L'Italia sfiora il raggiungimento dell'obiettivo di spesa del Feasr, Fondo Europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, e del Next Generation Eu (Ngeu) sui Programmi di Sviluppo Rurale 2014-2022 al 31 dicembre 2025.

Va infatti in disimpegno automatico lo 0,57% di oltre 14 miliardi di euro di dotazione finanziaria targata Ue.

Al contrario, sul Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 con una spesa di oltre 1,8 miliardi di quota Feasr, la quota di disimpegno automatico è saturata per il 133%.

 

E la chiave di lettura del Governo è in positivo. "Uno dei miei primi impegni da quando mi sono insediato è stato quello di efficientare la capacità di spesa delle risorse messe a disposizione per il settore primario. Sarebbe stato infatti un insulto avere dei soldi a disposizione e tenerli nel cassetto. Oggi possiamo dire di aver mantenuto la promessa, abbiamo speso il 99,43% dei fondi Ue per lo Sviluppo Rurale, pari a oltre 14 miliardi di euro messi a disposizione nel periodo 2014-2022" ha dichiarato oggi il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

 

"Il risultato - ha aggiunto il ministro - è stato raggiunto grazie ad una specifica iniziativa legislativa adottata con la Legge di Bilancio per il 2025, che ha consentito alle regioni di incrementare la quota di cofinanziamento comunitario dei programmi del periodo 2014-2022 cofinanziati dal Feasr".

 

A disposizione dell'Italia, inizialmente, sul periodo di programmazione 2014-2020 c'erano 10 miliardi e oltre 429 milioni di euro, risorse provenienti dal Feasr, per una spesa pubblica complessiva di 20 miliardi e oltre 859 milioni di euro, grazie ad un cofinanziamento nazionale del 50% (di cui il 70% proveniente dallo Stato ed il 30% dalle regioni). A tali risorse si erano poi aggiunti i fondi europei Feasr e Ngeu per il periodo di transizione 2021-2022 e la restituzione sul piatto dello Sviluppo Rurale delle risorse provenienti dalla degressività e del capping, che avevano tolto soldi sul fronte dei pagamenti diretti, per un totale di altri 3 miliardi e oltre 921 milioni di euro.

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Csr, già spesi 4 miliardi di euro

Intanto, per un periodo di programmazione che si chiude, uno nuovo si apre: con Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 che mette a segno già oltre 4 miliardi di spesa pubblica: "Allo stesso modo, posso dire con soddisfazione che anche la spesa della componente Sviluppo Rurale del Piano Strategico della Politica Agricola Comune 2023-2027 sta progredendo speditamente visto che, alla data del 31 dicembre 2025, sono stati spesi oltre 4 miliardi di euro (1,8 miliardi di quota Feasr), corrispondenti al 133% dell'obiettivo per evitare il disimpegno" ha sottolineato il ministro Lollobrigida.

 

“È stato un buon lavoro - ha aggiunto - frutto del coordinamento compiuto dal Masaf e da Agea, ciascuno per la parte di competenza, impegnati per rendere le politiche agricole efficaci ed effettive. Guardando avanti sappiamo che le nuove somme stanziate nel bilancio comunitario per l'agricoltura, oltre 40 miliardi di euro per il periodo 2028-2034, hanno l'aspettativa di supportare effettivamente il settore primario e l'attività degli agricoltori e dei pescatori che possono veder riconosciuto il giusto reddito per la loro attività che garantisce la disponibilità di cibo di qualità ai nostri cittadini", ha concluso il ministro Lollobrigida.

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