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Campania, al via il caseificio sperimentale della regione

Inaugurato ieri ad Eboli (Salerno), nell'azienda regionale Improsta. Servirà a mettere a punto nuove tecniche di caseificazione ed a perfezionare i formaggi della tradizione campana

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Un momento dell'inaugurazione, da sinistra: Antonio Limone, direttore dell'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, Franco Alfieri, capo segreteria del presidente De Luca, Luca Sgroa, presidente Craa e Mario Iervolino, commissario Alsl Salerno
Fonte foto: © Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno

Un caseificio dove studiare e mettere a punto tecniche di caseificazione nuove e più raffinate e per riprodurre e perfezionare quelle dei formaggi della tradizione campana, con l'obiettivo di innalzarne il livello di sicurezza alimentare e renderli commerciabili sui mercati esteri, è stato inaugurato ieri, 29 ottobre 2018, nell’azienda agricola sperimentale regionale Improsta, a Eboli (Salerno), nell’ambito delle attività previste dal protocollo di intesa tra l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno ed il Centro per la ricerca applicata in agricoltura.

Il Craa è un’associazione che annovera, tra i suoi soci, la regione Campania, proprietaria dell’azienda Improsta, l’Università degli studi di Napoli Federico II, l’Università degli studi del Sannio di Benevento, l’Università degli studi di Salerno e l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli di Caserta.

Nella struttura si effettueranno attività di ricerca e di sperimentazione sui prodotti agroalimentari tradizionali campani, attraverso il controllo e la validazione delle diverse tecniche di lavorazione impiegate. Le tecnologie saranno studiate sia presso il caseificio sperimentale, sia presso le aziende in collaborazione con il Centro di riferimento regionale per la sicurezza della ristorazione pubblica e collettiva e delle produzioni agroalimentari tradizionali.

I formaggi della Campania interna, tutti prodotti a latte crudo, sono uno scrigno di tipicità ed un possibile fattore di sviluppo ancora in parte inespresso, perché i mercati sono sempre più esigenti in fatto di certificazioni, standard sanitari e qualitativi.
“Con l’avvio di queste attività, l’Izsm si può finalmente avvalere di una struttura pubblica in cui condurre ricerche che mettano i produttori nelle condizioni di proiettarsi verso sfide nazionali ed internazionali, puntando non solo sul rispetto delle tradizioni, ma anche sulla messa a punto di procedure di caseificazione innovative e nuovi studi, volti a ottenere nuovi prodotti o a migliorare quelli già presenti - ha dichiarato Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno - L’obiettivo è quello di definire un percorso tecnologico che garantisca la sicurezza alimentare dei nostri formaggi creando dei protocolli virtuosi da applicare nelle aziende di trasformazione presenti sul territorio regionale

“L’Asl, attraverso il dipartimento di Prevenzione, si occuperà di effettuare i controlli nelle aziende del territorio per verificare la salubrità dei nostri prodotti e cercherà di semplificare quelle che sono le deroghe a livello europeo che interessano i nostri prodotti tradizionali, realizzati, quindi, secondo antiche metodiche produttive. Con queste attività si potrà dare un riscontro ai produttori delle nostre aree interne tutelando non solo i produttori, ma anche i consumatori, garantendo il rispetto della tradizione e della sicurezza alimentare" ha sottolineato Mario Iervolino, commissario straordinario dell’Asl di Salerno.

“Con il protocollo di intesa siglato con l’Izsm, mettiamo a disposizione il caseificio sperimentale dell’Azienda Improsta per una straordinaria attività di ricerca rivolta a tutto il mondo produttivo della Campania. Da questo punto di vista, la scommessa e la sfida della competitività dell’agroalimentare campano, a livello nazionale ed internazionale, passa attraverso le nuove tecniche produttive e la sperimentazione. In questo contesto, l’Improsta ha un ruolo fondamentale rispondendo alla sua mission istituzionale di ricerca applicata in agricoltura e di supporto a tutti gli operatori del comparto agroalimentare" ha detto Luca Sgroia, presidente del Craa e amministratore dell'azienda Improsta.

“Con l’avvio delle attività creiamo un momento di formazione fondamentale per la ricerca applicata. Avere una struttura sperimentale è estremamente importante per fornire un supporto scientifico ai produttori del comparto e per fornire loro nuovi strumenti che gli consentano di essere competitivi in Europa e nel mondo - ha spiegato Nicoletta Murru del dipartimento di Medicina Veterinaria e delle Produzioni Animali della Federico II. Il Dipartimento di Medicina veterinaria, come anticipato da AgroNotizie, si appresta a varare proprio nell’azienda Improsta il primo corso di laurea magistrale internazionale in zootecnia di precisione.

“Oggi si concretizza ulteriormente la sinergia tra regione, Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, Asl, mondo universitario e azienda Improsta. L’azienda Improsta, infatti, diventa un centro di riferimento per il comparto con l’apertura del laboratorio sperimentale" ha infine concluso Franco Alfieri, capo della segreteria del Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, per il quale segue le politiche agricole.

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