Campania, sui nitrati scatta l'adeguamento del Piano straordinario del 2019

L'assessorato Agricoltura apre una call alle proposte migliorative tecniche, ma resta il nodo della ridotta capienza finanziaria - appena 100 milioni di euro - e della capacità di salvaguardare solo il 30% del patrimonio bufalino

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Con l'adozione delle nuove zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola, il 23% del territorio della Campania vedrà la riduzione degli spandimenti a 170 kg per ettaro anno
Fonte foto: © Sharplaninac - Fotolia

La Regione Campania si prepara a mandare in vigore le nuove zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola che sono state definitivamente adottate con la delibera di Giunta regionale n 585 del 16 dicembre 2020 che approva la nuova "Disciplina per l'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque reflue e digestati e Programma d'azione per le zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola" e che erano state individuate con la delibera di Giunta n 762 del 5 dicembre 2017. Sul piano sostanziale sia le prescrizioni che le sanzioni per gli inadempienti scatteranno già dal 1° marzo 2020, data ufficiale della ripresa degli spandimenti dopo la pausa invernale, iniziata il 1° dicembre scorso, seppur con alcune deroghe temporanee, come già illustrato da AgroNotizie.

E per bilanciare l'effetto della riduzione graduale degli spandimenti da 340 fino ai 170 chilogrammi per ettaro anno previsti dalla direttiva Nitrati 91/676/Cee su ben 159.372,63 ettari di nuove Zvnoa - tempo due anni di transizione, nei quali gli allevatori dovranno tenersi comunque su un massimale di 210 chilogrammi - si tenta di correre ai ripari con un restyling del Piano straordinario per l'adeguamento impiantistico degli allevamenti bufalini, che prevedeva sin dal dicembre 2019 interventi per circa 100 milioni di euro da finanziarsi da parte di Regione Campania. Su tanto la Regione Campania ha aperto un canale per ricevere proposte concrete "da parte di chiunque interessato" entro il prossimo 3 marzo 2021. È quanto si desume da una nota diffusa ieri dall'assessorato agricoltura della Regione Campania.

Il Piano straordinario aveva ricevuto poche critiche in realtà: se non altro perché sottodimensionato rispetto alla realtà da affrontare, considerato che tra vecchie e nuove zone vulnerabili si raggiunge la cifra monstre di ben 316.470,33 ettari, pari al 23,15% della superficie totale regionale, che ingloba quasi tutte le aree pianeggianti della regione.

In ogni caso la delibera di Giunta regionale della Campania 585/2020 ha dato mandato alla Direzione generale per le Politiche agricole e alla Direzione generale per la Difesa del suolo e dell'Ecosistema, congiuntamente all'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, di aggiornare proprio il "Programma straordinario per l'adeguamento impiantistico-ambientale a supporto del comparto bufalino in Campania", approvato con Delibera di giunta regionale n 546 del 12 novembre 2019 in attuazione della Delibera di giunta n 152 del 17 aprile 2019, e inerente il trattamento e la valorizzazione agronomica dei reflui zootecnici finalizzati all'adeguamento delle aziende bufaline ricadenti nelle Zvnoa.

"Pertanto, al fine di provvedere all'aggiornamento delle Linee guida tecnico scientifiche di cui al Programma straordinario, si invita chiunque fosse interessato a far pervenire eventuali proposte progettuali relative a tecniche di abbattimento dei contenuti di azoto nei reflui zootecnici, anche riferite a singoli aspetti innovativi, non già contemplate nelle Linee guida" è scritto nella nota dell'assessorato Agricoltura.

"Le proposte saranno sottoposte al Gruppo tecnico scientifico estensore delle Linee guida, al fine di valutarne che rispettino dei criteri di convenienza ambientale, economica e di sicurezza sanitaria utilizzati per il Programma straordinario - si sottolinea. Le proposte potranno essere inviate, entro il 3 marzo 2021 ai seguenti indirizzi pec: uod.500706@pec.regione.campania.it e staff.500791@pec.regione.campania.it.

Il punto, come noto, è che le soluzioni tecniche già contenute nel Piano straordinario erano già rappresentative delle migliori conoscenze nel settore dell'abbattimento dell'azoto, anche rispetto alla necessità di dover contenere le emissioni di ossidi di azoto e ammoniaca in atmosfera in relazione al recepimento della direttiva 2016/2284 (Ue). Resta da capire se Regione Campania sarà disponibile anche sul versante più difficile di un ampliamento del Piano straordinario, tale da poter salvaguardare più del 30% della popolazione bufalina presente nelle nuove zone vulnerabili.

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