Predatori, un problema sulle spalle di agricoltori e allevatori

Le regioni del Nord hanno elaborato un documento nel quale chiedono di poter attivare azioni condivise di prevenzione, gestione e prelievo dei grandi carnivori

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Anche all'estero, come in Francia o in Germania, il problema del lupo è alquanto sentito
Fonte foto: © Eduards - Fotolia

Ritorna prepotentemente il tema dei predatori e le regioni del Nord chiedono al Governo di poter gestire direttamente e autonomamente il problema di lupi e orsi, che sono una minaccia non solo per l'agricoltura, ma anche per la sicurezza pubblica. Un approccio, quello che coinvolge la pubblica sicurezza, che consentirebbe dunque di eliminare gli esemplari ritenuti pericolosi.

È questa la richiesta contenuta in un documento elaborato ieri, 29 gennaio 2019, a Trento dai rappresentanti delle regioni del Nord: Valle d'AostaLiguria, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, con le province autonome di Trento e Bolzano, che hanno convocato appunto il vertice. Il Piemonte, seppure non presente con propri rappresentanti istituzionali, ha inviato un documento di sostegno.

La posizione condivisa è molto chiara. "Nessuno mette in dubbio il valore della biodiversità delle nostre montagne e dei nostri territori alpini - hanno detto i rappresentanti istituzionali delle regioni alpine -, così come non ci permettiamo di contravvenire alle normative europee, che condividiamo. A fronte però di una densità di lupi e di orsi tale da generare situazioni oggettive, che fanno venire meno la sicurezza delle popolazioni e rappresentano una fonte costante di danno per le attività economiche, chiediamo la possibilità di attivare azioni condivise di prevenzione, gestione e prelievo dei grandi carnivori".

"Episodi ripetuti di predazioni, molti dei quali in prossimità di centri abitati e di aree turistiche, stanno minando la sostenibilità di aziende zootecniche che operano in ambiente montano", spiegano i partecipanti alla riunione.

Quello dei lupi è un tema molto delicato, suscettibile di essere male interpretato dalla popolazione, ma oggettivamente complesso. E la situazione in molte regioni d'Italia, non soltanto quelle dell'arco alpino, ma anche lungo tutta la dorsale appenninica, è alquanto delicata. Anche perché in molti casi a compiere le azioni predatorie contro il bestiame o a minacciare in qualche - per fortuna rara - occasione l'uomo non sarebbero solamente gli orsi o i lupi, ma anche i canidi, frutto di incroci.

Anche all'estero, come in Francia o in Germania, il problema del lupo è alquanto sentito, con gli agricoltori esasperati dai danni che devono di fatto sostenere sul fronte economico e ambientale.

"Nessuno vuole sparare ai lupi, ma gestire il fenomeno. Lo fanno quasi tutti i paesi europei, ma non l'Italia", ha detto Arno Kompatscher, presidente della provincia autonoma di Bolzano.

Lo scorso anno i consigli provinciali di Trento e Bolzano hanno approvato leggi che consentono alle province di gestire autonomamente lupi e orsi e di abbattere gli esemplari ritenuti pericolosi. Una legge contestata non soltanto dai movimenti animalisti, ma anche dal ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, che aveva annunciato l'impugnazione della normativa, anche se finora - come riferito all'Ansa dal presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, relativamente all'impugnazione non è stata data alcuna risposta.

I danni da predatori e da animali selvatici, come il cinghiale, che nelle scorse settimane ha causato un incidente mortale sull'autostrada del Sole, nel Lodigiano, sono alcuni dei problemi che pesano sulle spalle di agricoltori e allevatori.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore: Redazione Agronotizie

Tag: leggi e decreti biodiversità lupi

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