Favorire il ricambio generazionale creando le condizioni reali per far insediare gli 'under 40': questa la richiesta dell'Anga, l'Associazione nazionale dei giovani agricoltori della Confagricoltura, che ricorda come i giovani siano proprio tra le categorie più colpite dalla crisi economica.

L'occasione è la pubblicazione, da parte dell'Istat, del rapporto su 'Occupati e disoccupati' sul primo trimestre 2012. I dati non sono rosei: sebbene ad aprile l'occupazione abbia segnato speranzosi accenni di ripresa, il tasso di disoccupazione, in crescita, si è attestato al 10,2%.

E la situazione è particolarmente drammatica per i giovani: nella fascia d'età tra i 15 e i 24 anni l'incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca è un terzo (35,2%, +7,9% su base annua).

 

L'agricoltura 'tiene' nonostante la crisi

L'agricoltura sembra però essere in controtendenza, con un aumento del 6,7% del numero di lavoratori dipendenti, mentre industria e costruzioni fanno registrare segnali negativi (-1,8% e -4,5%).

"Un risultato positivo - nota Coldiretti - particolarmente importante, perché è il risultato di una crescita record del 14,2% al nord, ma anche del 5,4% al sud, mentre si registra una sostanziale stabilità nel centro italia (-0,4%)".

"L'agricoltura difende i suoi posti di lavoro - sottolinea la Cia - Confederazione italiana agricoltori - a dispetto di tutti i problemi che condizionano la competitività delle aziende, dai costi produttivi record ai prezzi sui campi non remunerativi". La Cia auspica che non solo il trend venga mantenuto per il resto dell'anno, ma che si incentivi quanto più possibile l'ingresso dei giovani nei campi.

L'Anga propone anche alcune soluzioni: "Favorire realmente lo start-up delle aziende, stimolare la solidarietà intergenerazionale, sostenendo l'assunzione dei giovani; favorire l'aggregazione e l'accorpamento fondiario puntando su organizzazioni di prodotto formate da giovani; promuovere 'reti di imprese' costituite a maggioranza da 'under 40'".

Senza dimenticare che i giovani portano spesso un valore aggiunto: l'innovazione, che spesso significa successo sui mercati. "Negli ultimi cinque anni - conclude l'Anga, sulla base dei dati Nomisma-Confagricoltura - le aziende che hanno innovato sono riuscite ad incrementare e differenziare le fonti di reddito, riducendo i costi e migliorando la qualità dei prodotti".

 

Guardare al futuro

Copagri sottolinea le enormi potenzialità del settore agricolo in un'ottica sia "emergenziale", del superamento della crisi, sia di rilancio di una prospettiva economica solida e duratura. "E' doveroso - mette in evidenza la Confederazione dei produttori agricoli - coinvolgere al massimo l'imprenditoria agricola ed il mondo rurale nelle sue varie funzioni nelle necessarie politiche di crescita che il governo deve intraprendere".

La Cia coglie l'occasione per rivolgere un appello al Governo, che deve "aiutare il settore in questa missione, tanto più che oggi l'agricoltura vive un momento molto difficile, con l'arrivo della batosta dell'Imu su terreni e fabbricati rurali".

 

I dati dell'Istat

Dal documento elaborato dall'Istat è emerso che ad aprile gli occupati sono stati 28mila in meno rispetto a marzo (22.953 mila, in diminuzione dello 0,1%), con un lieve aumento (+0,1%, 23 mila unità) rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

Il tasso di occupazione è pari al 57,0%, invariato in termini congiunturali ma in aumento di 0,2 punti percentuali nel confronto tendenziale.

Il numero dei disoccupati, pari a 2.615 mila, cresce dell'1,5% (38 mila unità) rispetto a marzo. Su base annua il numero di disoccupati aumenta del 31,1% (621 mila unità).

Il tasso di disoccupazione si attesta al 10,2%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a marzo e di 2,2 punti su base annua.

Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 611 mila. Circa un terzo degli appartenenti a questa fascia d'età è disoccupato: l'incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 35,2%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto a marzo ma in aumento di 7,9 punti su base annua.

Gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono dello 0,1% rispetto al mese precedente. In confronto a marzo, il tasso di inattività risulta invariato e si mantiene al 36,6%.

Per leggere il documento dell'Istat clicca qui.