Zootecnia e alimenti di origine animale: cosa dice Efsa

Il monitoraggio svolto nel 2018 su oltre 650mila campioni rileva solo lo 0,3% di irregolarità. Riprova della sicurezza per il consumatore degli alimenti di origine zootecnica

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

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Eccellenti i dati del monitoraggio Efsa 2018
Fonte foto: Donatello Sandroni

E' disponibile da dicembre 2019 il rapporto di Efsa sugli animali e sui prodotti di derivazione animale, dal titolo "Report for 2018 on the results from the monitoring of veterinary medicinal product residues and other substances in live animals and animal products".

In sostanza, è un report analogo a quello sviluppato sui residui di agrofarmaci negli alimenti di origine vegetale, ortofrutta in primis.

La relazione di Efsa in campo zootecnico riassume i risultati del monitoraggio svolto nel 2018 alla ricerca di residui di medicinali veterinari o altre sostanze, sia negli animali vivi, sia nei prodotti di origine animale circolanti nell'Unione europea.

Ben 657.818 campioni sono stati analizzati. Di questi, 354.517 sono da considerarsi campioni mirati, non sorteggiati a caso quindi, e 5.095 sono stati analizzati in quanto "sospetti", essendo stati segnalati ai sensi della Direttiva 96/23/CE del Consiglio.

A quanto sopra si sono aggiunti 3.022 campioni relativi a prodotti o ad animali da importazione e 295.184 campioni sono stati raccolti nell'ambito di programmi già sviluppati ai sensi delle legislazioni nazionali. Quindi la campagna di monitoraggio non è stata svolta "a volo d'uccello", bensì in modo alquanto mirato proprio alla ricerca di eventuali irregolarità.

Nonostante ciò, la percentuale di campioni non conformi nel 2018 è risultata soltanto dello 0,3%, del tutto in linea con i dati del decennio precedente, oscillati fra 0,25% e 0,37%.

I dati risultano peraltro migliori rispetto all'anno precedente, il 2017, quando si riscontrarono irregolarità pari allo 0,35%. Sempre rispetto al 2017, nel 2018 sarebbe leggermente aumentata la frequenza delle non conformità per alcune specifiche famiglie di sostanze attive, come gli agenti antitiroidei, gli steroidi e "altri" non meglio specificati.

Lievi diminuzioni invece per antibatterici, antielmintici, antinfiammatori non steroidei, composti organoclorurati, micotossine, coloranti e "altre sostanze farmacologicamente attive".

Come già accaduto per gli alimenti di origine vegetale, anche le analisi sugli alimenti di origine animale confermano quindi l'eccellente livello di sicurezza e salubrità dei prodotti testati. A dispetto di chi continui a presentare la zootecnia come una fabbrica organizzata di veleni somministrati indiscriminatamente agli animali prima e ai consumatori poi.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: residui zootecnia antibiotici

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