Il mercato mondiale dei prodotti lattiero caseari è in fermento. Nei principali paesi produttori le quotazioni dei prodotti più significativi sono in crescita.

Accade per il burro, il cui prezzo ai primi di ottobre è schizzato verso l’alto negli Usa (+18,5%) e così pure in Oceania e nell’Unione europea.

Anche il latte in polvere mostra significativi rialzi sui principali mercati.

Qualche cedimento lo si registra solo per il cheddar, il formaggio preso a riferimento per gli scambi internazionali. La tabella che segue mostra in dettaglio questa evoluzione.


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Il latte spot

In questo contesto anche il latte spot, quello venduto fuori contratto, continua a registrare prezzi in aumento, in particolare per la provenienza nazionale che a metà ottobre ha guadagnato un ulteriore 1,4%, che va ad aggiungersi a quelli delle settimane precedenti.

Un segnale che non mancherà di pesare nelle discussioni in corso sul rinnovo dei contratti di cessione del latte in Lombardia.

Nonostante questi aumenti il differenziale con lo scorso anno risulta tuttavia elevato (quasi il 21% in più rispetto ad oggi).

 

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Il trend

Il grafico che segue, elaborato da Assolatte, mostra l’evoluzione del prezzo del latte spot negli ultimi tre anni.

Si nota come quest’anno il trend sia simile a quello degli anni precedenti, con un aumento dei prezzi fra fine estate e inizio autunno.

Se lo stesso andamento sarà confermato, ci attende tuttavia un rallentamento, se non proprio un’inversione, negli ultimi due messi dell’anno.

Difficile tuttavia un crollo repentino, come avvenuto sul finire del 2022, grazie alla minore offerta di latte sul mercato.

 

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Andamento del prezzo del latte spot di provenienza nazionale negli ultimi tre anni
(Fonte: Assolatte)


Le consegne

Osservando l’andamento delle consegne di latte in Italia, si nota una continua riduzione dell’offerta, che da inizio anno continua a flettere, mantenendosi sempre al disotto di quella degli anni precedenti.

L’ultima rilevazione, risalente a luglio, mostra un’accentuazione di questa tendenza, favorita dal fisiologico calo produttivo del periodo estivo.

 

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Andamento delle consegne di latte in Italia negli ultimi tre anni

(Fonte: Assolatte)

Il latte nella Ue

Stabile invece la produzione di latte nell’Unione Europea, dove si registra nel periodo fra gennaio e luglio 2023 un modesto aumento (+0,8%).

Il contemporaneo aumento della trasformazione in burro e formaggi, in latte in polvere e latte condensato, ha contribuito ad alleggerire la quantità di latte alimentare a disposizione.

 

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I formaggi

Per completare Il quadro della situazione del comparto è necessario esaminare l’andamento del prezzo dei formaggi, ai quali è destinata la maggior parte del latte prodotto in Italia.

Grana Padano e Parmigiano Reggiano sono fra i più significativi prodotti caseari dai quali osservare l’evoluzione del mercato.

Dalle analisi condotte da Ismea nella seconda settimana di ottobre si nota per entrambi questi prodotti caseari una decisa stabilità, con prezzi che per il Parmigiano Reggiano stagionato 12 mesi sono fermi a 10,02 euro/kg.

Situazione analoga per il Grana Padano stagionato 12/15 mesi, con prezzi fermi a 9,57 euro/kg.

 

Forte però il divario rispetto a un anno fa, quando il Parmigiano Reggiano poteva vantare quotazioni del 7,6% più alte rispetto a oggi.

In questo confronto si distingue il Grana Padano che riesce al contrario a spuntare prezzi più elevati rispetto al 2022 (+0,5%).

Anche questo un fattore che i produttori di latte potranno mettere sul tavolo della trattativa nel tentativo di ottenere un accordo al rialzo.

 

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