Il Consiglio Ue, con una votazione a maggioranza qualificata del Coreper, il Comitato speciale dei rappresentanti per l'agricoltura, si è espresso a favore dell'accordo Ue-Mercosur lo scorso 9 gennaio con un voto a maggioranza qualificata.
Il 17 gennaio la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen sarà in Paraguay per la firma dell'accordo provvisorio che - grazie a due trattati internazionali - dovrebbe consentire l'abbassamento dei dazi doganali nei Paesi Ue e nei Paesi latinoamericani aderenti al Mercosur (Brasile, Paraguay, Uruguay e Argentina).
Il condizionale è ancora d'obbligo, perché il trattato commerciale di libero scambio è atteso ancora al voto del Parlamento Ue, mentre il trattato interinale - che modifica le relazioni tra i singoli Stati ed è la premessa del trattato di libero scambio - dovrà ricevere anche il voto dei parlamenti dei 27 Stati membri dell'Unione Europea, oltre che dell'Europarlamento di Strasburgo.
Non solo, secondo notizie di ieri sera, la Polonia, uno degli Stati membri contrari all'accordo, avrebbe presentato ricorso alla Corte di Giustizia Europea, una mossa che potrebbe far slittare la ratifica dei parlamenti di un anno.
L'Italia, inizialmente contraria all'accordo - che rischiava di non essere ratificato per il peso della popolazione del nostro Paese - ha invece votato a favore, dopo che il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha ottenuto il rafforzamento delle misure di salvaguardia a tutela degli agricoltori e una congrua contropartita sulla Politica Agricola Comune.
Sull'accordo restano i dubbi e l'insoddisfazione delle principali organizzazioni agricole italiane, quali Coldiretti, Cia e Confagricoltura e Copagri, che temono l'efficacia solo parziale delle norme di salvaguardia. e il rischio che i mercati dell'Unione Europea possano essere invasi da carni e pollame a basso costo provenienti dai Paesi dell'America del Sud.
Il 9 gennaio scorso il centro di Milano è stato teatro della manifestazione degli agricoltori aderenti al Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani che hanno protestato contro l'accordo Ue-Mercosur e contro lo scambio tra maggiori fondi Pac e il consenso all'accordo sancito dalla riunione straordinaria dei ministri dell'Agricoltura Ue lo scorso 7 gennaio.
Di tale riunione AgroNotizie® pubblica più avanti i contenuti essenziali del verbale, dal quale emerge che non è chiaro di quanto realmente aumenterà il budget Pac.
L'esito del voto
Il voto del Consiglio Ue - riunitosi a livello di Coreper per l'Agricoltura - è stato caratterizzato dal no deciso pronunciato dai rappresentati di Francia, Polonia, Ungheria, Austria e Irlanda e dall'astensione del Belgio, che ha portato il consenso alla firma dell'accordo a soli 21 Paesi su 27, pari ad un risicato 68,8% della popolazione dell'Unione, contro un quorum richiesto di almeno il 65%. Questi Paesi, soprattutto la Francia, ritengono insufficienti le misure di salvaguardia accordate agli agricoltori europei.
Al momento nulla cambia per gli agricoltori italiani ed europei, ma l'ora della verità si avvicina: entro l'inizio della primavera l'Europarlamento dovrà votare i trattati ed entro l'anno il trattato interinale di cooperazione tra i Paesi Mercour e i Paesi Ue dovrà ricevere il voto favorevole dei Parlamenti dei singoli Paesi.
E resta il fatto, stando ai numeri della votazione del 9 gennaio, che l'Italia avrebbe potuto far saltare il banco nel Consiglio Ue, ma non lo ha fatto. Proviamo ad analizzare ora - nel caso dal 2027 l'accordo dovesse entrare in funzione - se e come gli agricoltori saranno tutelati.
Lollobrigida, successo storico in favore dei nostri agricoltori
"L'Italia in questi lunghi mesi di trattative ha fatto in modo che l'Agricoltura e gli agricoltori tornassero al centro del dibattito sia in Italia che nell'Unione europea. Oggi sono tornati ad essere riconosciuti come custodi del territorio e dell'ambiente, e garanti della nostra sovranità e sicurezza alimentare" ha dichiarato il ministro Lollobrigida, che ancora prima di commentare il voto del Consiglio ricorda di aver ottenuto l'annullamento del taglio dei fondi della Pac dalla Commissione Ue, un risultato che non esita a definire "storico".
"Rispetto al Mercosur - sottolinea Lollobrigida - abbiamo migliorato un accordo che portava indubbi vantaggi per il sistema italiano industriale e agricolo ma che per alcuni settori rappresentava criticità. Oggi, grazie al lavoro dell'Italia, l'accordo è occasione di sviluppo e crescita economica ma presenta meccanismi di protezione e di reciprocità che riteniamo adeguati e sui quali vigileremo". Il Coreper ha dato mandato di firma alla Commissione europea per proseguire nel percorso che porterà all'approvazione del trattato commerciale.
L'ultimo risultato ottenuto dall'Italia sul piano delle norme di salvaguardia - che sono oggetto di un Regolamento Ue - è stato quello di abbassare la soglia del meccanismo di salvaguardia dall'8 al 5%, e il rafforzamento del sistema dei controlli per le merci all'ingresso nell'Unione Europea.
Questo significa che quando in tre anni le importazioni di beni sensibili, quali carni vaccine e pollame, aumenteranno in media più del 5%, ovvero i prezzi di tali beni sul mercato interno dell'Ue caleranno in media più del 5%, l'accordo commerciale potrà essere sospeso, e tornerebbero i dazi doganali.
Per il ministro "Gli agricoltori avranno dunque un meccanismo di protezione più efficace qualora vi fossero perturbazioni sui prezzi dei prodotti agricoli e potranno contare su una applicazione effettiva del principio di reciprocità".
Sulla reciprocità il ministro Lollobrigida ammette che si sta "ancora lavorando sulle regole", ma rassicura che saranno tali per cui "i prodotti in ingresso non possono contenere residui di sostanze vietate per gli agricoltori europei. Giocare con le stesse regole è alla base della competitività delle nostre imprese". Mentre si vota sì all'accordo Ue-Mercosur, il quadro di norme comunitarie che lo disciplina appare così ancora in fase di definizione.
Ma a sostenere le imprese in caso di crisi di mercato determinate dalle importazioni dal Mercosur c'è il fondo da 6,3 miliardi di euro per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato. Inoltre il ministro ritiene di aver ottenuto un risultato anche sul piano dei costi delle aziende agricole italiane ed europee grazie "all'azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam che garantiscono alle nostre imprese condizioni migliori per la produzione".
Queste sono le norme di salvaguardia più vantaggiose ottenute dall'Italia, che saranno inserite nel relativo Regolamento Ue sul funzionamento dell'accordo commerciale con il Mercosur e che in parte migliorano gli stessi emendamenti del Parlamento Ue.
Norme di salvaguardia, indagini non immediate
Ma resta scoperto un elemento che lascia le associazioni degli agricoltori ancora molto dubbiose: i tempi delle indagini della Commissione Ue. Le organizzazioni agricole avevano chiesto un'attivazione immediata delle clausole di salvaguardia con l'avvio delle indagini subito e non dopo quattro mesi di aumenti delle importazioni fuori soglia. E allo stato non vi è traccia dell'acquisizione di questa richiesta a livello di Consiglio e Parlamento Ue. Per altro, proprio questo elemento aveva mosso l'Italia a rinviare il voto in sede di Consiglio Ue a dicembre scorso.
Le contropartite per l'agroalimentare Ue
Il trattato commerciale di libero scambio tra Ue e Mercosur, se da un lato espone il mondo agricolo all'importazione di beni sensibili (carne e pollame) a basso costo, offre anche un'opportunità: il divieto di imitazione di oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell'Ue riconosciuti come Indicazioni Geografiche, di cui 57 italiane. Secondo il Ministero degli Esteri italiano, si tratta del maggior numero di indicazioni geografiche mai protetto in un accordo dell'Ue.
Incertezza sulle contropartite Pac
In questi ultimi giorni si è molto parlato dell'annullamento del taglio della Pac post 2027 come contropartita per l'accettazione da parte di alcuni Paesi, tra cui l'Italia, dell'accordo Ue-Mercosur.
Nella riunione dei ministri dell'Agricoltura dei 27 Stati membri dell'Unione Europea del 7 gennaio scorso, il giorno dopo l'invio della lettera della Commissione sulla ulteriore controproposta sulla Pac, è stato steso un verbale che però non chiarisce adeguatamente tutti termini della questione.
Ecco i dati certi. "Fondo nazionale e regionale di partenariato fornirà una dotazione vincolata di 293,7 miliardi di euro, fornendo agli Stati membri risorse aggiuntive per integrare tale dotazione garantita" è scritto nel verbale.
A tale cifra si aggiungono: "48,7 miliardi di euro" secondo il verbale della riunione ministeriale, che proverranno direttamente dal Fondo Unico e calcolati nel 10% "delle risorse di ciascun piano di partenariato nazionale e regionale".
I 48,7 miliardi di euro, secondo i ministri "devono essere dedicati al sostegno degli investimenti nelle zone rurali. Gli Stati membri assegneranno la loro quota destinata alle zone rurali alle misure da attuare nel settore agricolo nella fase iniziale della programmazione, analogamente a quanto avviene nell'attuale ciclo di bilancio, a meno che non decidano di adottare misure dedicate alle zone rurali". Fin qui tutto chiaro: in pratica il Secondo Pilastro della Pac viene finanziato con questi soldi, ma resta nazionalizzato.
La cifra di 48,7 miliardi potrà anche "aumentare fino a 63,7 miliardi di euro grazie alla possibilità offerta dai prestiti Catalyst Europe". In pratica 15 miliardi di prestiti potranno sommarsi ai 48,7 miliardi di spesa pubblica targata Ue. In tutto il budget della Pac aumenta, questo è certo, fino a 342,4 miliardi di euro, ai quali si possono sommare i 15 miliardi di eventuali prestiti.
Dove sorgono i dubbi invece è sul passaggio che avrebbe assicurato al budget della Pac altri 45 miliardi in più, stando all'interpretazione data dal Governo italiano. In realtà il verbale così recita: "per garantire che a partire dal 2028 siano disponibili risorse aggiuntive per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali, la Commissione ha proposto che gli Stati membri abbiano accesso, al momento della presentazione del loro piano iniziale a partire dal 2028, fino a due terzi dell'importo normalmente disponibile per la revisione intermedia. Ciò rappresenta circa 45 miliardi di euro che possono essere mobilitati immediatamente per sostenere gli agricoltori e le comunità rurali".
Il verbale altro non aggiunge, soprattutto non somma i 45 miliardi al budget in maniera espressa. Inoltre, non è chiara la provenienza dei 45 miliardi. Secondo il verbale si tratterebbe di un'anticipazione di un importo disponibile: una quota parte dei 293,7 miliardi comunque assegnati? In tal caso, il budget della Pac, pure incrementato con il 10% proveniente dai piani di partenariato regionali e nazionali, si fermerebbe a 342,4 miliardi di euro, più 15 miliardi di prestiti sui rural target.
Ma secondo l'interpretazione data dal Governo italiano, invece i 45 miliardi sono parte di una riserva disponibile dei budget nazionali non ancora assegnata e già presente nel Fondo Unico, che così non verrebbe incrementato.
In pratica, secondo questa interpretazione, a saldi invariati di bilancio, il budget della Pac salirebbe a 387,4 miliardi. Allo stato, vale la pena ricordare che si tratta di proposte. Intanto, i sindacati di base degli agricoltori sono tornati con i trattori in piazza.
Le proteste degli agricoltori a Milano
Un centinaio di trattori hanno invaso il 9 gennaio scorso Milano sotto l'egida del Coapi, il coordinamento tra varie sigle e associazioni del mondo agricolo, tra le quali spicca Altragricoltura, per protestare contro l'accordo Ue Mercosur e lo scambio maggiori fondi Pac contro consenso all'accordo: "Se a Bruxelles o nei palazzi del Governo pensano che resteremo a guardare mentre svendono il nostro lavoro, si sbagliano di grosso. Non siamo di fronte a una semplice trattativa commerciale, ma a una minaccia diretta alla nostra sopravvivenza e, soprattutto, alla salute dei cittadini europei. L'accordo con il Mercosur aprirà le porte a prodotti che non rispettano i nostri standard di sicurezza e qualità, distruggendo definitivamente le nostre filiere" afferma in una nota stampa Angelo Di Stefano, uno dei portavoce del Coapi, da dove fanno sapere: "con controlli doganali che arrivano massimo al 3% delle merci importate, l'accordo spalancherà le porte a tutto".
Coapi non crede alla reciprocità e all'efficacia delle norme di salvaguardia: "La mobilitazione continuerà a oltranza finché non verranno garantiti prezzi equi alla produzione e il blocco di accordi internazionali che penalizzano le eccellenze nazionali".



















