Insetti alieni, come affrontarli?

L'incontro organizzato dall'Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con il Servizio Fitosanitario dell'Emilia-Romagna, si terrà a Campogalliano (Mo) sabato 21 settembre. Al centro dell'evento: l'esperienza in regione con la vespa cinese del castagno, con il moscerino Drosophila suzukii e con la cimice Halyomorpha halys

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A sinistra un esemplare maschio di Halyomorpha halys su foglie di catalpa, a destra una femmina
Fonte foto: © Sara Bortolini - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Come affrontare gli insetti alieni: la sinergia tra entomologi ed enti preposti alla gestione delle avversità fitosanitarie. E' questo il focus dell'incontro che si terrà a Campogalliano (Mo), via Mattei 11, sabato 21 settembre alle 16.30 e che tratterà l'esperienza dell’Emilia Romagna con le recenti introduzioni dall’oriente: la vespa cinese del castagno Dryocosmus kuriphilus, il moscerino Drosophila suzukii, la cimice "diabolica" Halyomorpha halys
L'evento, organizzato dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biogest-Siteia dell'Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con il Servizio Fitosanitario della Regione ER, i Consorzi Fitosanitari Provinciali, il Comune di Campogalliano e dagli organizzatori di Entomodena (il Gmsn, Gruppo Modenese Scienze Naturali), fornirà un aggiornamento sulla situazione degli insetti "alieni" introdotti in regione.

Alberto Contessi, responsabile del Servizio Fitosanitario Regione Emilia-Romagna, illustrerà la relazione "Nuove minacce fitosanitarie per l’agricoltura e l’ambiente", mentre  "Il punto della situazione su monitoraggio e gestione delle tre specie asiatiche in Emilia Romagna" sarà fatto da Massimo Bariselli del Servizio Fitosanitario Regione Emilia-Romagna; Stefano Caruso del Consorzio Fitosanitario Provinciale di Modena e da Lara Maistrello del Dipartimento di Scienze della Vita e Biogest-Siteia, dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

Il crescente traffico internazionale di merci e persone favorisce l’introduzione di numerose specie di insetti in Paesi diversi dai luoghi di origine, causando impatti ambientali negativi e gravi perdite economiche in tutto il mondo. L’arrivo di nuove specie presuppone l’elaborazione di modelli organizzativi che permettano il monitoraggio del territorio e la definizione di appropriate strategie di contenimento delle nuove avversità.
Questa conferenza ha lo scopo di evidenziare l'importanza degli entomologi dilettanti e specialisti nell'individuazione e identificazione delle specie nuove nel territorio, di indicare il corretto approccio da seguire in caso di riconoscimento di specie di potenziale interesse fitosanitario e di fare rilevare come la sinergia tra entomologi, Università (in veste di ente di ricerca e di alta formazione) ed enti preposti alla gestione delle avversità fitosanitarie può contribuire a fronteggiare l'introduzione di specie pericolose. In particolare verrà trattata l'esperienza della Regione Emilia Romagna nell'affrontare il recente ingresso di tre insetti “alieni”, originari dell’Asia, potenzialmente molto dannosi all’economia regionale e nazionale: la vespa cinese del Castagno Dryocosmus kuriphilus (Hymenoptera, Cinipidae), il moscerino Drosophila suzukii (Diptera, Drosophilidae) e la cimice Halyomorpha halys (Heteroptera, Pentatomidae).

D. kuriphilus introdotto nel 2002 in Piemonte, dal 2008 è arrivato in ER dove si è diffuso in tutti i castagneti. La lotta biologica a questo fitofago galligeno con il parassitoide specifico Torymus sinesis importato dal Disafa (To), si è attuata in Emilia Romagna anche grazie all’autoproduzione dei parassitoidi, tramite la gestione di aree di moltiplicazione e laboratori di allevamento (Biogest- Siteia, Caa). La progressione da 12 lanci (2011), a 62 (2012) a 155 (2013) con 39 e 70 lanci prodotti in regione negli ultimi due anni conferma che l’antagonista in ER si è ambientato e si riproduce. Nei prossimi anni altri lanci completeranno la copertura del territorio regionale per garantire l’instaurarsi dell’equilibrio tra antagonista e ospite e ridurre i danni a livelli accettabili.

D. suzukii, nel 2009 in Trentino Alto Adige e in Emilia Romagna dal 2011, carpofago polifago con elevato potenziale riproduttivo, rappresenta una seria minaccia per la frutticoltura. Dal monitoraggio attivato nel 2010 è emersa un’ampia diffusione su tutto il territorio regionale con danni soprattutto su ciliegio e picchi di popolazione nei periodi freschi/umidi. Sono in corso prove di valutazione di strategie di gestione integrata a basso impatto ambientale.

H. halys, rilevata per la prima volta in Italia proprio a Modena nel settembre 2012 grazie ad una raccolta didattica di insetti, si profila come il fitofago potenzialmente più dannoso, data l’estrema polifagia. In Usa a pochi anni dall’introduzione si è rivelata tra i peggiori infestanti di varie piante da frutto, ortive e ornamentali. Il sistema di monitoraggio attivato nel territorio a maggio 2013 mira a delimitare la presenza della cimice e individuare le principali specie ospiti in modo da delineare la potenziale incidenza economica.

Scarica il programma in formato .Pdf

Scarica la locandina della mostra internazionale di entomologia in formato .Pdf

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