Beeing, tecnologia e stile per l'apicoltura urbana e non solo

Abbiano incontrato Roberto Pasi e Gabriele Garavini, fondatori di una startup tutta italiana che produce attrezzature per apicoltura, unendo soluzioni tecnologiche e design con un successo che sta crescendo

Matteo Giusti di Matteo Giusti

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Un'immagine promozionale di un'arnia da apicoltura urbana di Beeing
Fonte foto: Beeing

E' una startup tutta italiana, romagnola per la precisione, nata dalla passione per le api e per la tecnologia di due giovani faentini, Roberto Pasi e Gabriele Garavini, che in questa nuova avventura chiamata Beeing stanno puntando tutto.

Partiti con un antifurto per alveari, oggi Beeing produce anche sensori per il controllo a distanza dell'alveare più arnie e attrezzature per l'apicoltura urbana, riscuotendo un successo commerciale sia in Italia, ma soprattutto all'estero.

Per farci spiegare meglio cosa fanno e cosa ancora vogliono fare li abbiamo incontrati.

Come è nata Beeing e quando?
"La nostra startup nasce dalla passione personale per le api, insetti fantastici che, oltre a produrre il miele, sono fondamentali per la catena produttiva agricola occupandosi dell'impollinazione. La mia famiglia si occupa di apicoltura da molto tempo, ed io ho sviluppato questa passione grazie a mio nonno che era apicoltore.
Insieme a Gabriele, che è uno sviluppatore informatico nonché amico di lunga data, abbiamo deciso di avviare una startup che potesse dare un contributo importante all'apicoltura, introducendo strumenti IoT (che noi abbiamo ribattezzato IoB Internet of Bees) e analisi di big data"
.

Il primo vostro prodotto è stato un antifurto per alveari, ha avuto successo? E ha aiutato a sventare ruberie?
"B-secure, il nostro antifurto, non solo permette di sventare le ruberie, fenomeno ahimè presente nel mondo dell'apicoltura, ma grazie ad un software integrato permette anche di rilevare dati importanti per la salute delle api, quali la temperatura dell'arnia, il grado di umidità e il ronzio delle api. Siamo contenti di aver raggiunto una quota di mercato abbastanza soddisfacente fino ad ora. Certo, puntiamo a espanderci ancora di più, in quanto siamo convinti sia un prodotto interessante. Per ora siamo soddisfatti del successo che ha ricevuto e puntiamo sicuramente a migliorarlo. Nel 2018 e 2019 abbiamo collaborato spesso con carabinieri ed apicoltori, restituendo grazie a B-secure centinaia di arnie rubate".

Oggi producete anche arnie per apicoltura urbana. Oggetti di design ma funzionali. Come vi è venuta in mente questa idea?
"L'apicoltura urbana è in forte crescita, sempre più tetti, balconi e giardini delle grandi metropoli sono popolati da api e fiori. Oramai è indubbio che le api spesso vivano meglio in città piuttosto che in campagna. Spinti da questa consapevolezza, nel 2018 abbiamo avviato un progetto dedicato all'apicoltura urbana, cercando di semplificare gli strumenti classici (arnie e strumentazione tecnica) per avvicinare un maggior numero di persone. Abbiamo cercato di inventare un oggetto che integrasse il contesto urbano con quello della natura. Così è nata B-box, la nostra arnia di design che permette di estrarre il miele senza entrare in contatto con le api.

Dopo molti test e dopo le prime vendite (Marsiglia, San Francisco, Milano, ecc.) abbiamo deciso di presentarla con una campagna di crowdfunding reward sulla piattaforma internazionale Indiegogo pochi mesi fa. Oggi siamo felici che la campagna abbia riscontrato un grande successo e per l'appunto abbiamo deciso di espandere la nostra campagna crowdfunding per permettere a tutti coloro interessati al progetto di continuare a sostenerci. Affianchiamo i nostri clienti con apicoltori professionisti che li guidano nel diventare apicoltori. B-box semplifica molte operazioni ma conoscere le api è sempre fondamentale per potersene prendere cura al meglio"
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Pasi e Garavini di Beeing
Roberto Pasi, a sinistra, e Gabriele Garavini, fondatori di Beeing accanto a una loro arnia B-box

Quante tipologie di arnie producete e che caratteristiche hanno?
"Abbiamo sviluppato due tipologie di arnia, chiamate B-box e B-hive. Finora abbiamo lanciato soltanto B-box, in futuro prevediamo probabilmente di lanciare anche B-hive. Per ora ci stiamo concentrando nelle fasi di produzione di B-box. Entrambe le arnie hanno un funzionamento simile, ma hanno strutture leggermente differenti (B-box è infatti rettangolare, B-hive è, invece, cilindrica).

B-box è semplice e bella, adatta al contesto urbano e alla portata di tutti. È un'arnia rivoluzionaria che grazie al suo design ha ridefinito appunto l'apicoltura domestica. È costituita da solido legno di pino e di abete rosso, progettato e lavorato per resistere agli ambienti esterni, e da policarbonato, materiale estremamente resistente. È sicura grazie alla presenza di un camino di due metri di altezza che consente di far uscire le api all’'ltezza di volo, evitando quindi di avere api attorno all'alveare, e rendendo così sicura la zona di osservazione. Il coperchio di B-box è trasparente e permette contemporaneamente di proteggere le api e osservare lo stato di avanzamento della raccolta del miele.

Per estrarre il miele abbiamo messo a punto un sistema brevettato, dotato di apiscampo, il quale permettere di raccogliere il miele tramite i favetti (zona della deposizione del miele), senza entrare in contatto con le api. Basta attivarlo con un semplice movimento della leva per isolare i favetti dalle api. Sarà quindi possibile estrarre i favetti in totale sicurezza ed avere così del buon miele fatto in casa, pronto da consumare"
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Perché gli apicoltori che tengono le api in città le preferiscono o le dovrebbero preferire?
"Negli ultimi anni tutti noi abbiamo sentito parlare di apicoltura urbana, una pratica sempre più in crescita non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Il motivo è semplice: oggi siamo arrivati al punto in cui è molto più salutare per uno sciame di api insediarsi in città piuttosto che in campagna. Ciò è dovuto principalmente all'utilizzo intensivo di fitofarmaci in agricoltura e di sostanze altamente nocive per le api (i famosi neonicotinoidi). L'utilizzo massiccio di queste sostanze nelle campagne provoca purtroppo gravi morie di api. Inoltre in città le api riescono spesso a trovare più fiori spontanei che crescono nei giardini o ai lati delle strade, piuttosto che nelle zone di campagna, sfruttate spesso da monocolture intensive.

Ecco perché ci piace pensare che la nostra idea di apicoltura urbana non vada solo a beneficio dell'acquirente, ma anche e soprattutto che sia importante per mantenere lo stato di salute della popolazione delle api. Integrare la natura in città è sempre stato in primis l'idea principe a fondamento della nostra startup"
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E quanto costano?
"Un'arnia B-box costa circa 600 euro, variabili a seconda degli opzionali e della configurazione richiesta.
Ci sono varie personalizzazioni ed opzioni che la rendono personalizzabile a seconda di gusti e destinazione di utilizzo"
.

Fate anche altre attrezzature specifiche per l'apicoltura urbana?
"No, ma abbiamo idee nuove ogni giorno. Passare dall'idea al progetto concreto è la vera sfida".

Dal punto di vista commerciale come va? Quali sono i vostri clienti di riferimento?
"I sensori ed i Gps antifurto sono pensati per gli apicoltori professionisti, persone che vivono di apicoltura, che producono. Sono clienti esigenti che hanno obiettivi specifici e per noi è un piacere supportarli ed aiutarli con strumenti innovativi nel loro faticoso lavoro quotidiano. Li incontriamo nelle fiere di settore, tramite i nostri canali online e tramite alcuni rivenditori.
Le arnie da città sono invece per hobbisti che vogliono avvicinarsi all'apicoltura. Persone curiose interessate a studiare ed imparare a conoscere le api. Scelgono i nostri prodotti perché sono più semplici per iniziare ed hanno un design moderno. Li affianchiamo e li mettiamo sempre in contatto con le associazioni di apicoltori del territorio"
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Fate anche altro?
"Attualmente ci stiamo concentrando sulla produzione di B-box e focalizzando nel miglioramento del software destinato a B-secure. In futuro non escludiamo di espandere la nostra startup guardando anche verso altri orizzonti. Per ora ci teniamo a procedere per gradi".

Una startup non può non pensare ad evolversi, avete già progetti nuovi su cui lavorare?
"La sfida a cui stiamo lavorando è il perfezionamento della tecnologia che traduce suoni e vibrazioni delle api. Ascoltarle e tradurne le comunicazioni è molto interessante e utile per la ricerca. Siamo ad un buon punto ma per essere un prodotto serve ancora un po' di strada".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione api interviste apicoltura startup

Rubrica: AgroInnovAzione

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