Psr Campania, 6,7 milioni per limitare l'inquinamento da azoto

Approvata la graduatoria definitiva del secondo bando per la Tipologia 4.1.3 che finanzia interventi negli allevamenti a 36 aziende per un valore complessivo di 9,6 milioni

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il Tar Campania non ha ancora deciso sulla richiesta di annullamento della delibera che amplia le zone vulnerabili ai nitrati
Fonte foto: © Wolfilser - Fotolia

Con il decreto della Direzione generale delle Politiche agricole della Regione Campania n 92 del 14 maggio 2020 è stata approvata la graduatoria unica regionale definitiva relativa alla tipologia di intervento 4.1.3 "Investimenti finalizzati alla riduzione delle emissioni gassose negli allevamenti zootecnici, dei gas serra e ammoniaca" del Programma di sviluppo rurale Campania 2014-2020. La graduatoria è relativa al bando del giugno 2018.

Secondo una nota dell'assessorato Agricoltura della Regione Campania "Con la graduatoria del secondo bando viene esaurita la dotazione finanziando 36 domande". Vengono così attivati investimenti pari ad una spesa ammessa di oltre 9,6 milioni di euro ed un contributo ammissibile e finanziabile di oltre 6, 7 milioni di euro.

Intanto il Tribunale amministrativo regionale della Campania - sede di Napoli - non ha ancora deciso se accogliere o meno la richiesta di annullamento della delibera di giunta regionale che individuava le nuove zone vulnerabili ai nitrati proposta da Confagricoltura Campania. Ma non ha confermato la sospensiva dell'atto.
 

Regione Campania, c'è maggiore sensibilità ambientale

"Con la tipologia 4.1.3 la Regione Campania ha riservato, nell'ambito della misura 4 del Psr 2014-2020, una specifica quota di risorse ad una finalità ambientale oggi particolarmente sensibile, e precisamente ad investimenti aziendali indirizzati alla riduzione delle emissioni di ammoniaca e di gas serra da parte di allevamenti zootecnici" si sottolinea nella nota di Regione Campania.

L'intervento si è rivolto soprattutto al comparto bufalino. Vengono finanziati interventi puntuali, di limitato impatto economico ma volti specificamente ad indirizzare gli allevamenti verso pratiche virtuose dal punto di vista dell'impatto ambientale e del benessere animale.

"Il primo bando ha raccolto un numero limitato di domande – sottolinea la nota - ma con il secondo bando c'è stato un vero e proprio exploit da attribuire prima di tutto al fatto che si è diffusa la conoscenza dell'opportunità semplice e concreta offerta da questa tipologia".

"Non trascurabile è stato anche l'effetto di una più diffusa consapevolezza dell'urgenza, per le aziende zootecniche, di intervenire sulla razionalizzazione della gestione degli effluenti, a seguito della ridefinizione delle Zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola e del relativo Piano di azione"
 conclude la nota.
 

Sulle Zvnoa pende ancora il giudizio del Tar Campania

Allo stato però la ridefinizione delle Zvnoa in Campania sembrerebbe essere ancora in corso. Questo perché lo scorso 13 maggio, il Tar Campania, sede di Napoli, con ordinanza della quinta sezione, ha disposto la revoca della sospensione cautelare degli effetti della Delibera di Giunta regionale n 762 del 5 dicembre 2017, che aveva ridisegnato le Zvnoa nella regione, richiesta da Confagricoltura Campania ed altri ricorrenti.

Questo perché, a giudizio dei magistrati napoletani, nel mentre si procede alla valutazione di merito sulla richiesta di annullamento della delibera, ancora in corso, manca l'urgenza per la sospensione dell'atto, data dalla possibilità di danno agli allevatori proveniente dalla delibera impugnata.

Tra le motivazioni della insussistenza delle condizioni di urgenza, spunta la mancata adozione del Piano d'azione da parte di Regione Campania.

Venendo meno l'adozione del Piano, non si può pertanto imporre ancora alle zone vulnerabili ai nitrati designate dalla delibera del 2017 il più severo limite di spandimento degli effluenti zootecnici di 170 chilogrammi di azoto per ettaro anno.

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