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Marche, subentra la nuova ditta per le stalle provvisorie

Firmato il contratto con la nuova impresa per la fornitura delle strutture dopo la risoluzione del rapporto con l'azienda vincitrice dell'appalto responsabile dei ritardi. Intanto avviato il 50% dei cantieri per le piazzole da parte del Consorzio di bonifica

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Stalle provvisorie, a breve la ripresa dei lavori nelle Marche
Fonte foto: © BillionPhotos.com - Fotolia

Nelle Marche l'emergenza stalle è la più grave di tutte le altre regioni colpite dai terremoti di agosto e di ottobre.

Alcune settimane fa, come già riportato su AgroNotizie, la decisione della regione di revocare il contratto con la ditta che doveva realizzare le strutture provvisorie, in base alla gara d'appalto gestita dalla Regione Lazio.

Risoluzione del contratto che il primo marzo scorso è stata accettata dalla prima, lasciando libera la regione di avvalersi di un'altra impresa per far fronte alla realizzazione di stalle, fienili e abitazioni provvisorie per gli allevatori.

La prima ditta, così come chiesto dalla regione, provvederà, a proprie spese, alla riparazione dei danni e degli errori contestati dall'amministrazione e la regione pagherà le strutture solo a seguito di collaudo con esito positivo.

Nel frattempo la Regione Marche ha firmato l'atto di delega di funzioni con il Consorzio di bonifica per la realizzazione delle piazzole sulle quali installare le strutture di emergenza.

Consorzio che ha già incaricato tutte le ditte per la realizzazione dei moduli abitativi provvisori rurali di emergenza per 106 aziende agricole.

I lavori sono stati avviati nella metà dei cantieri e alcuni hanno già terminato le opere. La prossima settimana si pensa che nei cantieri si dovrebbe raggiungere l'80% dell'avanzamento dei lavori.

Venerdì 3 marzo scorso quindi è stato firmato il contratto con la ditta subentrante che potrà così procedere immediatamente con la consegna delle strutture per gli allevatori.

In base al nuovo contratto la ditta subentrante dovrà fornire 110 stalle per bovini da carne, 21 stalle per bovini da latte, 84 stalle per ovicaprini. Strutture che in venti casi risultavano danneggiate già dal sisma di agosto, oltre sei mesi fa.

Ora si spera che i lavori finiscano in un tempo ragionevole, perché il tempo perso non si può recuperare e nemmeno i redditi e gli animali persi.

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