La Pac rimane lo strumento principale di sostegno del reddito degli agricoltori, ma con il passare degli anni l'Unione Europea, dietro la spinta dell'opinione pubblica, ha chiesto con sempre maggiore forza che oltre alla produzione l'agricoltore aumenti anche la sua sostenibilità. E se sempre più fondi sono legati a vincoli ambientali, nel corso del tempo sono aumentati anche i controlli per verificare l'operato delle aziende agricole. Controlli che ormai si basano sui dati aziendali, forniti dall'agricoltore o generati da sensori in remoto, come i satelliti. Ma per non trasformare la digitalizzazione in nuova burocrazia serve rendere i dati interoperabili, scambiabili tra sistemi differenti.
Di dati e di controlli si è discusso durante l'incontro "Interoperabilità in ambito Pac: l'esperienza italiana del Pcg e del QDCA", tenutosi a Fieragricola il 5 febbraio 2026 e organizzato da Veronafiere in collaborazione con Image Line® e Accademia dei Georgofili. A salire sul palco Ivano Valmori (Image Line® - AgroNotizie® - Accademia dei Georgofili), Angelo Frascarelli (docente dell'Università degli Studi di Perugia e membro dell'Accademia dei Georgofili) e Salvatore Carfì (direttore di Agea Coordinamento).

Da sinistra a destra: Angelo Frascarelli (Università degli Studi di Perugia e Accademia dei Georgofili), Ivano Valmori (Image Line® - AgroNotizie® - Accademia dei Georgofili) e Salvatore Carfì (Agea Coordinamento)
(Fonte foto: Image Line®)
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Più controlli, ma meno burocrazia legata alla Pac
Frascarelli è partito da un dato di realtà: nella Pac aumentano impegni e complessità (condizionalità rafforzata, Bcaa, Ecoschemi, eccetera), quindi crescono anche controlli e verifiche. Non solo per ragioni ambientali, ma anche per un tema di credibilità del sistema: evitare frodi e rendere i pagamenti più corretti.
La differenza, oggi, è che una parte crescente dei controlli non passa più dall'ispezione in azienda, ma dal monitoraggio satellitare (Area Monitoring System, Ams). "Il satellite passa ogni cinque giorni, quindi non si sfugge", è stata la sintesi di Frascarelli. Molte Bcaa e diversi Ecoschemi sono infatti già controllati da remoto, con la generazione automatica di indicatori, le famose bandierine rosse, gialle e verdi. Bandierine che talvolta possono segnalare delle infrazioni che, invece, nella realtà di campo non sono presenti.
Per spiegare come gestire queste anomalìe, Angelo Frascarelli ha portato l'esempio della Bcaa 6, che prevede la copertura vegetale del terreno per almeno sessanta giorni tra il 15 settembre e il 15 maggio. Per assolvere a questo obbligo basta lasciare un inerbimento spontaneo del campo, in modo da evitare l'erosione. Ma il satellite, con una risoluzione di 10 metri, può non riconoscere correttamente l'erba. In questo caso, racconta Frascarelli, per l'agricoltore c'è la possibilità di dialogare con l'organismo pagatore, integrando il dato satellitare con altre prove, ad esempio con foto georeferenziate da caricare sul fascicolo aziendale.
Nella seconda parte del suo intervento Frascarelli ha richiamato il regolamento Ue di fine 2025 sulla semplificazione: meno oneri e più flessibilità, anche grazie a strumenti digitali e a un rapporto più "interattivo" tra agricoltore e pagatore. Due soglie citate come particolarmente rilevanti: sotto i 10 ettari niente controlli e sanzioni sulla condizionalità Pac (attenzione però: altri enti possono controllare comunque, ad esempio il registro di stalla), e sotto i 30 ettari alleggerimenti sulla Bcaa 7, che negli ultimi anni ha creato non poche complicazioni operative.
Salvatore Carfì: "Voglio arrivare ad un 730 precompilato"
Ogni anno molti cittadini ricorrono al 730 precompilato, un documento elaborato automaticamente dall'Agenzia delle Entrate che sulla base dei dati presenti nei database pubblici propone al cittadino una dichiarazione dei redditi che può essere accettata oppure rifiutata o integrata. Secondo Carfì, con la domanda unica Pac si vuole tendere allo stesso obiettivo. "Se incrocio i dati del fascicolo aziendale con bandi e misure, posso arrivare a proporre all'agricoltore a cosa ha diritto. Poi lui conferma o modifica".
Il passaggio chiave, per Agea Coordinamento, è il Piano Colturale Grafico (Pcg). Non basta più l'alfanumerico (ossatura della domanda unica fino al 2024), ma si è passati ad una base grafica, in cui ogni campo è rappresentato da un poligono sopra al quale si "appoggiano" tutti i dati di campo (quelli inseriti dall'agricoltore), ma anche il monitoraggio Ams, le eventuali foto geotaggate, i controlli e le procedure di pagamento.
Salvatore Carfì ha ricordato i problemi del passato: se lo stesso appezzamento viene ridisegnato da soggetti diversi per procedure diverse, non ne esce nulla di buono. "Il poligono è uno e sopra si devono appoggiare tutti gli interventi". Tradotto: una volta che il Pcg è fatto correttamente, dovrebbe alimentare tutto il resto (domande, impegni, controlli, registri).
Intervista a Salvatore Carfì, direttore di Agea Coordinamento
Un dialogo tra organismi pagatori e agricoltore
Un altro punto operativo emerso riguarda l'anticipo del monitoraggio Ams: l'idea è portare l'esito (le bandierine) sul fascicolo aziendale il prima possibile, così che eventuali problemi vengano gestiti quando l'attività è ancora "sul campo" e non mesi dopo.
Anche Carfì è tornato sul tema delle foto georeferenziate. Agea ha presentato AgriFoto, un'app che guida l'utente sull'appezzamento interessato e collega la foto all'anomalìa o al dato da aggiornare. Il concetto è quello del self control: dove il satellite non può vedere (ad esempio la potatura di un oliveto) o dove l'immagine genera un disturbo (filari, alberature, piccoli elementi non leggibili), la foto geotaggata diventa lo strumento per dimostrare cosa c'è davvero e per evitare che un errore tecnico si trasformi in sanzione o contestazione.
Nella parte finale Carfì ha allargato lo sguardo a un altro uso dei dati: la gestione dei danni da eventi estremi. L'idea è usare droni per mappare rapidamente aree colpite (alluvioni, cicloni, grandinate), delimitare in modo oggettivo il perimetro e, incrociando i dati con il Pcg, identificare subito i campi e le aziende interessate. "Siamo noi che possiamo dire: sei dentro l'area colpita, quindi hai diritto ad un indennizzo, invece di lasciare l'agricoltore nel dubbio e poi respingere domande".
QDCA: proroga, test e governance
Per quanto riguarda il Quaderno di Campagna dell'Agricoltore (QDCA) Salvatore Carfì ha ricordato che, al momento, la sua compilazione è facoltativa, poiché l'obbligo entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027. L'obiettivo di questi mesi di proroga è continuare a fare test, mettere a punto integrazioni e far funzionare i flussi tra soggetti diversi (pubblici e privati).
Ma attenzione, per arrivare preparati sarebbe meglio partire fin da subito, in maniera volontaria, perché in Italia c’è sempre il rischio di considerare la proroga come un "liberi tutti": si aspetta fino all'ultimo giorno e poi si corre. La linea di Carfì è opposta: usare il tempo guadagnato per arrivare preparati.
Anche perché la prima scadenza è quella di gennaio 2027 e sarebbe poco lungimirante arrivare a questa data senza aver mai raccolto dati e testato il funzionamento del sistema. Ogni agricoltore dovrebbe dunque interfacciasi con il Caa di riferimento e adottare strumenti digitali, come QdC® - Quaderno di Campagna®, che consente di raccogliere i dati utili alla compilazione del QDCA.
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