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Suini in recupero

L'aumento dei costi di produzione legati all'alimentazione è assorbito dal miglioramento dei prezzi di mercato dei capi pesanti. I prosciutti leggeri generici più performanti rispetto ai Dop

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I suini pesanti segnano un aumento dei prezzi, ma l'andamento tendenziale è negativo
Fonte foto: Angelo Gamberini - AgroNotizie

Positiva a marzo la variazione della redditività dell'allevamento suinicolo italiano. L'indice Crefis, il centro ricerche economiche dell'università Cattolica di Piacenza, diretto da Gabriele Canali, segna infatti +2,7% rispetto a febbraio (dato congiunturale) e +6,2% rispetto a marzo del 2017 (dato tendenziale).

Un andamento favorevole nonostante i costi per l'approvvigionamento delle materie prime alimentari siano stati in aumento; è stato dunque il mercato dei suini da macello a trainare economicamente il segmento. A marzo, infatti, i prezzi dei capi pesanti quotati a Modena sono saliti del 3%, arrivando a 1,574 euro/kg. Leggermente negativa la variazione tendenziale, pari a -0,3%.

Sale a marzo anche la quotazione dei suinetti da allevamento che alla Cun arriva a 3,679 euro/kg, mettendo a segno un +7,7% su base congiunturale e +3,5% rispetto al 2017.
 

Migliora la fase di macellazione

Nonostante l'aumento del prezzo dei suini, aumenta a marzo la redditività della fase di macellazione: +0,3% su febbraio e +2,1% su marzo 2017.
A favorire l'industria della macellazione è stato il buon andamento del mercato dei tagli e in particolare, come accade da tempo, dei lombi freschi che a Modena hanno quotato 3,100 euro/kg, e cioè il 14,3% in più di febbraio e il 10,3% in più di marzo dell'anno scorso.

Scendono invece i prezzi delle cosce fresche. A cominciare da quelli relativi alle cosce pesanti per crudo Dop che alla Cun sono scesi a 5,090 euro/kg, cioè l'1,4% in meno rispetto a febbraio. Così pure perdono valore le cosce pesanti destinate a prodotto generico: -0,4% sempre su febbraio.
 

Stagionatori in affanno

A marzo calano anche i prezzi delle cosce stagionate.
La quotazione del Prosciutto di Parma è diminuita a livelli che non si riscontravano da settembre 2016: il prodotto pesante è infatti arrivato a quotare 10,195 euro/Kg cioè -0,8% su febbraio ma soprattutto -1,5% su marzo 2017.

Questa sfavorevole situazione di mercato, insieme agli elevati costi sostenuti a inizio 2017 per approvvigionarsi di cosce fresche, ha portato l'industria della stagionatura a un calo di redditività.
A marzo l'indice Crefis dei prosciutti Dop è peggiorato dell'1,6% in termini congiunturali e del 16,8% in termini tendenziali. Male anche la redditività dei prosciutti pesanti generici: -1% su febbraio e -1,2% su marzo dell'anno scorso.
 

Prosciutti Dop e non

Si mantiene positivo a marzo (+13,5%), ma cala rispetto a febbraio, il differenziale di redditività tra prosciutti Dop e prodotti non tutelati pesanti; mentre va segnalato che per i prosciutti leggeri il gap è da tempo negativo, cioè a favore dei prodotti non tutelati, e a marzo peggiora ulteriormente a -11,5%.

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