Fin dagli albori dell'agricoltura gli insetti sono stati uno dei flagelli che colpiva le coltivazioni, causando pesanti perdite di raccolto. Per riuscire a gestirli, nel corso degli anni gli agricoltori hanno sviluppato differenti strategie. A seconda della specie e dell'ambiente, si utilizzano gli insetticidi, si fa ricorso al lancio di predatori e parassitoidi, si sfruttano i feromoni per la confusione sessuale e la cattura massale, si impiegano colle e altre barriere fisiche. Si mette in campo, cioè, una gestione integrata.
La gestione integrata degli insetti dannosi è un approccio multitattico, che prevede di ricorrere a diversi strumenti e strategie per controllare un determinato artropode dannoso, arrecando il minor disturbo possibile agli equilibri all'interno di un agroecosistema.
Due principi chiave: monitoraggio e prevenzione
L'elemento a fondamento della gestione integrata è il monitoraggio della presenza e densità degli insetti dannosi. Se, in passato, si trattava a calendario, oggi si interviene solo se viene superata la soglia di danno, solo cioè se il numero di insetti presenti è tale da causare un danno economico che giustifichi il trattamento.
Il secondo principio cardine è che l'agricoltore deve creare le condizioni affinché il problema non si presenti, deve dunque agire in maniera preventiva. Questo significa, ad esempio, mantenere un agroecosistema in salute, adottando ampie rotazioni, lasciando aree incolte per favorire l'insediamento di insetti utili, scegliendo varietà resistenti e altro ancora.

Insetti intrappolati sulla colla in una trappola cromotropica gialla e a feromone
(Fonte: AgroNotizie®)
Oltre a questi due principi cardine, nella cassetta degli attrezzi dell'agricoltore ci sono diversi strumenti, che si possono suddividere in sei grandi categorie:
- i semiochimici. Sono messaggeri chimici, usati per la comunicazione tra insetti. Tra i semiochimici troviamo i feromoni, che agiscono sugli individui della stessa specie e sono usati dagli agricoltori per il monitoraggio, la confusione sessuale e le trappole a cattura massale.
- gli insetticidi. Sono un mezzo tecnico largamente utilizzato, che però deve essere adoperato con consapevolezza, come raccontiamo nella rubrica AgriCampus, privilegiando molecole selettive e a minor impatto ambientale.
- i mezzi meccanici. L'uso di reti anti-insetto, di colle o di altre barriere consente di difendere efficacemente alcune piante coltivate;
- gli insetti utili. In natura predatori e parassitoidi sono in grado di tenere sotto controllo le popolazioni di insetti dannosi. Il lancio in campo di questa entomofauna utile aiuta quindi a gestire il problema. Ma anche la gestione corretta dell'agroecosistema consente di valorizzare predatori e parassitoidi che si trovano naturalmente nelle aree incolte;
- i prodotti microbiologici. Questa classe comprende batteri, funghi, nematodi e virus entomopatogeni. Gli agenti microbiologici sono molto selettivi e rappresentano un mezzo di difesa con un ottimo impatto ambientale;
- gli strumenti digitali. L'uso di Sistemi di supporto alle decisioni (DSS), bollettini e trappole smart aiuta a valutare la presenza di un insetto dannoso e consente un migliore posizionamento degli insetticidi o di altri strumenti.

La trappola Decis Trap per la cattura massale della mosca dell'olivo
(Fonte: Tommaso Cinquemani)
Feromoni, alleati potenti e silenziosi
Tra gli strumenti a disposizione dell'agricoltore, i feromoni sono tra i più utili e versatili. Si tratta di molecole che fungono da messaggeri chimici fra individui della stessa specie e sono usate dagli insetti per incontrarsi al fine dell'accoppiamento, per aggregarsi in un punto o per altre funzioni.
In agricoltura si usano in tre modi. Prima di tutto nelle trappole per il monitoraggio, all'interno delle quali viene inserito un diffusore che richiama gli adulti, che vengono poi catturati e, contandoli, si può avere un'idea della popolazione presente in campo.
I feromoni sono però utilizzati anche nelle strategie di confusione e distrazione sessuale. In questo caso vengono disposti in frutteto, vigneto o in serra dei dispenser che emettono il richiamo sessuale di una certa specie, creando false tracce e distraendo i maschi, oppure saturando l'aria e quindi disorientando gli esemplari, che non riescono a trovare la compagna. Niente accoppiamento significa niente uova fecondate e quindi una diminuzione della popolazione.
Oggi sono circa 150mila gli ettari gestiti con questa tecnica e in alcune colture, come il vigneto, la confusione sessuale è ormai lo standard per la difesa da insetti come la tignoletta. Una innovazione interessante è quella sviluppata da Bayer, che ha lanciato Vynyty Lobesia Pro Press. Si tratta di un feromone micro-incapsulato all'interno di un gel che viene applicato direttamente sul fusto della pianta per il controllo di Lobesia botrana. Tra i vantaggi di questo metodo c'è l'assenza di uso di plastica e quindi l'agricoltore non è costretto a tornare in campo a fine stagione per raccogliere i dispenser vuoti (molti dei quali finiscono al suolo).

Gli erogatori creano delle false scie che disorientano il maschio
(Fonte: Consorzio Fitosanitario Provinciale di Reggio Emilia)
Il sistema Vynyty Press è disponibile anche per il controllo di Grapholita molesta, la tignola delle drupacee, e di Tuta absoluta, un piccolo lepidottero che crea ingenti danni alle coltivazioni di pomodoro, specialmente in serra. “Il gel all'interno del quale è presente il feromone si applica facilmente in campo, non lascia residui e si degrada a fine stagione, proteggendo le piante nel tempo”, ci racconta Danilo Slanzi, Agronomic & Digital Innovation Specialist Bayer Crop Science Italia.
Oltre che per la confusione sessuale, i feromoni possono essere utilizzati anche per attirare e uccidere gli ospiti indesiderati. Il metodo Attract&Kill si basa sulla capacità dei feromoni sessuali o di aggregazione di attirare gli insetti di una specifica specie in un punto, la trappola, all'interno della quale è presente un insetticida che uccide l'esemplare. Questo metodo è particolarmente apprezzato perché mantiene bassa la popolazione di un insetto senza avere impatti ambientali negativi.
Il metodo Attract&Kill sta avendo grande successo e oggi viene usato per controllare diverse specie dannose. Bayer dispone di soluzioni a marchio Decis Trap, ad esempio per il controllo della mosca dell'olivo (Bactrocera oleae), della mosca della frutta (Ceratitis capitata) e del moscerino dei piccoli frutti (Drosophila suzukii). Ma i ricercatori stanno lavorando anche su altri target per sviluppare nuove trappole in grado di gestire un numero sempre maggiore di insetti dannosi.
Conoscere per gestire
Abbandonati i trattamenti a calendario, oggi gli agricoltori sono chiamati a produrre cibo in maniera sempre più sostenibile, minimizzando l'impatto ambientale. La gestione integrata degli insetti dannosi è dunque l'unico approccio in grado di raggiungere questo obiettivo, ma è una strategia molto più tecnica e ragionata rispetto al semplice uso di prodotti insetticidi, su cui si è basata la difesa in passato. Serve dunque un cambio di mentalità da parte dell'agricoltore, talvolta abituato a logiche del passato.
E per prendere le decisioni giuste la prima cosa da fare è avere le informazioni corrette. Un esempio di questo nuovo approccio è Cropping View, un servizio di monitoraggio per la cocciniglia e le cicaline della vite. Una piattaforma digitale che, sulla base dei monitoraggi effettuati in campo dai tecnici Bayer, permette all'agricoltore di sapere qual è lo stadio di sviluppo degli insetti e di approntare di conseguenza le migliori strategie di controllo.
“La conoscenza è potere”, si dice spesso. E anche in agricoltura vale questo principio. Conoscere la biologia dell'insetto dannoso e le strategie di difesa è il primo passo per avere produzioni soddisfacenti. Per questo è l'agricoltore il primo a dire #iocitengo, l'hashtag scelto da Bayer per la rubrica AgriCampus.
Bayer AgriCampus è un'iniziativa lanciata da Bayer Crop Science Italia con l'obiettivo di promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
Image Line® è partner e su AgroNotizie® ha creato una rubrica per ospitare i contributi provenienti da Bayer e dai partner di AgriCampus.
Consigli tecnici che se seguiti si traducono in vantaggi sia per l'agricoltore che per l'ambiente e i consumatori. Perché per tutti gli attori della filiera vale l'hashtag #iocitengo
Appuntamento a febbraio per la nuova puntata di Bayer AgriCampus
























