La sostenibilità degli allevamenti da latte: strumenti e tecnologie

Il convegno si terrà il prossimo 15 aprile al Centro fieristico di Reggio Emilia nell'ambito della Mostra interregionale delle Bovine da Latte

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Reggio Emilia, 15 aprile
Fonte foto: © agl-photoproductions - Fotolia

“La sostenibilità degli allevamenti da latte: strumenti e tecnologie”. E’ questo il titolo del convegno che si terrà il 15 aprile, alle 10.00, al Centro fieristico di Reggio Emilia in occasione della Prima Mostra interregionale dei Bovini da Latte, rassegna organizzata dall’Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna (Araer), in programma dal 15 al 17 aprile prossimi.
All’evento parteciperanno Riccardo Negrini, direttore tecnico dell’Aia, Associazione italiana allevatori; Laura Pavoni, responsabile Ced dell’Aia); Giorgio Burchiellaro, direttore dell’Anafi, Associazione nazionale allevatori Frisona italiana; Carlo Bisaglia del Crea di Treviglio (Bg) e Davide Barchi, responsabile del Servizio e sviluppo delle produzioni animali dell’Emilia Romagna. Il convegno sarà introdotto da Roberto Maddè, neodirettore generale Aia, cui spetterà anche il compito di coordinare i lavori.

Gli allevatori stanno attraversando un momento molto sfavorevole – dichiara Riccardo Negrini, direttore tecnico del’Aia, uno dei relatori al convegno – in cui il prezzo riconosciuto alla stalla rappresenta l’apice di una congiuntura negativa. Proprio per questo diventa strategico perseguire l’obiettivo di ottimizzare l’attività in allevamento, a iniziare dal miglioramento dell’efficienza produttiva delle bovine. Per fare questo soluzioni standardizzate non ne esistono. Esistono però informazioni e strumenti che possono aiutare a raggiungere questo obiettivo iniziando dalla capacità di leggere in maniera appropriata i risultati che emergono dai controlli funzionali, al fine di elaborarli e tradurli in informazioni che possano contribuire a migliorare il management aziendale. I nostri allevatori vantano una professionalità di primo livello ma per competere oggi serve ancora di più".

"E’ un cambiamento, quello richiesto - continua Negrini –, di cui hanno percezione e che, come tutti i cambiamenti, tende un po’ a intimorire. Eppure non ci sono strade alternative. L’innovazione tecnologica richiede un approccio più scientifico, la capacità di interpretare il dato raccolto in stalla per poi elaborarlo e apportare i correttivi indispensabili laddove servono. In buona sostanza, non è più sufficiente avere una bovina che produce molto latte, occorre saper leggere i parametri che lo caratterizzano perché il miglioramento della produttività parte dalla capacità di analizzare il dato raccolto”.

Durante il convegno, oltre al tema della gestione della mandria che affronterà Negrini, gli altri relatori affronteranno i temi della genomica, dell’innovazione tecnologica, del sistema gestionale Si@lleva, mentre le riflessioni conclusive spetteranno a Davide Barchi, responsabile del Servizio e sviluppo delle produzioni animali della Regione Emilia Romagna che sottolinea: “L’impegno della Regione Emilia Romagna a sostegno della zootecnia regionale si esprime con i Psr 2014-2020 che rappresentano la colonna portante per la tutela della biodiversità e della sostenibilità degli allevamenti. Le nuove frontiere della genetica sono l’espressione di come si possa produrre meglio e di più senza mai affrancarci dalle radici che hanno permesso a un settore così strategico per la nostra economia di raggiungere gli importanti traguardi che il mondo intero ci invidia”.

L’attualità degli argomenti e il riconosciuto valore scientifico-culturale dei relatori che prenderanno parte al convegno qualificano l’incontro come un momento di grande importanza, dal quale attingere le più corrette informazioni per il costante miglioramento dell’allevamento.

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