuiscono inoltre allo sviluppo delle energie rinnovabili, attraverso la produzione di biodiesel e di materie prime per carburanti.

 

Nel sito produttivo di Porto Corsini a Ravenna, Bunge lavora semi di soia e raffina oli di colza e di girasole. Da questi processi derivano farine proteiche destinate all'alimentazione animale, oli vegetali per uso alimentare, ma anche per carburanti rinnovabili, oltre alla glicerina impiegata nei settori farmaceutico e tecnico.

 

Grazie alla propria struttura integrata, oggi l'azienda è in grado di offrire agli agricoltori italiani maggiori opportunità per la commercializzazione di cereali, semi oleosi e altre produzioni agricole. I raccolti locali vengono acquistati e integrati con forniture globali selezionate, per servire una vasta gamma di settori: dai mangimifici ai molini, dall'industria alimentare ai produttori di biocarburanti, alla ricerca di materie prime sostenibili. Un modello che consente collegamenti più efficienti tra origine e destinazione.

 

Nel sito produttivo di Porto Corsini (Ravenna) Bunge lavora semi di soia e raffina oli di colza e di girasole

Nel sito produttivo di Porto Corsini (Ravenna) Bunge lavora semi di soia e raffina oli di colza e di girasole

(Fonte foto: Bunge)

 

Sicurezza alimentare e sostenibilità al centro della strategia

In Italia, la produzione nazionale di colture come mais, grano e soia, fondamentali per la produzione alimentare e per i mangimi zootecnici, non è sufficiente a coprire il fabbisogno complessivo interno. Per questo motivo, l'approvvigionamento viene integrato in modo strutturale da forniture internazionali. Negli ultimi cinque anni, fattori come le condizioni climatiche e la scelta di destinare i terreni ad altri utilizzi agricoli (come, ad esempio, la produzione di trinciati per biogas e allevamento zootecnico specializzato), hanno portato ad un aumento delle importazioni di mais, grano tenero e orzo.

 

Secondo i dati Istat ed Eurostat, per materie prime agricole essenziali come mais, grano tenero e soia, la produzione italiana copre meno del 50% della domanda interna. Un dato che evidenzia la necessità di approvvigionamenti esterni costanti per garantire la stabilità e la continuità operativa dei settori chiave: dalla molitura alla produzione di mangimi, all'industria alimentare. In questo contesto, la rete globale di Bunge, con la sua filiera integrata, svolge un ruolo chiave, collegando al mercato italiano le principali aree produttive del Nord e Sud America, del Mar Nero e dell'Australia, rafforzando così la sicurezza alimentare italiana.

 

La sostenibilità è uno dei pilastri della strategia di Bunge, che agisce per sviluppare filiere sempre più responsabili, a basse emissioni di carbonio e a deforestazione zero. L'azienda promuove pratiche di agricoltura rigenerativa in Europa e in Sud America, con l'obiettivo di migliorare la salute del suolo, tutelare la biodiversità e favorire la cattura e lo stoccaggio del diossido di carbonio emesso in atmosfera. Trasparenza e tracciabilità sono garantite lungo tutta la filiera, dal campo alla tavola, grazie a piattaforme digitali e partnership strategiche.

 

In Italia Bunge collabora con xFarm Technologies per mettere a disposizione degli agricoltori strumenti digitali avanzati, in grado di monitorare le colture, ottimizzare l'uso delle risorse e implementare le pratiche sostenibili. Queste iniziative si traducono in un supporto concreto per migliorare i risultati ambientali e offrono benefici concreti agli agricoltori: aumento della produttività, possibilità di accesso a mercati premium, maggiore resilienza economica nel lungo periodo.

Senza dimenticare che Bunge aderisce alla certificazione Iscc, International Sustainability and Carbon Certification, che promuove la riduzione delle emissioni di gas serra ed una produzione sostenibile.

 

L'espansione di Bunge rafforza ulteriormente il collegamento tra agricoltori e consumatori italiani, facendo leva su una profonda esperienza, robuste capacità e una rete globale ancora più solida.

 

Per Bunge sostenibilità e sicurezza alimentare sono al centro

Per Bunge sostenibilità e sicurezza alimentare sono al centro

(Fonte foto: Bunge)